Budapest Pride il 28 giugno, il divieto della polizia, ma la comunità LGBTI+ resiste, attesi partecipanti da tutto il mondo

"In tutta Europa, leader, giornalisti e sostenitori si stanno già preparando a schierarsi al nostro fianco in solidarietà. Ci aspettiamo che migliaia di persone si uniscano a noi"

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Budapest Pride Polizia
Budapest Pride: ieri 3 giugno la Polizia ha ufficialmente vietato la marcia del 28 Giugno
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«Qui non si marcia»: Orbán ha messo definitivamente al bando il Pride di Budapest, quello del 28 giugno 2025. Trentesimo anniversario del primo Pride dell’Europa centrale: la polizia ha deciso infatti che non si farà.

Già il 31 maggio la Corte Suprema aveva annullato il primo divieto imposto dalla polizia a un evento previsto per il 1° giugno, a causa della mancata comunicazione da parte della stessa polizia agli organizzatori. Per questo gli attivisti LGBTIQ+ hanno chiesto una seconda data per il 28 giugno, quella ufficiale del Pride. Ieri, 3 giugno, la polizia ha emesso un secondo divieto, questa volta difficilmente superabile dalla Corte, nel quale si citano “prove visive“, ad esempio “le foto più scioccanti della storia del Budapest Pride“, raccolte da un sito di notizie di destra noto per i suoi contenuti anti-LGBTI. Queste foto dimostrerebbero che la manifestazione è inadatta ai minori e secondo l’emendamento approvato lo scorso marzo la manifestazione si può dunque vietare.

Ma il Budpest Pride fa sapere che “la decisione della polizia annunciata oggi non vieta la marcia del Pride“. Secondo gli organizzatore il divieto sarebbe arbitrario e le organizzazioni per i diritti umani contesteranno nuovamente il divieto presso la Curia (Corte Suprema ungherese). La polizia non sarebbe dunque riuscita a dimostrare come una marcia arcobaleno possa danneggiare i diritti dei bambini il 1° giugno e quindi sarà lo stesso – secondo il Budapest Pride – anche per questo nuovo divieto. “Il Pride si terrà il 28 giugno e anche lì difenderemo i nostri diritti” scrivono da Budapest. Qui per firmare la petizione di supporto.

Ci stiamo preparando con tutto il cuore al 30° anniversario del Budapest Pride Community Festival (6-29 giugno 2025) e alla marcia del 28 giugno” aveva spiegato Máté Hegedűs, portavoce del Budapest Pride a Gay.it lo scorso marzo.

“Se il governo ungherese decidesse davvero di imboccare la strada della proibizione, ammetterebbe implicitamente che l’Ungheria non è più una democrazia”


È quanto auspicato dalla democrazia illiberale d’Ungheria (parole di Orban), Stato membro dell’Unione Europea, verso cui la Commissione Von der Leyen non riesce a prendere una posizione netta. Nessuna parata, nessun corteo sui ponti del Danubio, nessuna visibilità queer in mezzo alla città. Sarà davvero così?

La legge approvata a marzo – una variazione repressiva della “protezione dei minori” del 2021 – ora vieta le manifestazioni che “promuovono l’omosessualità ai minori”. Una formula tossica, tirata fuori dal dizionario del moralismo autoritario, cucita su misura per proibire il Pride. Nel 2024 c’erano state 30.000 persone e Orbán ha paura. Secondo quanto appreso da Gay.it da fonti di Budapest, il leader ungherese sarebbe pronto a soffocare duramente qualsiasi manifestazione perché teme una grande partecipazione e un effetto mediatico world-wide.

Orbán, il patriarca della paura alleato di Meloni

Orban ha proposto un emendamento costituzionale che – tra le altre cose – potrebbe vietare il Budapest Pride del 28 giugno 2025.
Giorgia Meloni e Viktor Orbán

Dietro il divieto c’è infatti sempre lui: Viktor Orbán, il patriarca che rivendica la democrazia illiberale d’Ungheria, fedele alleato dell’italiana Giorgia Meloni: due leader che vorrebbero governare milioni di persone come un condominio feudale. Fidesz, il partito – ultraconservatore, cristiano-nazionalista – di Orbán aveva fatto passare l’emendamento anti-Pride in fretta, senza dibattiti parlamentari. È la stessa logica che vorrebbe Meloni con la riforma del premierato: azzerare gli equilibri dello Stato liberale e procedere verso la leadership assoluta, premessa di qualcosa di oscuro e innominabile. È la stessa logica con cui il presidente ungherese ha già trasformato le scuole, la tv pubblica, il codice civile: silenziare la differenza, disciplinare i corpi, cancellare l’ambiguità. Qualche giorno fa la condanna di 20 Paesi dell’Unione: l’Italia non firma.

L’Ungheria multerà chi partecipa al Pride (fino a 500 euro), saranno usati i software di riconoscimento facciale per identificare le persone queer. All’inizio la proposta di legge parlava di confinare la parata in uno stadio o in un ippodromo. Con un’accelerazione decisionista tipica di un’autarchia, Orbán ha optato per un semplice emendamento per vietarlo, in nome della protezione dei minori.

Il Budapest Pride chiama l’Europa: venite con noi

60 europarlamentari hanno firmato la lettera voluta dall'italiano Alessandro Zan alla Commissione UE che non avrebbe fatto sentire la sua voce sul divieto di Pride imposto dall'Ungheria, paese membro dell'Unione.
60 europarlamentari hanno firmato la lettera voluta dall’italiano Alessandro Zan alla Commissione UE che non avrebbe fatto sentire la sua voce sul divieto di Pride imposto dall’Ungheria, paese membro dell’Unione.

