Per Alice Bellandi l’oro olimpico di Parigi 2024 rappresenta molto più di un trionfo sportivo: è il culmine di un percorso di crescita interiore e di rivincita personale. L’atleta azzurra fece coming out come donna lesbica in occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 (svoltesi nel luglio 2021), quando si lasciò andare ad alcune considerazioni sul rapporto tra sport e inclusività: “Il mondo sta cambiando, in meglio – disse Bellandi nel 21 – la società sta diventando più libera, serena su questo aspetto e lo sport sta perdendo anche la sua aura machista per diventare davvero un posto inclusivo, per tutti”. All’epoca Alice era fidanzata con Chiara.
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A Parigi, come tutti ricordano grazie a una scena di potente efficacia mediatica, Alice ha trionfato nel judo femminile (categoria 78 kg) festeggiando con un bacio alla sua compagna di oggi, Jasmine Martin, anche lei judoka, sotto gli occhi di Giorgia Meloni, nota per non essere incline al supporto dell’amore LGBTIQA e nota per presiedere un governo di estrema destra definito “persecutorio” verso la comunità gay-lesbo-bi-trans dai media di tutto il mondo.

In un’intensa intervista di Chiara Pizzimenti per Vanity Fair, Bellandi ha parlato del suo trionfo parigino, che ha dato voce a una storia personale e sportiva che parla di forza, libertà e amore, ma anche di sconfitte e di lotta contro la depressione. Quell’oro olimpico, ha raccontato Alice al magazine Condé Nast, ha rappresentato il culmine di un percorso:
“Mi sono sentita forte. Avevo un’energia quel giorno che non avevo mai sentito in vita mia. Mi sentivo protetta, guidata, si potrebbe dire benedetta. Mi sentivo me stessa e quella è stata la mia forza. E sì, forte è la parola giusta”
Dietro il successo, però, si cela una lunga strada costellata di difficoltà. Solo tre anni fa, Bellandi era in uno dei momenti più bui della sua vita: “Ero a pezzi, per molti ero finita” ha confessato, rivelando di aver trovato nel dolore e nella solitudine la forza per rinascere.
Alice ha parlato della sua depressione, spiegando quanto sia stato importante essere sé stessa e liberare tutte le proprie emozioni. Tre anni fa “ero sdraiata nell’oblio, sul fondo. Ero a pezzi. Per molti finita. Venivo da un quadriennio che mi ha logorato in tutto e per tutto: fisicamente e mentalmente. Posso però dire che in questo dolore, frustrazione, paura e solitudine ho trovato la forza per essere dove sono oggi“.
La campionessa olimpionica ha parlato dell’importanza di essere sé stessa:
“Sapevo che, se avessi portato la Alice libera, spensierata e gioiosa, avrei portato a casa solo grandi risultati. Tutto è collegato a quello che porti sul tatami o su qualunque altro campo di gara”
Poi, il trionfo, l’orgoglio di sentire l’inno nazionale sventolare per la propria vittoria: “Nel momento in cui ho guardato la bandiera italiana alzarsi, ho voluto ringraziare tutto quel vuoto, tutto quel dolore, tutto quello che avevo passato perché grazie a quello io ero lì in quel momento“.

Un trionfo italiano, e quel bacio alla donna amata, sotto gli occhi di un’altra donna, Meloni, che dell’orgoglio italiano ha fatto un mantra della propria narrazione, ma che non ha speso alcuna parola per il trionfo di Alice Bellandi, nonostante si sia consumato sotto i suoi occhi. Un bacio che è diventato virale e che per Alice è stato un gesto naturale “Non sapevo neanche chi ci fosse lì in quel momento. Quello che io dico a tutti è: Ma se vincessi un oro olimpico quale sarebbe la prima persona che andresti a baciare?”.

Quindi l’importanza di stare bene con sé stessa e l’amore come condivisione:
“La completezza personale va al di là degli affetti. Io so che devo bastarmi da sola per stare bene con gli altri. Se so che da sola vivo bene, posso avere altri affetti nella mia vita. Non ho bisogno di qualcuno per essere qualcosa. L’amore non è bisogno, è condivisione. Io non ho bisogno della mia compagna, io la amo, mi piace stare con lei. L’amore non è dipendenza. E vale per una coppia, per l’amicizia, per lo sport, per il lavoro”
A proposito dello judo bollato come sport da uomini, Alice sorride “ho anche visto commenti su di me partendo dalla pugile algerina (Imane Khelif ndr) che dicevano: Ma la nostra italiana non è un uomo? Io rido dei leoni da tastiera“. Quindi il tema dell’odio social e delle discriminazioni subite in quanto lesbica, da cui non si sente toccata:
“Io sono convinta che noi non possiamo cambiare gli altri. Possiamo solo agire su noi stessi. Io sono una persona estremamente libera, libera di essere: se ti piaccio benissimo, se non ti piaccio mi dispiace per te. La mia vita non cambia. Io ho costruito la mia vita e sono felice”
Alice non vuole parlare del caso Imane Khelif: “Non sono entrata nei particolari e anche adesso non lo sto facendo” spiega. Quindi torna sul supporto che diede al ddl Zan, quando disse “È un provvedimento sacrosanto. Istituire il reato di discriminazione omofoba sarebbe un deterrente contro l’arretratezza che ancora si annida in angoli del nostro Paese“. Parole dure, che oggi Bellandi contestualizza nell’intervista con Pizzimenti: “era stata un’intervista fatta a Tokyo e in parte strumentalizzata. A me non interessa la politica“.
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