Tutto è bene quel che finisce bene. È stato immediatamente stoppato il progetto dal titolo “Io sono quindi amo. Amare e amarsi come esseri unici e speciali” che aveva vinto il bando A scuola di parità di Roma Capitale per il Liceo Classico, Linguistico e delle Scienze Umane Eugenio Montale.
Simone Alliva per il quotidiano Domani aveva denunciato i contenuti del progetto che invitava all’interno del liceo negazionisti del femminicidio, anti-lgbt e anti-aborto, con il comune di Roma che si è rapidamente mosso per le verifiche del caso. A darne notizia proprio Domani.
La posizione del Comune di Roma
“Alla luce delle verifiche effettuate dagli uffici competenti, è emerso che il liceo Montale non ha rispettato i requisiti formali richiesti per l’ammissione“, ha spiegato in una nota Monica Lucarelli, assessora alle Attività produttive e pari opportunità di Roma Capitale. “In particolare, non è stata trasmessa la delibera del Consiglio di istituto che approva formalmente la partecipazione al progetto, un documento indispensabile previsto dal bando”. “Appena appresa la notizia abbiamo immediatamente avviato le opportune verifiche. Proprio per questo il bando prevede, tra i requisiti obbligatori, la delibera del Consiglio di istituto: è uno strumento essenziale per garantire che l’intera comunità scolastica – docenti, genitori, studenti e dirigenza – sia informata e partecipe rispetto alle attività proposte. È un atto di trasparenza, di condivisione e di democrazia interna che tutela il senso stesso del progetto educativo“.
Gli stessi docenti avevano dichiarato al quotidiano di non essere stati interpellati nè informati del progetto, fortemente voluto dal dirigente del liceo Francesco Rossi. Ad interfacciarsi con gli studenti del Montale ci sarebbe stato Emiliano Lambiase, psicoterapeuta e vicepresidente di Pioneer, realtà omotransfobica vicina a Pro Vita che cita come base teorica il libro propaganda Nati per essere liberi. Famiglia e scuola: educazione sessuale no-gender theory. Lambiase, contrario anche alla carriera alias, è convinto che ci sia bisogno di una definizione di violenza di genere più “inclusiva” che “non focalizza l’attenzione sullo scontro tra sessi, gli uomini contro le donne, ma mette tutti dalla stessa parte, a prescindere dal sesso e dall’età“. Concetti inaccettabili in un’Italia in cui ogni due giorni viene uccisa una donna.
“Avvertiamo con ancora più forza quanto sia urgente e necessario educare le nuove generazioni alla parità, al rispetto, alla libertà di essere se stessi”, ha precisato l’assessora Lucarelli. “La scuola è un presidio fondamentale, e ogni progetto educativo che porta il nome di Roma Capitale deve essere costruito con serietà e consapevolezza. Non faremo mai un passo indietro su questo. La parità si costruisce, ogni giorno, con responsabilità”.
L’attacco di Fratelli d’Italia
Contro la decisione presa dal comune di Roma si è scagliata Fratelli d’Italia, per bocca della consigliera regionale Chiara Iannarelli, che ha attaccato il quotidiano Domani per “l’intensa campagna di pressione mediatica e politica, con attacchi pesantissimi provenienti da alcune testate giornalistiche ed esponenti del Partito democratico, nel tentativo di delegittimare la scelta della scuola e imporre, come soliti fare sempre, la loro visione ideologica”.
A detta di Iannarelli il Comune avrebbe stralciato una “decisione peraltro presa in maniera democratica all’interno del collegio docenti, per rispondere alla necessità di offrire agli studenti un’educazione affettiva equilibrata e rispettosa di tutte le sensibilità, senza appiattirsi sulla visione della fluidità di genere. È ora di dire basta al Pd che pretende di imporre il suo pensiero unico, esasperando il clima educativo nelle scuole romane. Perché chi politicizza la scuola è il vero nemico della scuola stessa”.
Peccato che non sia così, visto e considerato che il liceo Montale non ha “rispettato i requisiti formali richiesti per l’ammissione“.
Ma da destra continuano a cavalcare lo spauracchio della fantomatica ‘ideologia gender’ per instillare odio tra i banchi di scuola. Dalla surreale polemica su “La più bella del Mondo“, libro illustrato scritto a 4 mani da Walter Veltroni e Francesco Clementi in cui gli autori raccontano a ragazzi e ragazze la Costituzione italiana che ha visto la Lega offendere la memoria di Pio La Torre, alla guerra alla carriera alias, passando per la risoluzione Sasso contro l’ideologia gender nelle scuole in perfetto stile Ungheria, il corso su “teorie gender e queer” del ricercatore, filosofo e attivista Federico Zappino all’università di Sassari, l’università di Torino con il primo corso di Queer Studies e il laboratorio per bambini gender creative di Roma Tre.
