Affermazione di genere oltre il binarismo: cosa cambia in Germania con la nuova legge sull’autodeterminazione

Approvata a giugno di quest'anno e in vigore dal primo novembre, la normativa permetterà il cambio di genere sui documenti ufficiali con una semplice autodichiarazione all'anagrafe.

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Dal primo novembre di quest’anno, lə cittadinə tedeschə possono dichiarare autonomamente la propria identità di genere presso l’ufficio anagrafe, senza più dover sottostare a valutazioni mediche o autorizzazioni giudiziarie.

Una semplificazione necessaria, che arriva a conclusione di un lungo e controverso iter legislativo, avviato l’anno scorso e accompagnato da forti dibattiti. Fino a questo cambiamento, la Germania si affidava a una legge risalente agli anni 80′, molto simile alla normativa italiana, che basava l’accesso al riconoscimento di genere su un modello medico-psicologico.

Dunque, il cambio di genere sui documenti richiedeva approfondite perizie psicologiche e l’approvazione del tribunale, nella classica visione medicalizzante e stigmatizzante dell’esperienza trans.

Modificare questo paradigma non è stato semplice: a fronte della pressione esercitata dalle associazioni LGBTQIA+ e dai gruppi politici progressisti, si è sollevata una resistenza altrettanto forte da parte di fazioni conservatrici e religiose, che hanno argomentato il rischio di abusi e confusione nei documenti anagrafici.

Tuttavia, grazie all’ampio sostegno della maggioranza parlamentare, il cancelliere Olaf Scholz è riuscito a mantenere la promessa, formulata all’inizio del suo mandato nel 2021, di intervenire sulla ormai obsoleta “Legge sui transessuali” nell’ambito delle riforme sociali promosse dal suo governo.

Germania, legge sull’autodeterminazione di genere: cosa cambia?

La “Gesetz über die Selbstbestimmung in Bezug auf den Geschlechtseintrag” (Legge per l’autodeterminazione sulla registrazione di genere), introduce dunque una procedura diretta e semplificata, che consente alle persone di cambiare il proprio genere e nome sui documenti di identità attraverso una dichiarazione presso l’ufficio anagrafe, senza dover fornire prove documentate od ottenere approvazioni esterne.

Un  passaggio concepito per rendere il percorso di riconoscimento di genere meno invasivo e burocraticamente gravoso, seppur con alcune necessarie limitazioni. Per garantire stabilità, la legge prevede infatti un periodo di attesa di tre mesi, successivo alla presentazione della dichiarazione, prima che il cambiamento possa essere reso ufficiale con un nuovo appuntamento in anagrafe. Una volta aggiornati i registri, dovrà poi trascorrere almeno un anno prima che sia possibile presentare una nuova richiesta di modifica.

Il genere non binario nei documenti ufficiali

Ciò che rende la legge tedesca l’avanguardia della normativa inclusiva in Europa è però la rottura del paradigma binario. In aggiunta ai generi “maschile” e “femminile,” la nuova normativa permetterà di scegliere anche l’opzione “terzo genere” o di lasciare il campo del genere vuoto nei documenti ufficiali. Un segnale di apertura verso le comunità intersex e quella non binaria.

Norme specifiche per i minori

Un tema delicato riguarda i minori. La legge prevede che lə ragazzə dai 14 anni in su possano accedere al cambio di genere e nome, purché il tutore legale dia il proprio consenso. In caso di disaccordo tra il minore e il tutore, può intervenire il tribunale per prendere una decisione che tenga conto del benessere dellə direttə interessatə.

Per lə bambinə sotto i 14 anni, sono i genitori o i tutori a dover presentare la richiesta; tuttavia, la normativa include il consenso informato dellə bambinə, qualora abbia almeno cinque anni.

Privacy e diritto all’anonimato

Tra gli obiettivi della legge, anche quello di tutelare la privacy delle persone che scelgono di modificare genere e nome nei registri pubblici. La normativa impone un divieto assoluto di divulgazione delle informazioni precedenti, che si applica sia ai funzionari pubblici sia ai privati.

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Germania, legge sull’autodeterminazione di genere: reazioni

Come spesso accade con tutto ciò che ha a che fare con i diritti LGBTQIA+, le reazioni alla nuova legge sono state variegate. Grande soddisfazione, tuttavia, per tutte le principali associazioni di promozione e tutela dei diritti LGBTQIA+.

L’introduzione della legge sull’autodeterminazione è il più grande progetto politico queer realizzato finora in questa legislatura – scrive Kalle Hümpfner per la Bundesverband Trans* – Dopo decenni in cui la situazione giuridica è stata corretta esclusivamente attraverso ricorsi costituzionali, ora la legislazione ha adottato per la prima volta un approccio proattivo. La giornata di oggi era attesa da molti. È un grande sollievo che in futuro le persone potranno modificare la propria voce di genere e il proprio nome in modo indipendente e senza valutazione. Il riconoscimento sociale della diversità di genere come una cosa ovvia rappresenta un significativo passo avanti”.

 

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La nuova legge rappresenta anche un cambiamento pionieristico nel contesto internazionale. Paesi come la Norvegia e il Belgio hanno introdotto norme simili sull’autodeterminazione, stabilendo così il diritto all’identità di genere senza ostacoli burocratici – scrive ancora il Deutsche Gesellschaft für Transidentität und Intersexualität – La protezione della privacy e l’elaborazione rapida di tali richieste fanno già parte della vita quotidiana. Con la legge sull’autodeterminazione la Germania si unisce ora al gruppo di paesi che rispettano l’identità dei propri cittadini e danno loro spazio per l’autorealizzazione attraverso norme giuridiche giuste”.

La reazione di partiti conservatori e gruppi religiosi non si è fatta attendere. Dorothee Bär, vicepresidente del gruppo parlamentare dell’Unione (CDU/CSU), ha accusato la coalizione semaforo di portare avanti “un altro progetto ideologico” con “irresponsabilità“, sostenendo che questo colpisca in particolare la protezione di bambini e giovani. Anche l’AfD ha espresso critiche dure alla normativa, definendola eccessivamente permissiva e paventando che possa aprire la porta a modifiche arbitrarie di nome e genere sui documenti, con ricadute preoccupanti per settori come lo sport, l’istruzione e il mondo del lavoro. Il governo ha però precisato che la legge non intende intaccare i regolamenti di questi ambiti, lasciando a ciascuno la facoltà di stabilire le proprie norme, sempre nel rispetto dell’identità di genere dellə cittadinə.

Paesi che consentono l’autodeterminazione di genere (al Novembre 2024)

Argentina

Belgio

Brasile

Cile

Colombia

Costa Rica

Danimarca

Ecuador

Finlandia

Germania

Islanda

Irlanda

Lussemburgo

Malta

Nuova Zelanda

Norvegia

Pakistan

Portogallo

Spagna

Svizzera

Uruguay

A questa lista possiamo ascrivere anche paesi federali, nei quali l’autodeterminazione di genere è riconosciuta dai singoli stati facenti parte della federazione nazionale:

Australia

Canada

Messico

fonte: MIT – Movimento Identità Trans

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