DDL Zan, Rampi legge in aula lettera di un ragazzo gay a lungo vittima di omofobia – video

Il deputato Pd si è affidato alle parole di un ragazzo, per 25 anni terrorizzato dal coming out.

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2 min. di lettura

Nella lunga giornata di ieri di discussioni in senato sul DDL Zan abbiamo ascoltato di tutto. La commozione di Monica Cirinnà, nel portare in aula la vita delle persone transgender, i deliri di Simone Pillon e l’accorata replica di Alessandra Maiorino. Ma anche chi ha proposto di istituire una giornata contro l’eterofobia e per l’orgoglio eterosessuale (Sonia Fregolent, Lega), chi ha chiesto di inserire “i ciccioni” tra le categorie sociali protette dalla legge Mancino (Andrea Cangini di Forza Italia), chi ha definito discriminati gli eterosessuali, perché impossibilitati ad entrare nei locali gay, e chi ha parlato di pericolosa lobby gay in tv (Marco Perosino, Forza Italia).

Poi c’è stato Roberto Rampi, 43enne capogruppo PD in Commissione Cultura e Istruzione del Senato, che ha voluto leggere una lettera scritta da un ragazzo per una vita vittima di omofobia. Poche righe, quelle inviate ai senatori della Repubblica, per convincerli a votare una legge di pura e semplice civiltà, da mesi impallinata da assordanti e vomitevoli fake news.

Se a me a scuola mi avesse detto che anche noi siamo una valida possibilità nel mondo, nella società, la mia vita avrebbe avuto molte meno sofferenze“, ha scritto il ragazzo. “Ho passato 25 anni nel segreto e nella vergogna, nell’esclusione, nella paura di essere rifiutato dalla famiglia, dagli amici e dal mondo. Pensate ai bambini, insegnate loro a non odiare, a non odiarsi, per dire della loro identità di genere e della loro sessualità. Facciamo educazione soprattutto nelle scuole per questo“.

Un appello tutto o quasi centrato sull’importanza dell’educazione scolastica, con lo spauracchio dell’inesistente teoria gender ad inquinare un dibattito che in un Paese civile dovrebbe essere semplicemente sacrosanto. A smontare le fake news sul merito della Giornata Internazionale contro l’Omotransfobia, che Lega, Forza Italia e Italia Viva vorrebbero far fuori dal DDL, ci ha pensato Barbara Floridia, sottosegretaria alla Pubblica istruzione nel governo Draghi che ha così voluto replicare ai tanti che le chiedono se questa legge influirà sull’educazione degli studenti.

Questo e gli altri disegni di legge contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo di cui discutiamo sono proposte di LIBERTÀ, non di indottrinamento, come qualcuno vuole far credere“, ha precisato la senatrice 5 Stelle, per poi entrare nel merito. “Con l’articolo 7 viene istituita per il 17 maggio la «giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. La norma è chiara: non c’è alcun obbligo formale per le scuole di promuovere attività in violazione della libertà di insegnamento, trattandosi di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione anti-discriminatoria che, in ogni caso, sarebbero realizzate e promosse – ai sensi dell’articolo 4 della medesima legge – nel pieno rispetto del pluralismo delle idee e della libertà delle scelte, nonché dell’autonomia scolastica, sia amministrativa, sia organizzativa e gestionale di ciascuna istituzione. Non è dunque in alcun modo toccata la libertà di orientamento culturale e indirizzo pedagogico-didattico a scuola. Queste attività rientrano nell’alveo e nelle garanzie costituzionalmente previste. Chiarito questo, mi auguro che al pari di altre Giornate di sensibilizzazione a scuola, si consideri quella del 17 maggio come un’opportunità per riflettere e dialogare sui temi del rispetto dell’altro e dell’identità sessuale, in piena armonia con i principi di libertà sanciti dalla Costituzione“.

E chi vuol capire, capisca.

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burg333 30.9.21 - 14:17

Il problema secondo te quindi sarebbero le persone LGBTQ, non gli omofobi? Certo, con la forza si risolve tutto ed è la mancanza di forza il problema di fronte all'oppressione, non l'oppressione in sè. Parola di Rambo.

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Royy Romeo 15.7.21 - 10:58

Se le persone lgbt avessero più coraggio, fregandosene dei giudizi di questi frustrati e ipocriti psicopatici, e anzi, attaccandoli sui loro difetti, chiuderebbero la bocca, si troverebbero davanti gente con le palle e non condizionate e fatte vivere nella paura.

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