Si scrive Lega, si legge Donald Trump. Laura Ravetto, deputata leghista, ha ufficialmente depositato in Parlamento un progetto di legge per modificare l’articolo 5 del decreto legislativo n. 242 del 1999, “in materia di pari opportunità e di riserva della partecipazione alle competizioni femminili in favore delle atlete di sesso femminile dalla nascita“.
Lega contro le donne trans nello sport
Si tratta della legge “Riordino del Comitato olimpico nazionale italiano – CONI“, che Lega e Ravetto vorrebbero modificare all’articolo 5, comma, dopo la lettera h, inserendo la seguente: “h bis) adotta, in armonia con l’ordinamento sportivo internazionale e nell’ambito di ciascuna federazione sportiva nazionale o della disciplina sportiva associata, le misure necessarie a garantire le pari opportunità di genere nonché le pari opportunità sportive femminili, garantendo che le competizioni femminili siano riservate esclusivamente ad atlete nate di sesso femminile“.
“No ai transgender nelle gare femminili”, il sunto transfobico dell’account social della Lega, che punta così a bissare quanto appena deciso da Donald Trump. Il presidente USA ha infatti vietato alle ragazze trans di praticare sport agonistico nelle scuole e al college.

Nel 2022 l’ex parlamentare leghista Simone Pillon presentò un emendamento contro le donne nello sport all’interno di un testo che parlava di tutt’altro, ovvero al decreto per l’attuazione del Pnrr. Una provocazione fine a sé stessa ora diventata proposta di legge.
Per Ravetto si tratta di un bis. Nel maggio scorso l’ex parlamentare di Forza Italia, deputata della Repubblica Italiana dal 2006, ha presentato alla Camera una proposta di legge dal titolo “Divieto dell’inserimento di obiettivi educativi fondati sulle “teorie del gender” nell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche”. Nell’articolo uno si leggeva:
“Le istituzioni scolastiche, nell’ambito della loro autonomia, non possono introdurre all’interno delle Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, delle Indicazioni nazionali per i licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali nonché delle attività extrascolastiche valevoli per il curriculum dello studente obiettivi di apprendimento improntati alla cultura gender“.
Anche in quel caso la proposta scimmiottava quando voluto dal governatore repubblicano Ron De Santis in Florida con la cosiddetta legge “Don’t Say Gay”, che limita nelle scuole “la discussione su orientamento sessuale e identità di genere nelle classi primarie o in un modo non appropriato all’età o allo sviluppo per gli studenti“.
Pochi mesi dopo quella prima proposta di legge di Ravetto il collega leghista Sasso ha presentato e fatto approvare in commissione Cultura una risoluzione che chiede al Governo italiano di escludere l’insegnamento di qualsiasi contenuto legato alla cosiddetta “ideologia gender” nelle scuole.
Il Gender esiste di Rossano Sasso
Per la prima volta nella Storia d’Italia un documento ufficiale del Parlamento ha utilizzato la definizione “ideologia gender“, che non esiste, se non nelle fantasie di propaganda della destra.
Lo stesso Rossano Sasso ha scritto un libro dal titolo “Il Gender esiste. Giù le mani dai nostri figli“, in uscita iln6 marzo e a detta del deputato leghista “strumento di denuncia, utile per arginare la deriva woke nella società e soprattutto nelle scuole, destinato a famiglie, studenti e a quei docenti che sono stanchi delle imposizioni ideologiche. Sarà un libro che darà molto fastidio. Contro la menzogna culturale che vorrebbe cancellare tutte le differenze e livellare tutte le coscienze, abbiamo il dovere di non restare in disparte. Contro la vergognosa manipolazione in atto – che vorrebbe trasformare i bambini e gli adolescenti in individui fluidi e confusi – abbiamo il dovere di intervenire. E siamo solo all’inizio“.
Solo pochi giorni fa Marco Quarta, eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha proposto tramite interrogazione all’Unione Europea di bandire le atlete trans. Come negli USA anche nel Vecchio Continente. E adesso è arrivato il rilancio nazionale leghista, in uno scontro sempre più a destra tra alleati di governo che parrebbero sfidarsi a suon di proposte puntualmente più estreme, discriminatorie, violente e omotransfobiche, per parlare a quell’elettorato evidentemente desideroso di odio quotidiano.



Titolo falso contraddetto dal contenuto del blog. E' interessante che non esistano molte notizie su uomini trans in competizioni maschili. A quanto ne so continuano a competere in gare femminili. Esistono anche competizioni miste inventate per le persone che fanno finta di non sapere se sono uomini o donne. E sono sempre esclusivamente vinte da uomini biologici seguiti da donne biologiche che prendono testosterone.