Ma la risposta non sarà il silenzio. 60 eurodeputati hanno firmato una lettera alla Commissione dell’UE per invocare una presa di posizione netta contro l’Ungheria. In tutto il mondo attivisti si stanno mobilitando. Non c’è in gioco soltanto un Pride: a Budapest si va delineando un appuntamento decisivo per stabilire se l’Unione Europea, anche dopo la recente elezione del presidente anti-UE Nawrocki in Polonia, saprà difendere la democrazia liberale.

Il comitato del Budapest Pride ha rilanciato: il 28 giugno si marcerà comunque. Perché “we are here and we are home” scrivono da Budapest: siamo qui e questa è casa nostra.

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Perché “trent’anni di lotte non si cancellano con una firma“, scrivono nel documento che circola tra gli attivisti LGBTIAQ di mezzo mondo e che trovate integralmente in fondo a questa pagina. Perché la visibilità è resistenza. E il corpo queer – anche solo stando in piedi, anche solo camminando – è già un gesto politico.

È stata lanciata una “call internazionale”: attivisti, europarlamentari, associazioni e persone comuni da tutta Europa sono invitate a unirsi. A Budapest si terranno oltre 70 eventi, una conferenza sui diritti umani alla Central European University, una festa arcobaleno che servirà anche da raccolta fondi. E poi, soprattutto, la marcia, il 28 Giugno dalle 14 alle 20. Che sarà illegale ma giusta. Che sarà vietata, ma visibile. A tutto il mondo.

Ci saranno poliziotti, sì. E forse multe. Ma non è reato esserci. Non è reato mostrarsi. È solo “infrazione amministrativa“, come dicono i manuali e come minaccia la polizia ungherese, per ordine del leader massimo. E nella confusione tra legalità e giustizia, si aprirà ancora una volta lo spazio della resistenza. Si andrà a Budapest per dire che l’Europa non è solo frontiere e bilanci, ma anche corpi, voce, diversità, popolo. E democrazia liberale.

PARTECIPA AL BUDAPEST PRIDE 

 

 

COMUNICAZIONE DAL BUDAPEST PRIDE

La 30a marcia del Budapest Pride è più di una celebrazione, è una ferma dichiarazione: siamo qui e siamo a casa! Di fronte agli ingiusti tentativi di mettere a tacere le voci LGBTQ, invitiamo alleati internazionali, attivisti e amici da tutto il mondo a unirsi a noi a Budapest il 28 giugno 2025 per quella che promette di essere una delle marce del Pride più importanti d’Europa quest’anno.

Questa marcia storica segna tre decenni di Pride in Ungheria, la prima nell’Europa centrale e orientale, e arriva in un momento di straordinaria urgenza politica. I recenti tentativi del governo ungherese di vietare gli assembramenti pubblici LGBTQ – incluso specificamente il Budapest Pride – rappresentano un attacco diretto non solo ai diritti LGBTQ, ma anche alla libertà di riunione, alla libertà di espressione e alla democrazia stessa.

Di fronte alla repressione, rispondiamo con coraggio e unità.

In tutta Europa, leader, decisori, giornalisti e sostenitori si stanno già preparando a schierarsi al nostro fianco in solidarietà. Ci aspettiamo che migliaia di persone si uniscano a noi. La vostra presenza a Budapest trasmette un messaggio chiaro e forte: uguaglianza e libertà sono valori europei non negoziabili. Insieme, dimostreremo che la resistenza è più forte quando siamo uniti.

Prevedi di partecipare dall’estero?

Siamo qui per aiutarti. Che tu stia organizzando una delegazione, viaggiando da solo, con i tuoi amici o rappresentando un’organizzazione, contatta il nostro team di coordinamento internazionale all’indirizzo [email protected] per supporto logistico, alloggio, sicurezza, visibilità e consigli utili.

Inoltre, incoraggiamo i singoli partecipanti e i gruppi informali a contattare la tua organizzazione LGBTQ locale e a coordinarsi con loro. Potrebbero già esserci altri partecipanti del tuo Paese o della tua regione che stanno pianificando di partecipare, ed è sempre bello viaggiare e organizzare insieme.

Eventi chiave a cui partecipare

Budapest Pride Community Festival (6-29 giugno): oltre 70 eventi in tutto il Paese.
– Conferenza internazionale sui diritti umani (25-27 giugno): tenuta presso la Central European University (CEU).
– Marcia del Budapest Pride (28 giugno): la marcia inizia nel centro di Budapest: aspettatevi decine di migliaia di persone.
– Rainbow Party (28 giugno): il più grande party LGBTQ in Ungheria, l’afterparty ufficiale del Budapest Pride e una raccolta fondi per la marcia.

> Prendi nota dei tuoi diritti e delle informazioni sulla sicurezza

Sebbene la marcia possa essere ufficialmente vietata dalla nuova legge sulle assemblee, partecipare a una protesta vietata è solo un reato minore, non un reato penale. Le multe (se comminate) vanno da 16 a 500 euro ed è improbabile che vengano applicate a livello internazionale. Se la polizia multa un partecipante sul posto, chiederà di accettare la multa con la firma. La multa può essere contestata legalmente solo in seguito se non viene accettata (firmata) sul posto. È prevista la presenza della polizia, ma la detenzione non è legalmente consentita e il controllo internazionale rende meno probabili azioni illecite.

Insieme, in massa, possiamo resistere alla paura, eludere la sorveglianza e mettere in ombra l’odio.

Facciamo di questo il corteo del Pride più grande e visibile nella storia ungherese.

La solidarietà è la nostra forza. La visibilità è la nostra resistenza. Unisciti a noi a Budapest.

RSVP e contatti:

Scrivici a: [email protected]

Partecipa all’evento: Pagina ufficiale dell’evento

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