Il 2021 è stato un anno che ha visto il preoccupante fiorire di molteplici leggi anti-LGBTQ negli Stati Uniti: più di 250 proposte sono state presentate e almeno 17 sono state approvate.
Quest’anno non sembra essere partito meglio, visto che già otto stati hanno presentato nuove leggi contro la comunità queer.
Uno di questi è la Florida, dove il senatore di stato repubblicano Dennis Baxley e il rappresentato di Stato Joe Harding hanno proposto un disegno di legge che è stato ribattezzato dagli attivisti “Don’t Say Gay”.

Per ora il nome ufficiale è SB 1834 e l’8 febbraio è stata approvata dal Senato dello Stato per sei voti a tre.
La legge vieterebbe agli istituti scolastici di primo grado di discutere in classe orientamento sessuale e identità di genere, e anche a tutti gli altri gradi se le questioni non sono ritenute adatte all’età o allo sviluppo degli studenti.
Salterebbe anche la possibilità per le scuole di attuare politiche che non permettono di rivelare l’orientamento sessuale degli studenti ai genitori senza il loro consenso e le stesse famiglie potrebbero così denunciare gli istituti se le nuove regole venissero infrante.
Il che significa dare questo potere a tutte le Karen che popolano gli Stati più conservatori.

La legge “Don’t Say Gay” non è ancora ufficialmente approvata: prima vanno sistemate le discordanze con l’attuale HB 1557 depositata alla Camera dei rappresentati della Florida, ma l’attuale clima che circonda la discussione sembra propendere per un imminente approvazione.
«Questo disegno di legge serve a difendere la responsabilità più impressionante che una persona possa avere: essere un genitore», ha dichiarato Joe Harding, mentre il governatore della Florida Ron DeSantis ha affermato: «Abbiamo visto casi di studenti a cui diverse persone a scuola dicevano: ‘Oh beh, non preoccuparti, non scegliere ancora il tuo sesso, fai tutte queste altre cose’. Non dicono ai genitori di queste discussioni che stanno accadendo. È del tutto inappropriato».
La legge ha giustamente scatenato le reazioni non solo degli studenti, ma anche degli attivisti, che lanciano un grido di allarme su come il nuovo provvedimento metta inevitabilmente a rischio i giovani LGBTQ+.
Anche molti educatori e genitori sono scesi nelle strade per protestare contro la legge, che tuttavia è sempre più inquietantemente vicina a diventare realtà.

«Questo disegno di legge avrà un impatto reale e devastante sui giovani LGBTQ+, che già sperimentano tassi più elevati di bullismo, suicidio e vagabondaggio»
Così Kate Gross, la direttrice di ACLU Florida, ha riassunto “Don’t Say Gay”. «Impedirebbe agli studenti LGBTQ+ di parlare della propria vita e negherebbe la loro stessa esistenza. È sempre opportuno per i bambini parlare di sé stessi, le loro esperienze e la loro famiglia. Questi non sono argomenti tabù, ma vietarli li fa sembrare così», ha continuato.
Un pessimo tempismo, visto che una recente ricerca del The Trevor Project ha dimostrato come, per i giovani che soffrono e lottano, vedersi rappresentati e ascoltati anche a scuola abbia un impatto positivo e fondamentale.
«Vietare il discorso sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere nelle aule della Florida non solo sarebbe una violazione dei diritti civili, ma cancellerebbe anche interi capitoli di storia, letteratura classica e informazioni sanitarie critiche dai libri di testo, per non parlare della cancellazione degli studenti stessi»
