Discriminata sul posto di lavoro perché omosessuale. L’accusa è delle più pesanti (ma non di certo nuova), soprattutto se legata a una realtà politica come quella di un Comune, che per principio rappresenta la casa di ciascun cittadino. A finire sotto l’occhio di riflettori è quello di Calcinato, paese di 12.000 anime della provincia di Brescia, dopo la richiesta di risarcimento per violazione della dignità morale e professionale dell’ex-capo area dell’Ufficio Tecnico Federica Lombardo, ai danni della giunta.
Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, la donna, che per nove anni ha ricoperto un ruolo di responsabile all’interno dell’organizzazione del comune, ha chiesto di essere reintegrata dopo la sollevazione dall’incarico, avvenuta lo scorso febbraio. Il motivo dell’allontanamento dal ruolo e l’assegnazione di una mansione di grado inferiore avrebbero una matrice discriminatoria, si legge nei documenti presentati al giudice del lavoro del Tribunale di Brescia. Dopo il coming out nella primavera 2020 con i propri colleghi e il conseguente annuncio di una relazione stabile con Luisa Zampiceni, alla guida del commissariato di polizia locale, Federica Lombardo sostiene di aver iniziato a subire pratiche e comportamenti ai limiti del mobbing.
Prima del sollevamento dall’incarico da responsabile, a lasciare sgomenta la dipendente comunale era stato il rimbalzo dall’assegnazione da parte della compagna di un ruolo all’interno di un nucleo ambientale, istituito per affrontare la questione dello smaltimento dei rifiuti. Un’avvisaglia, un semplice campanello di allarme, in confronto al demansionamento di febbraio, che avrebbe proceduto di pari passo con le “incomprensibili condotte vessatorie da parte del sindaco e dell’assessore alla Sicurezza Stefano Vergano”, subite invece dalla compagna Zampiceni.
Ancora operativa nell’organico degli uffici comunali, coordinati da una giunta sostenuta dalla coalizione di centro-destra, nelle scorse ore Federica Lombardo ha rivelato di voler portare a fondo la propria battaglia per il reintegro. Una battaglia privata, ma che assume inevitabilmente i confini di un’azione collettiva:
È importante accertare, in modo che non si ripeta più in futuro contro nessuno, se siano state assunte decisioni discriminatorie in ambito lavorativo a causa del mio orientamento sessuale.
