Un dinamismo attivista LGBTIAQ+ a destra ha senso per la comunità italiana? Come va organizzato? Chi ci sta provando? E quali sono i suoi obiettivi politici?

Il carrozzone del Governo Meloni perde acqua da tutte le parti, soprattutto perché Marina Berlusconi ha deciso che Forza Italia deve virare al centro e rilanciare la sua anima liberale. In questa rinascita del partito che Tajani ha sottomesso alle spinte trumpiane-fallimentari volute dalla stessa Meloni, è tutto un pullulare di nuove fioriture liberali. Non solo l’egregio lavoro che sta conducendo Simone Leoni, leader dei giovani azzurri.

Venerdì scorso, in piazza Vittorio a Torino, Francesca Pascale ha brindato con un “liberal spritz” al debutto piemontese dei Gay Conservatori Liberali. Quattromila e quattrocento follower Instagram, di cui qualche centinaio in Piemonte, nessun simbolo di partito ma riferimenti chiarissimi: centrodestra, galassia forzista, distanza esplicita dalla cultura “woke“.

Il movimento esiste da qualche mese. Pascale ne è presidente onoraria. E la domanda che ci poniamo, con rispetto, senza pregiudizi, è una sola: è una buona notizia per la comunità LGBTQIA+?

Una cosa è certa: Francesca Pascale aveva ben sottolineato l’intesa (liberale) con Marina Berlusconi già molto tempo fa, quando aveva chiarito (ipse dixit) che la presidente di Mondadori sarebbe una premier assai migliore di Meloni. Tuttavia non sembra che nella nuova Forza Italia l’ascesa di Pascale sia vista di buon occhio. “La sua modalità non appartiene al moderatismo liberale che abbiamo in mente” rivela una fonte interna del partito azzurro a Gay.it.

Cosa sono i Gay Conservatori Liberali

L’idea di fondo è quella che Pascale ha espresso senza giri di parole: “I diritti civili non devono avere un monopolio politico.” Una frase difficile da contestare in astratto. Matrimonio egualitario, adozioni, tutele per le famiglie omogenitoriali: perché dovrebbero essere bandiere esclusivamente di sinistra?

La stessa Pascale era stata nominata presidente onoraria anche di GayLib, storica associazionei liberale LGBTIQ attiva da trent’anni: fino a quando ha deciso di correre per la propria strada, dando il via ai Gay Conservatori Liberali.

Il movimento si presenta come vicino all’ala liberale di Forza Italia. Non è un partito, tengono a precisare. È, nelle loro parole, il tentativo di intercettare chi non si riconosce né nella destra tradizionale né nei movimenti LGBTQ+ “più militanti. Qualcuno suggerisce malevolmente che Pascale si stia guadagnando uno scranno in parlamento: niente di nuovo, moltissimi attivisti LGBTIQ+ hanno fatto la stessa trafila a sinistra. “Escludiamo che Pascale possa essere eletta con Forza Italia alle prossime elezioni” dice sempre una fonte del partito a Gay.it. Che Pascale possa essere candidata ed eletta con la Lega di Salvini, dopo la sua partecipazione a un evento leghista a Roccaraso?

Cosa dice Pascale e cosa dice il fondatore

Pascale, bisessuale dichiarata (compostamente polemica nelle ultime ore la sua ex-compagna Paola Turci che ha comunque parlato di “relazione tossica“), ha pagato un prezzo personale per il suo attivismo, ha litigato con il centrodestra quando era ancora la compagna dell’uomo più potente d’Italia. Il suo impegno sui diritti civili ha una storia reale alle spalle. Al netto delle ironie che circolano nel movimentismo LGBTIAQ+ di sinistra, Pascale si è esposta con coraggio a destra, e cioè laddove il campo, più che largo, era strettissimo, per non dire avverso.

Il fondatore della pagina instagram dei Gay Conservatori e Liberali, Emanuele Romanelli, sembra fuori registro per un appriccio di destra liberale. Come ricostruito da Simone Alliva su Domani, nei suoi contenuti social Romanelli si schiera contro aborto, gender e “woke”, si dichiara apertamente “orgoglioso dell’operato di Netanyahu su Gaza“, e in un meme descrive l’elettore gay medio di sinistra come sovrappeso e truccato, quello di destra muscoloso e senza maglietta. Nelle ultime settimane tuttavia Emanuele Romanelli sembra defilato. Forse un ordine dall’alto.

