Biella, svastiche e scritte omofobe sulla chiesetta di provincia: indagini in corso tra Mongrando e Cerrione

Scritte omofobe e svastiche sui muri della chiesetta di San Grato, tra Mongrando e Cerrione. Indagini in corso: la comunità condanna il gesto.

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Svastiche e scritte omofobe a Biella
Svastiche e scritte omofobe a Biella
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In provincia di Biella, tra Mongrando e Cerrione, la piccola chiesetta di San Grato – un edificio sacro immerso nel verde della Bessa – è stata sfregiata da ignobili atti vandalici. Sui muri sono comparse svastiche e scritte omofobe, un gesto che ha profondamente toccato la comunità e l’amministrazione locale.

svastica

Biella, svastiche e scritte omofobe sui muri di una chiesetta

L’episodio risale al 20 ottobre scorso, ma solo nei giorni successivi la notizia ha raggiunto la stampa locale, da NewsBiella.it a La Provincia di Biella. I vandali hanno imbrattato le pareti della chiesetta di San Grato con simboli nazisti e insulti rivolti alle persone omosessuali. L’atto è stato scoperto da alcuni residenti che hanno immediatamente allertato le autorità e segnalato il fatto ai carabinieri.

La chiesa si trova in una zona di grande valore storico e naturalistico, alle porte del Parco della Bessa, un’area che conserva tracce di antichi insediamenti romani e di una lunga tradizione religiosa. Le indagini sono attualmente in corso per risalire ai responsabili. È stata sporta denuncia contro ignoti e, secondo quanto riferito dalle autorità, si stanno esaminando eventuali immagini di videosorveglianza e testimonianze raccolte nella zona.

La condanna del Comune: “Gesto che ferisce la nostra comunità”

L’amministrazione comunale di Cerrione ha espresso ferma condanna per l’accaduto, sottolineando la gravità di un gesto che non colpisce solo un luogo di culto, ma anche i valori di convivenza e rispetto su cui si fonda la comunità.

Il vicesindaco Anna Maria Zerbola ha commentato con parole di profonda amarezza: “Con il primo cittadino e l’intera amministrazione comunale siamo rimasti profondamente colpiti. Ad oggi, non sappiamo davvero capire le ragioni che stanno dietro a questo grave gesto”.

E’ probabile che il comune provvederà quanto prima alla pulizia e al ripristino delle pareti della chiesetta, per restituirla alla cittadinanza. Ad ogni modo, l’episodio lascia un segno che va ben oltre il mero atto vandalico, quanto piuttosto un messaggio di odio che colpisce simbolicamente l’intera collettività.

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Intolleranza e simboli d’odio: un fenomeno in crescita

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli episodi di vandalismo a sfondo discriminatorio in varie regioni italiane, spesso accompagnati da scritte razziste o omofobe. Solo di recente era stata vandalizzata la panchina arcobaleno installata nel Parco delle Valli, a Roma, luogo simbolo contro l’omofobia, poiché già teatro dell’omicidio di Paolo Seganti. Anche in quel caso, oltre alle scritte omofobi erano comparsi anche riferimenti religiosi dal sapore fascista.

Le svastiche, utilizzate come simbolo di disprezzo e violenza, continuano a riapparire su muri, scuole e luoghi pubblici, a testimonianza di un clima che, soprattutto nei piccoli centri, resta fragile nei confronti della diversità. La presenza di svastiche, accanto a scritte omofobe, mostra inoltre come l’intolleranza continui a intrecciarsi con ideologie estremiste e nostalgie del passato. 

L’attacco a Cerrione, dunque, non è un caso isolato. Negli ultimi anni si è registrato un aumento delle segnalazioni legate a episodi di odio basati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. La maggior parte dei casi riguarda insulti, minacce e vandalismi, ma spesso le vittime scelgono di non denunciare, per timore o per sfiducia nelle istituzioni.

L’ultimo episodio in provincia di Biella rappresenta un ulteriore campanello d’allarme su un clima sociale che, ancora oggi, permette a gesti di odio di trovare spazio e visibilità. In attesa che le indagini facciano il loro corso, resta la ferita aperta di una comunità che si interroga su come sia possibile, nel 2025, imbattersi ancora in simboli del nazismo e scritte contro le persone LGBTQIA+.

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