L’ultima crociata omofoba di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ha dichiarato guerra a DragTivism Jr., progetto europeo finanziato dal programma Erasmus+. Si tratta di una sorta di campo estivo tra giovani, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, che vogliono approfondire i temi legati all’arte Drag, all’inclusione e all’attivismo lgbtqia. Dodici giorni tra seminari e incontri, che si terranno a Girona, in Spagna, con 30 ragazzi, dieci group leader e quattro “facilitatori”, provenienti da Spagna, Irlanda, Italia, Grecia, Slovacchia. La sovvenzione dell’Unione europea DragTivism Jr è pari a 35.730 euro. Apriti cielo.
L’eurodeputato Paolo Inselvini, il co-presidente del gruppo dei Conservatori e dei riformisti europei Nicola Procaccini e il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza hanno presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo l’interruzione del progetto, perché a suo dire sarebbe inaccettabile che “fondi pubblici europei siano utilizzati per finanziare progetti che rischiano di esporre i più giovani all’ideologia gender e all’attivismo lgbtqia+”.
Fratelli d’Italia parla addirittura di “seminari sulla decostruzione del gender“, chiedendo chiarimenti su come “si intenda garantire che i progetti finanziati da Erasmus+ rispettino pienamente l’integrità e il benessere psicologico dei minori coinvolti, e in che modo si verifichi il coinvolgimento e il consenso informato dei genitori prima di approvare la partecipazione dei minori a progetti che trattano tematiche così controverse“.
“Siamo stanchi di questi finti progetti educativi“, ha ribadito Inselvini a La Stampa. “A Bruxelles pensino a diffondere i veri valori europei, la solidarietà, la dignità umana, la pace: altro che queste follie in salsa woke”.
Su Instagram Inselvini ha aggiunto: “Vogliamo dare battaglia per preservare la dignità e la libertà delle nuove generazioni e non possiamo permettere che passino per educativi progetti che nascondono solo fini ideologici e contenuti a dir poco discutibili. Questo è solo l’inizio, vogliamo svelare tutto ciò che, in modo subdolo, certe forze politiche vorrebbero imporci! Liberiamo l’Europa”.
Anche Maddalena Morgante, deputata di Fratelli d’Italia, ha parlato di “progetti ideologici e nocivi rivolti a minorenni, che hanno come obiettivo esplicito quello di instillare dubbi sulla propria identità sessuale per diventare individui fluidi e attivisti Lgbtqi”.
Il Partito di Giorgia Meloni ha ufficialmente parlato di “propaganda sui più piccoli, noi vogliamo un’Europa libera“.
La crociata di Fratelli d’Italia è figlia di una raccolta firme portata avanti da Citizengo, secondo cui agli “adolescenti viene insegnato a vestirsi da drag queens e a spogliarsi nei bar gay”. “Questi ragazzi vengono “formati” al campo di indottrinamento radicale per poi tornare nei loro Paesi come burattini attivisti della pericolosa lobby LGBT. Non si tratta solo di un disgustoso lavaggio del cervello, ma anche di un palese adescamento di minori!”. Oltre 25.000 le firme raccolte fino ad oggi contro il progetto DragTivism.
Riccardo Magi, di +Europa, ha parlato di “vera e propria ossessione per FdI, che ora urla come un disco rotto sulla teoria del gender e sull’ideologia woke”.
Ma cosa è realmente DragTivism Jr?
Sul sito ufficiale si legge come i partecipanti al progetto “saranno qualificati e dotati di competenze che consentiranno loro di essere più sicuri e di sostenere l’uguaglianza e i diritti umani per i giovani lgbtqia+, di sostenere la necessità di un’istruzione inclusiva e di combattere l’omobitransfobia nella pratica, attraverso l’uso di arte, teatro e umorismo. DragTivism vuole essere un’opportunità per i coetanei di diversi Paesi di esplorare l’espressione di genere come forma d’arte, ma anche come forma di attivismo che consente di sfidare lo spettro di genere. Serve a sfidare le situazioni più ingiuste affrontate dal divario di genere e dai numerosi soffitti di cristallo che le donne e le minoranze affrontano quotidianamente”.
Questi gli obiettivi principali del progetto, che è iniziato il 1 giugno e finirà il 30 settembre.
– Esplorare il genere da diverse prospettive, comprese le realtà nazionali che i partecipanti portano con sé.
– Esaminare in particolare le esperienze dei giovani lgbtqia+ e considerare una gamma di approcci e azioni diversi per creare resilienza e aumentare l’inclusione.
– Considerare le pratiche per contrastare l’incitamento all’odio tra i giovani, affrontare i pregiudizi e contrastare la discriminazione attraverso l’arte e l’attivismo.
– Esplorare i nostri possibili “alter ego” e come possono essere alleati per l’autosviluppo.
– Imparare alcune competenze sull’arte del Drag che possono anche supportare una certa occupabilità futura.
– Esplorare e celebrare la cultura lgbtqia+. Offrire uno spazio di ricerca e crescita personale ai partecipanti.
– Sensibilizzare e aumentare l’accettazione delle persone lgbtqia+ in tutta l’Unione europea.
– Raggiungere i cittadini, promuovere la diversità e la non discriminazione.
– Utilizzare il programma Erasmus+ come strumento per realizzare progetti che promuovano i diritti lgbtqia+, i diritti umani e l’uguaglianza.

Propongo le divise in senato e camera per i politici obbligatorie. Su chi porterà le gonne dobbiamo ancora discuterne.