Il movimento dei Gay Conservatori e Liberali si è sciolto? Per il momento «il progetto è in stand-by», fanno sapere fonti interne al gruppo che per mesi ha avuto il volto di Francesca Pascale, presidente onoraria, e Morris Battistini, presidente. La pagina Instagram, che era stata aperta da Emanuele Romanelli, è stata disattivata, ogni riferimento è sparito dai profili dei protagonisti. Una chiusura silenziosa, dopo mesi in cui la vicenda aveva destato curiosità e qualche perplessità, soprattutto in riferimento alla proposta di legge contro l’omofobia presentata dai GCL che escludeva le persone trans.
A pesare, secondo quanto ricostruito da Simone Alliva nella newsletter «Prima che sia notte», è prima di tutto il caso Aiello. Si era trattato di uno scontro tutto interno a Forza Italia, nato da un gruppo WhatsApp regionale. L’11 giugno Daniele Aiello, responsabile nazionale Organizzazione di Forza Italia Giovani, aveva accusato Morris Battistini, presidente dei Gay Conservatori Liberali e capogruppo di Forza Italia a Marzabotto, di aver fatto riferimenti alla sua vita privata davanti a più di trenta persone: «Un messaggio in cui venivano fatti riferimenti alla mia presunta, e cito testuali parole, ‘parrocchia’ della comunità LGBTQIA+, alle mie scelte personali e ai miei gusti». Battistini aveva negato. Pascale, in un commento poi cancellato, avevadifeso Battistini e derubricato la denuncia a lotte interne al partito in Emilia-Romagna.
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Soltanto qualche giorno dopo quello scontro, c’era stata, come detto, la presentazione a Montecitorio della proposta di legge «Libertà». Pascale e Battistini l’avevano annunciata come alternativa al ddl Zan. Ma il testo, ad oggi, non convince neanche gli iscritti al movimento: «Non si possono escludere le persone trans, dovrebbe essere emendata» avrebbero mugugnato in molti, secondo quanto riporta Alliva. Il disaccordo sarebbe sfociato in un confronto interno mai davvero risolto proprio tra Pascale e Battistini da un lato, ed Emanuele Romanelli, ideatore della pagina social intorno a cui i GCL si erano ritrovato, tra aperitivi politici e aperture a loro riservate dall’associazione LGBT radicale Certi Diritti.
Le accuse ora corrono in ogni direzione. Romanelli, che aveva dovuto puntualizzare il proprio cambio di idee circa le sue pregresse simpatie per Vannacci, viene accusato di cercare visibilità personale. Pascale, secondo le fonti di Alliva, è stata accusata di aver «cannibalizzato» lo spazio politico con un attivismo solitario, occupando da sola spazi televisivi, pagine e dibattiti. «Si voleva prevalere sugli altri per raggiungere obiettivi politici», avrebbe raccontato una fonte interna.
C’è di più. A quanto risulta a Gay.it, i Gay Conservatori e Liberali sono profondamente avversati dalla stessa Forza Italia a guida Tajani: «Non abbiamo nulla a che fare con loro» ha riferito un esponente di Forza Italia Giovani a Gay.it. «Se Pascale sta cercando un posto in parlamento alle prossime elezioni, sicuramente non l’avrà da Forza Italia, magari da Vannacci» ha riferito due settimane fa un altro giovane azzurro al nostro giornale. In verità Pascale aveva preso più volte le distanze da Vannacci, e più volte aveva ribadito di non ambire ad alcuno scranno parlamentare.
Resta sul tavolo l’ipotesi che il fenomeno dei «gay di destra» trovi altre forme, un altro nome e altri spazi. Forse in una modalità più vicina a Forza Italia, che si appresta nei prossimi mesi ad affrontare il difficile compito di non finire stritolata in una deriva vannacciana dell’alleanza Meloni.
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