Alessandra Mussolini difende il Pride e critica il governo Meloni: “Faccia passi avanti sui diritti, cose invereconde sull’aborto”

"Sarebbe davvero bello se manifestazioni del genere non servissero più, ma purtroppo servono ancora e serviranno finché la micidiale combinazione tra ignoranza e inciviltà continuerà ad esercitare la sua pressione sulle libertà personali".

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Rimasta fuori dall’Europarlamento dopo 3 legislature una la nuova candidatura con Forza Italia, Alessandra Mussolini è tornata a battagliare a favore dei diritti, ribadendo quanto esplicitato nel corso degli ultimi anni. Perché la Mussolini di oggi è ben diversa dalla Mussolini di ieri, che in studio a Porta a Porta gridava “meglio fascista che fr*cio” a Vladimir Luxuria.

Nei giorni del Roma Pride l’ex parlamentare ha così difeso la manifestazione.

Sarebbe davvero bello se manifestazioni del genere non servissero più, ma purtroppo servono ancora e serviranno finché la micidiale combinazione tra ignoranza e inciviltà continuerà ad esercitare la sua pressione sulle libertà personali. L’autodeterminazione, il bando di qualsiasi discriminazione di genere, la definitiva archiviazione di quella odiosa morbosità che si scatena su ogni tematica collegata alla sessualità: questo è quello che dobbiamo augurarci per il nostro futuro, ed è lì che una sana evoluzione della nostra società deve portarci. Sembra così complicato, dal momento che ogni piccolo passo avanti deve costare sempre lunghi anni di attese e di rivendicazioni, quando in realtà si tratta di una cosa semplice. La libertà è la cosa più preziosa e più semplice che c’è.”.

Intervistata da Simonetta Sciandivasci per LaStampa, Mussolini ha ricordato come il Governo Meloni non abbia e non stia facendo nulla a favore dei diritti.

“L’anno scorso l’Italia ha posto il veto in Consiglio europeo sul regolamento che uniforma le procedure di riconoscimento dei figli in tutti gli Stati dell’Unione, di modo che i bambini nati in famiglie omogenitoriali vengano automaticamente riconosciuti come figli di entrambi i genitori, cosa che avviene in tutta Europa ma non da noi. Da noi il genitore non biologico deve adottare il bambino. È assurdo almeno quanto il fatto che i single non possano adottare. Gli italiani non godono di diritti che altrove sono consolidati, quindi se anche il governo non ha fatto passi indietro alle nostre leggi è rimasto indietro rispetto all’evoluzione della nostra società e indietrissimo rispetto all’Europa, di cui fa parte. In campagna elettorale ho sentito cose invereconde sull’aborto. Quali? L’importanza di indurre il ripensamento nelle donne che decidono di abortire, anche se è stato detto in termini più gentili. Dovremo affrontare la questione dell’obiezione di coscienza, che è una violazione del giuramento di Ippocrate ed è soprattutto pericolosa per chi decide di interrompere una gravidanza: allunga i tempi per farlo e aggrava il peso psicologico che può derivarne”.

Una visione a dir poco progressista, quella di Mussolini, comunque distante dal Pd e felice di rimanere in Forza Italia. “Ha una visione laica e inclusiva, io ho sempre detto quello che penso e non ho mai ricevuto pressioni. Il Pd non è un partito particolarmente coraggioso in tema di diritti. Al parlamento europeo sono stata io a porre il problema dell’identità di genere, mica la sinistra”. “Da sempre la sessualità è vissuta con morbosità. In Inghilterra c’è la X, not prefer to mention, per esprimere il proprio genere: essere maschi o femmine non è determinante, quindi non può diventare discriminante”.

Peccato che il programma del Pd contempli il matrimonio egualitario, una legge contro le terapie riparative e una per tutelare i figli delle famiglie arcobaleno, una legge contro l’omobitransfobia. Per Forza Italia tutto ciò semplicemente non esiste.

Su Elly Schlein, che sabato è salita sul carro del Roma Pride, Mussolini dice invece che “è brava, in questo momento vive una congiuntura favorevole, ma più delle persone mi interessano i programmi”. E qui Mussolini snocciola il suo programma ideale in tema di diritti. “Riconoscimento dei minori a prescindere da dove e come siano nati. Pagare le donne più degli uomini, aggiustiamo il gap salariale, mettiamo le donne in condizione di essere indipendenti, e rafforzeremo la loro capacità di denunciare le violenze, quindi di arginarle. Ecco cosa dovremmo mettere in Costituzione: che le donne guadagnino non quanto gli uomini ma un po’ di più. Ci sono donne che non hanno neanche un conto corrente e dobbiamo sentire maschi che straparlano di pensioni che non pagheremo perché le donne non fanno figli?”.

Netta anche la posizione nei confronti dei cosiddetti pro life (“Sono liberi di dire cosa vogliono, ma non dobbiamo avere chiare le cose che non si possono più mettere in discussione. Sui diritti si deve andare avanti e non indietro: si deve alzare l’asticella, come nel salto in alto“), e sul Papa, finito nella bufera per aver reiterato insulti omofobi: “Gravissimo. Viene da pensare che si sia trattato di uno scherzo dell’intelligenza artificiale“.

Ma quando Alessandra Mussolini ha iniziato a cambiare idea? “Il passato non c’è più, il futuro non esiste. Vivo nel 2024 e accolgo la direzione che il mondo ha preso. Ho certe posizioni da anni e le ho affinate ed esplicitate nel tempo, anche perché ho imparato a sentire meno il peso delle linee di partito”.

Chiusura su Simone Pillon, ex senatore leghista che ha così criticato sui social la sua difesa del Pride: “Poi si chiede come mai non è stata eletta. Uniformarsi alle carnevalate ideologiche, oscene e blasfeme dei kompagni è umiliante e sintomo di inferiorità culturale. Lei forse non lo capisce cara Alessandra, ma i suoi ex elettori l’hanno capito benissimo”.

È un poveretto senza argomenti“, la secca replica. Firmato Alessandra Mussolini.

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