Cos’è Agenda Europa, piano sovranazionale che punta alla criminalizzazione delle persone LGBTQIA+

Russia, Turchia, Ungheria, e ora Italia? 12 anni fa nasceva il centro organizzativo che si è posto tra i suoi obbiettivi principali quello di contrastare i diritti per le persone LGBT.

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Com'è andato il dibattito sulle questione LGBTIQ+ al Parlamento Europeo il 27 Novembre 2024? ll nostro report
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La definitiva approvazione da parte del Parlamento ungherese di una legge che vieta i Pride con tanto di promozione a norma costituzionale è l’ultimo spudorato attacco alla democrazia e ai diritti umani portato avanti da Viktor Orban. L’Europa unita fatica a reagire all’escalation fascista del presidente ungherese, con il confermato Pride di Budapest del 28 giugno pronto a tramutarsi in pacifica rivolta internazionale.

La legge ungherese prevede anche l’uso del riconoscimento facciale per tracciare e schedare i partecipanti ai Pride o ad altre manifestazioni LGBTQIA+, criminalizzando di fatto il movimento LGBTQIA+ con una motivazione che guarda ad una fantomatica difesa dell’infanzia: “I diritti dei bambini allo sviluppo morale, fisico e spirituale prevalgono su qualsiasi altro diritto fondamentale diverso dal diritto alla vita, incluso quello di riunirsi pacificamente“. L’emendamento stabilisce anche che il sesso di una persona alla nascita “è una caratteristica biologica e può essere maschile o femminile”, eliminando così il diritto delle persone trans*, intersex e non binarie a vedersi riconosciute nella loro identità di genere.

Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, ha sottolineato le congiunture omotransfobiche tra Paesi guidati da destre estreme, con l’Ungheria che ha seguito la Russia di Putin e la Turchia di Erdogan, senza dimenticare gli Stati Uniti d’America di Trump e l’Argentina di Milei. “Sappiamo che queste non sono iniziative estemporanee ma fanno parte di piani sovranazionali come Agenda Europa che dal 2013 promuove posizioni estremiste di stampo conservatore da trasformare in leggi in ogni Paese“, ha denunciato Crocini.

Ma cos’è Agenda Europa?

Si tratta di un centro organizzativo nato 12 anni or sono che si è posto tra i suoi obbiettivi principali quello di contrastare i diritti per le persone LGBT. Il primo incontro a inizio 2013, a Londra, tra 20 leader e consulenti strategici antiabortisti nord americani ed europei che avevano lo scopo di “sviluppare un gruppo di pensiero europeo di ispirazione cristiana” e “ideare nuove strategie per i movimenti antiabortisti europei“. Per operare il gruppo attinge ai finanziamenti di miliardari, aristocratici e oligarchi.

Tra gli obiettivi principali di Agenda Europa abbiamo:

  •  Cancellare leggi su unioni civili, matrimonio egualitario e contro i crimini d’odio, approvare leggi per proibire la “propaganda omosessuale”, criminalizzare le relazioni e i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso;
  • Esaltare, finanziare e imporre per legge un unico modello familiare favorendo il matrimonio, attraverso la detassazione e altre leggi sociali, incentivando lo studio privato domestico in ogni paese;
  • Rendere illegale la gestazione per altri. In Italia questo obiettivo è già stato ampiamente superato con la legge Varchi, che l’ha resa reato universale;
  • Cancellare i programmi di educazione sessuale, affettiva e contro gli stereotipi di genere nelle scuole;
  • Cancellare i finanziamenti alle associazioni per i diritti delle persone LGBTQIA+ e alimentare la propaganda contro le loro iniziative;
  • Ridurre i diritti delle donne vietando la vendita di contraccettivi, criminalizzando l’aborto, vietando la diagnostica prenatale e la fecondazione in vitro, cancellando le leggi contro il femminicidio e le politiche di pari opportunità;
  • Ridurre i diritti e le libertà personali di tutta la cittadinanza su base religiosa vietando le leggi sul fine vita, abolendo tutte le leggi a favore dell’eguaglianza, cancellando le leggi sul divorzio.
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L’Italia come l’Ungheria?

La Storia ci insegna che per ridurre le libertà democratiche di un Paese si inizia sempre colpendo le minoranze e spesso la maggioranza dei cittadini tende a non rendersene conto, anzi ne è quasi compiaciuta perché la propaganda gli ha insegnato a odiarle quelle minoranze: persone LGBTQIA+, migranti, attivist* per il clima, donne che chiedono pari diritti e pari opportunità. E quando anche i diritti della maggioranza vengono attaccati o eliminati è troppo tardi per reagire“, ricordano da Famiglie Arcobaleno, con l’Italia di Giorgia Meloni dichiaratamente filo trumpiana e filo orbaniana.

Non a caso la Lega di Salvini continua a portare avanti proposte di legge estreme e omobitransfobiche come la risoluzione Sasso contro la fantomatica ideologia gender nelle scuole, che ricalcherebbe perfettamente quanto visto in Russia e in Ungheria, o la proposta Ravetto contro le atlete trans nello sport. L’ex senatore leghista Simone Pillon si è invece spinto oltre, chiedendo all’Italia di “imitare di corsa l’Ungheria di Orban che mette nella costituzione la tutela dei minori dalle follie LGBT: i sessi sono 2 e i gay pride si fanno solo in luoghi chiusi. Puro buon senso”. Che possa diventare questa la prossima battaglia leghista?

In allarme la comunità LGBTQIA+ nazionale. Arcigay ha espresso “tutta la sua solidarietà e il suo sostegno alla comunità LGBTQIA+ ungherese, che in queste settimane ha dimostrato un coraggio straordinario, opponendosi con ogni mezzo a un governo sempre più autoritario e illiberale”. “Quella approvata a Budapest non è una semplice legge, ma l’ennesima espressione esplicita di un governo fascista, che usa la repressione e la discriminazione come strumenti di controllo sociale. Viktor Orbán e il suo esecutivo hanno smantellato la democrazia ungherese, calpestando i diritti delle minoranze e imponendo un modello di società basato sull’odio e sull’esclusione. Perciò, diventa inquietante l’evidente vicinanza tra Orbán e molti leader del governo italiano, a partire dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro Matteo Salvini. È ora che l’Unione europea e tutti i Paesi membri difendano senza ambiguità i propri valori fondativi, stigmatizzando quanto avviene in Ungheria. Da parte nostra, non permetteremo che la voce della comunità ungherese sia messa a tacere. Porteremo con noi il loro orgoglio e la loro resistenza nei oltre 50 cortei dell’Onda Pride 2025: marceremo anche per loro, perché nessun governo potrà mai cancellare la nostra libertà di esistere, amare e lottare”, ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

Nel frattempo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha denunciato discriminazioni ritenute incostituzionali nei confronti delle unioni civili, delle convivenze e, soprattutto, dei figli delle vittime nati fuori dal matrimonio, in relazione alla cosiddetta legge Morandi.

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