Gay malati, Putin e Mussolini: il candidato di sinistra che nessuno ha cacciato

Paolo De Stefano, detto Paolone detto Gas, è candidato nella lista Reset del centrosinistra a Reggio Calabria. Ha detto che i gay sono malati, ha scelto Putin su Zelensky, ha rivalutato Mussolini. Non è stato allontanato. Arcigay e Agedo hanno protestato. La coalizione, no.

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C’è un personaggio che si chiama Paolo De Stefano, detto Paolone, detto Gas, commerciante di Reggio Calabria, candidato al Consiglio Comunale nella lista Reset, la civica che ha sostenuto il sindaco uscente di centrosinistra Giuseppe Falcomatà alle prossime elezioni del 24-25 maggio. E che ora sostiene il candidato, sempre di centrosinistra, Battaglia. Nelle ultime settimane Gas è diventato il candidato più virale delle Comunali 2026: prima sui social, poi su La7, infine a La Zanzara di Cruciani, dove l’intervista ha assunto i contorni del documento antropologico.

Vediamo i fatti, nell’ordine.

Paolone non sa chi sia il ministro dell’Economia. Non sa chi sia il ministro degli Esteri. Crede che il titolare dell’Interno sia Matteo Salvini (è Piantedosi). Fin qui, ignoranza amministrativa: deprecabile, non inedita, e in fondo non esclusiva di alcun schieramento.

Il problema viene dopo. Alla domanda sugli omosessuali, Paolone risponde che a suo avviso sono malati, che non riesce a guardarli, che vederli baciarsi in pubblico gli fa schifo. Alla domanda su Putin e Zelensky, sceglie Putin: vorrebbe che vincesse la guerra. Su Mussolini, tira fuori il fifty-fifty, per associarsi al mantra nostalgico ha fatto anche cose buone.

Sull’aggressione russa all’Ucraina, dunque, si schiera con l’aggressore. Sul fascismo, offre equanimità postuma.

Queste posizioni appartengono a un candidato della coalizione di centrosinistra. Non di quella di centrodestra.
Arcigay e Agedo hanno preso posizione con una nota congiunta, dopo che Paolone ha rilasciato scuse pubbliche sull’onda della polemica. Le associazioni le hanno giudicate insufficienti: “Le scuse, quando intervengono soltanto dopo l’esplosione del caso pubblico, non cancellano la gravità di affermazioni che rivelano una visione incompatibile con i principi di uguaglianza e tutela dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione“. Hanno chiesto una riflessione seria sulla selezione della classe dirigente e sulla credibilità dei valori dichiarati dalle coalizioni.
È una richiesta ragionevole. Forse persino mite.

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Ma la vera questione non è Paolone,Gas che dir si voglia. Egli è il sintomo. La questione è che nessuno, nella coalizione che lo ospita, ha ritenuto necessario verificare cosa pensasse prima di candidarlo. O forse lo sapeva e ha ritenuto che non importasse, in quella girandola di acchiappavotismo tipico delle amministrative.

In entrambi i casi, il risultato è identico: un uomo che definisce i gay malati, tifa per Putin e rivaluta Mussolini è il volto di una lista di centrosinistra alle elezioni comunali di una città del Sud.

La domanda è soltanto una: perché? Inoltre: le leadership nazionali a sinistra davvero non hanno tempo per prendere le distanze e allontanare immediatamente questo signore dalle proprie campagne elettorali?

Dopo lo scivolone, Paolo De Stefano detto Paolone e meglio noto come Gas ha rilasciato una nuova intervista in cui ha rilanciato le sue ambizioni (dopo essersi scusato sulla battuta dei gay malati): prima il Consiglio Comunale, poi, se i consensi arriveranno, magari la candidatura a sindaco. Quindi non solo non è stato cacciato dalla lista, ma si è rimesso in pista con rinnovata baldanza. La coalizione non ha preso alcun provvedimento formale nei suoi confronti, a quanto risulti.

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