Se la versione ufficiale italiana è in arrivo su Discovery Plus nel mese di novembre, una versione non ufficiale di Drag Race è sbarcata in Russia, su Youtube, scatenando polemiche. A condurre il programma “Royal Cobras” Nastya Ivleeva, famosa blogger in patria, con il drag show che ha completamente escluso la comunità LGBT, che da sempre è parte integrante della storia del programma.
In un’intervista con The Moscow Times, l’attivista LGBTQ+ Nikita Andriyanov ha affermato che lo spettacolo “non ha nulla a che fare con l’agenda LGBT in Russia“. Il primo episodio del programma è stato segnato da un disclaimer che ha precisato come non sia “rivolto ad atteggiamenti sessuali non tradizionali“.
“Il problema principale sta nel silenzio – da qui la sensazione che le persone LGBT non siano mai esistite e che tutto questo sia “solo spettacolo”, ha tuonato Andriyanov. “L’unica cosa che questo spettacolo può fare per la comunità è che le drag queen possano ottenere il loro momento di fama e possibilmente guadagnare più follower su Instagram“.
Molti spettatori LGBTQ + hanno criticato Ivleeva per aver realizzato l’intero programma su sè stessa, tralasciando la storia della cultura drag. Non poche critiche sono piovute anche sulle drag queen che hanno accettato di partecipare al programma, accusandole di aver pensato unicamente alla propria popolarità.
Nel corso degli ultimi 10 anni, il governo russo ha introdotto leggi altamente repressive per la comunità LGBT nazionale. La celebre legge contro la ‘propaganda gay’ censura di fatto qualsiasi contenuto mediatico considerato a tematica ‘queer’. Il mese scorso, il governo ha proposto di riconoscere come “estremisti” gli attivisti LGBT russi.
