Calderara riconosce due mamme e la figlia nata da Pma: “Le famiglie arcobaleno esistono, vince l’amore”

A Calderara una coppia di donne ha registrato la figlia nata da Pma all’estero: il Comune riconosce entrambe le mamme. “Le famiglie arcobaleno esistono, girarsi dall'altra parte non serve"

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Famiglie arcobaleno
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Un nuovo atto di civiltà arriva da Calderara di Reno, in provincia di Bologna, dove una coppia di donne ha potuto registrare anagraficamente la propria figlia, nata da un percorso di procreazione medicalmente assistita (Pma) all’estero. Il Comune ha accolto la richiesta, formalizzando il riconoscimento di entrambe le mamme. Un gesto che segna un altro passo importante per i diritti delle famiglie omogenitoriali in Italia.

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Due mamme unite civilmente e una bimba nata con la Pma

La coppia protagonista di questa vicenda è originaria del bolognese ed è unita civilmente dal 2021. Dopo un lungo percorso, che includeva anche tentativi di adozione in casi particolari – un iter che si è rivelato non privo di incertezze, pur rappresentando l’unica via per ottenere il riconoscimento legale di entrambe le madri come genitori -, le due donne hanno deciso di intraprendere la strada della procreazione medicalmente assistita all’estero. La loro bambina è nata nel gennaio 2025.

Il desiderio di maternità condivisa ha spinto le due mamme a cercare soluzioni oltre i confini nazionali, vista la lentezza e l’incertezza del sistema italiano in materia di adozioni per coppie omosessuali. Il loro obiettivo era chiaro: garantire alla loro figlia il riconoscimento legale di entrambe le madri fin dal momento della nascita.

Il sindaco Falzone: “Le famiglie arcobaleno esistono”

A rendere pubblica la notizia è stato il sindaco di Calderara di Reno, Giampiero Falzone, che ha firmato l’atto anagrafico. “Le famiglie arcobaleno esistono – ha dichiarato –, girarsi dall’altra parte non serve”. Il primo cittadino, come riporta BolognaToday, ha raccontato di essere stato contattato direttamente dalle due donne, preoccupate per il vuoto normativo italiano che non garantiva alla loro figlia e ad entrambe le madri pieni diritti.

“Non ho avuto dubbi nell’accogliere la loro richiesta – ha aggiunto Falzone – e anzi le ho volute incontrare per conoscere la loro storia”.

La sentenza della Consulta che lo ha reso possibile

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La registrazione della bambina è stata resa possibile grazie a una sentenza storica della Corte Costituzionale, la n. 68 del 22 maggio 2025. La Consulta ha stabilito l’illegittimità del mancato riconoscimento automatico della doppia maternità nei casi di Pma, dichiarando incostituzionale il vuoto normativo che penalizzava le coppie di donne.

Questa decisione ha finalmente aperto le porte a un cambiamento concreto: i Comuni possono ora riconoscere entrambe le madri senza dover passare da lunghi iter giudiziari. Un diritto, prima che un’opportunità.

Purtroppo, però, la strada verso la piena uguaglianza resta ancora lunga, dal momento che la sentenza dello scorso maggio riguarda solo le famiglie arcobaleno con due mamme, senza però estendersi ai figli nati da coppie di due padri, lasciando così irrisolta una parte significativa del tema dei diritti delle famiglie omogenitoriali.

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Svolta per i diritti anche in un piccolo Comune

Che questo importante passo avanti sia avvenuto in un Comune medio-piccolo come Calderara di Reno (poco meno di 14 mila anime), non è un dettaglio secondario. Per il sindaco, si tratta di una dimostrazione del fatto che la società è spesso più avanti delle leggi. L’Italia – come sottolineato dal gesto del primo cittadino Falzone – ha bisogno di ascoltare le famiglie reali, che vivono, crescono e amano ogni giorno. “Oggi vincono l’amore e l’interesse primario dei piccoli”, ha commentato il sindaco.

Il gesto di Falzone ha un valore simbolico forte e contribuisce ad alimentare il dibattito pubblico e politico sui diritti delle famiglie omogenitoriali in Italia, ancora frammentari e non pienamente garantiti a livello nazionale.

Famiglie omogenitoriali in Italia: tra diritti negati e nuove speranze

La vicenda di Calderara è solo uno dei tanti esempi che dimostrano quanto sia urgente una legislazione chiara, inclusiva e rispettosa della realtà. Le famiglie omogenitoriali esistono da tempo, ma spesso si scontrano con ostacoli burocratici, pregiudizi culturali e incertezze legali che mettono a rischio i diritti dei bambini.

Grazie a decisioni come quella della Corte Costituzionale e all’impegno di amministrazioni locali illuminate, si intravede una nuova possibilità per molte coppie. Il diritto dei bambini ad avere entrambi i genitori riconosciuti fin dalla nascita non può più essere messo in discussione.

Adesso, dunque, i tempi sono maturi anche per garantire piena tutela giuridica i bambini nati in famiglie con due papà. Le coppie gay continuano a scontrarsi con un sistema legale che ostacola il loro diritto alla genitorialità (QUI la lettera di un aspirante papà al Presidente Mattarella). In Italia, la gestazione per altri è vietata e considerata reato universale, mentre l’adozione congiunta resta formalmente inaccessibile alle coppie dello stesso sesso. Un controsenso ancora più evidente se si considera che una recente sentenza ha aperto all’adozione per i single, ma non per le coppie omosessuali, escludendo di fatto numerose famiglie già esistenti.

A sottolineare questa disparità era stata, nei giorni scorsi, anche Arcigay Rimini, che ha lanciato un appello a non fermarsi e a non ignorare il principio affermato dalla Corte: il diritto dei bambini a veder riconosciuti entrambi i genitori, indipendentemente dal genere o dall’orientamento sessuale. L’associazione ha ribadito la necessità urgente di una riforma legislativa chiara, coerente e davvero inclusiva, in grado di garantire piena tutela a tutte le configurazioni familiari, senza eccezioni o discriminazioni.

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