Arcigay Roma, KinkyGrrrls e Differenza Lesbica hanno convocato un’assemblea sul Roma Pride, che prova a trasformare le discussioni e le tensioni degli ultimi anni in una proposta politica collettiva. La lettera di convocazione è disponibile qui.
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Il punto è provare a fare un passo avanti. Cercare un confronto maturo, orientato al futuro, capace di raccogliere voci e proposte diverse.
Un’assemblea per ascoltare la comunità e rimettere in circolo idee, input. Porre domande.
Esiste una parte della comunità, a Roma e non solo, che da tempo riflette su come il Pride possa evolvere.
I Pride “alternativi” o “antagonisti” da qualche anno affiancano i Pride ufficiali. Su Gay.it abbiamo seguito il dibattito con attenzione e continuità. Molte volte con la forte resistenza di una parte e dell’altra. Si tratta di visioni diverse: le persone LGBTIAQ+ non sono uguali in quanto LGBTIAQ+. Per fortuna! Ma forse possono tenere vivo lo spirito di comunità, in una società polverizzata da ombelichi e campanili?
Nella lettera c’è una domanda: come tenere insieme visibilità, forza politica, inclusione e partecipazione, senza perdere l’anima di un Pride che resta centrale per l’intera comunità LGBTIAQ+ italiana?
La situazione italiana e internazionale è oltremodo critica. Due domande secche:
- forse il Pride così com’è non è più efficace?
- dividersi, significa forse fare il gioco dei nostri carnefici?
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