Più moderato di Romanelli appare Morris Battistini, neo-presidente di Gay Conservatori Liberali, che nella vita si occupa di risorse umane e che negli ultimi mesi sembra aver preso le redini organizzative e comunicative del soggetto politico.

Lo scorso febbraio, Gay Conservatori e Liberali avevano avuto un problema di manifesta transfobia da parte di una loro nota attivista trans influencer, che sarebbe stata allontanata dall’associazione. Segno che l’associazione vuole sì posizionarsi a debita distanza dal ciò che viene dalla stessa Pascale definito “woke di sinistra”, ma non per questo sposare posizioni transfobiche. Il ruolo di leadership operativa di Battistini sembrerebbe aver incardinato il gruppo su una traiettoria più vicina al moderatismo del nuovo corso di Forza Italia.

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Diritti e libertà

Nell’organizzazione di questa nuova galassia del centrodestra interessata ai diritti individuali, è spuntato anche un hub denominato Diritti e Libertà. Sia chiaro: ad ora si parla sempre e solo di account social o poco più (in attesa del convegno al Napoli Pride). In un post congiunto con Gay Conservatori e Liberali, l’account Diritti e Libertà scrive quanto segue, sotto un’immagine di bandiera rainbow (quella con il semplice arcobaleno, senza i colori trans):

La libertà esiste davvero solo quando tutti possono esprimersi.

Anche chi ha idee diverse.
Anche chi non segue il pensiero dominante.

Una democrazia matura non ha paura del confronto, perché i diritti civili, la libertà personale e la dignità della persona non dovrebbero mai diventare strumenti di appartenenza ideologica. Troppo spesso, invece, il dibattito pubblico si trasforma in una gara tra etichette, slogan e contrapposizioni artificiali e chi prova a portare una voce diversa viene immediatamente semplificato, attaccato o escluso.

Diritti e Libertà, Fronte della Nuova Destra e Gay Conservatori Liberali credono in qualcosa di diverso.

Una società dove:

• La libertà di parola venga difesa sempre
• Il pluralismo sia un valore reale
• I diritti non abbiano un monopolio politico
• Il confronto democratico torni ad essere normale

Noi crediamo che si possa essere liberali, conservatori, moderati o di centrodestra senza rinunciare alla difesa della dignità della persona, della libertà individuale, del rispetto reciproco, della tutela contro ogni discriminazione o violenza perchè i diritti non devono essere bandiere da sventolare contro qualcuno, devono essere strumenti per costruire una società più libera, più forte e più consapevole.

Difendere la libertà di espressione oggi significa difendere il diritto delle persone a esistere nel dibattito pubblico senza paura di essere cancellate o ridotte al silenzio perchè senza parola non esiste democrazia e senza libertà non esiste futuro.

 

Le domande incrociate

Tutto sembra così legittimo, rispetto alle critiche mosse da un certo oltranzismo di sinistra che avanza slogan tipo “essere LGBTIQ+ e di destra è un controsenso”. Certo, con l’attuale destra meloniana è così. Ma se c’è qualcuno che quella destra vuole cambiarla, forse è la cosa più auspicabile che la comunità LGBTIAQ+ possa sperare?

Tuttavia, anche dalle parti dei Gay Conservatori Liberali c’è un problema di oltranzismo anti-sinistra. Dalle molte comunicazioni di questi mesi abbiamo appreso tutto quello che, secondo Pascale & C, non andrebbe bene dell’associazionismo di sinistra LGBTIQ+. Ma quella stessa sinistra rivendica precisi obiettivi: matrimonio egualitario, legge contro l’odio omobitransfobico, una nuova legge sull’affermazione di genere delle persone gender variant (e molte altre, il 15 maggio incontreranno il Campo Largo leggi qui >).

Quali sono le rivendicazioni politiche che i Gay Conservatori Liberali chiedono ai partiti politici del blocco Meloni? Il liberal spritz di Francesca Pascale a Torino è una risposta a quella domanda? Forse è almeno un inizio. Cin cin.

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