Donald Trump rimuoverà tutte le persone trans dall’esercito statunitense “dal 1° giorno” di presidenza

6 anni dopo il primo divieto, annullato da Biden nel 2021, Trump cancellerà le persone trans dall'esercito USA. 15.000 persone bandite per transfobia.

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Ombitransfobia in aumento del 112% negli ultimi due anni in USA - La propaganda anti LGBTI+ di Trump: il report di GLAAD
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L’aveva più volte annunciato in campagna elettorale e ora lo farà. Donald Trump starebbe pianificando di reintrodurre il divieto alle persone transgender di prestare servizio nell’esercito statunitense “dal primo giorno” della sua seconda presidenza. Il 20 gennaio 2025 ci sarà il nuovo insediamento del tycoon, con il passaggio ufficiale di consegne da Joe Biden.

Se ciò dovesse diventare realtà fino a 15.000 persone potrebbero essere immediatamente congedate ed etichettate come “inadatte” per i ruoli fino ad oggi svolti. Per Trump sarebbe un bis transfobico.

Il primo divieto nel 2019

L’ossessione dell’ex presidente nei confronti delle persone trans nell’esercito è iniziata nel 2017. Inizialmente i tribunali avevano bocciato la sua norma, poiché visibilente discriminatoria. Nel 2019 la legge è però entrata in vigore, negando la possibilità di ricoprire incarichi militari ai soldati e alle soldatesse trans, fino all’intervento di Biden nel 2021. Una decisione politica, quella presa nel 2019, un tempo descritta come “dannosa” e “arretrata”.

Nei mesi scorsi il tycoon ha più volte promesso di ripristinare il tanto contestato divieto, divulgando come al suo solito fake news. Secondo Trump, infatti, il Dipartimento per gli Affari dei Veterani spenderebbe denari per “finanziare interventi chirurgici transgender o procedure di cambio di sesso”. “Quei preziosi soldi dei contribuenti dovrebbero essere utilizzati per prendersi cura dei nostri veterani bisognosi, non a rimborsare esperimenti di genere radicali per la sinistra comunista. Ripristinerò il divieto di transgender nell’esercito… lo avevamo vietato“.

Lo sconcerto della sergente Cathrine Schmid

Nel 2021, quando il divieto trumpiano venne cancellato da Biden, la sergente Cathrine Schmid disse a PinkNews:

Questo è un momento significativo e di speranza per il nostro Paese. Negli ultimi tre anni abbiamo combattuto per dimostrare che le persone transgender non sono un peso, un ostacolo o una distrazione. Siamo una parte paritaria e contributiva di questa società tanto quanto chiunque altro. Non si tratta semplicemente del nostro posto nell’esercito o del mio posto nella mia unità. Si tratta del nostro diritto a essere trattatə come membri paritari della società. Questa politica dannosa e arretrata verrà ora messa dove merita: in un capitolo molto breve e vergognoso della storia militare degli Stati Uniti“.

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Un capitolo che presto tornerà in vita.

La reazione del maggiore generale Jonathan Shaw

Il maggiore generale dell’esercito britannico Jonathan Shaw, attualmente in pensione e in passato alla guida delle truppe NATO in Kosovo e del personale dell’esercito britannico in Iraq, ha invece così commentato l’imminente nuovo divieto:

È molto semplice, c’è solo un test che ha senso ed è se queste persone sono bravə nel loro lavoro: sono bravə nell’efficienza in combattimento? Se sei in trincea, vuoi che la [persona] accanto a te sia brava nel suo lavoro. Se è brava nel suo lavoro, per me è abbastanza“.

Nel corso della propria lunga e aggressiva campagna elettorale Trump ha annunciato che vieterà anche la partecipazione delle atlete trans negli sport professionistici d’America e taglierà fondi a tutte le scuole che oseranno “diffondere l’ideologia gender”. Solo la scorsa settimana il partito repubblicano ha proposto, votato e ottenuto il divieto di utilizzo dei bagni femminili per la prima storica deputata trans d’America, Sarah McBride.

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