L’UE diventa “Zona di libertà LGBTQ”

679 votanti, 492 favorevoli, 141 contrari, 46 astenuti. Lo scorso 11 marzo il Parlamento europeo ha approvato la proposta di risoluzione per proclamare l’UE “zona di libertà LGBTIQ”. Passo voluto e doveroso dinanzi a quei Paesi UE che hanno tramutato l’omotransfobia in politica di Stato, come Ungheria e Polonia, che le “Zona libera da LGBT” le ha certificate da tempo. A votare contro la risoluzione la destra italiana a firma Lega e Fratelli d’Italia.
Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha sottolineato come “Essere sè stessi non è un’ideologia. È la tua identità. Nessuno potrà mai portarlo via. L’UE è la tua casa. L’UE è una è una Zona di Libertà LGBT”. Nel mese di settembre l’Europarlamento ha votato un’altra risoluzione che ha ribadito come l’Unione europea debba rimuovere tutti gli ostacoli che le persone LGBT sono ancora oggi costrette ad affrontare nell’esercitare i propri diritti fondamentali. In sostanza, tutti gli Stati Ue devono riconoscere le unioni LGBT.
