GPA reato universale, le reazioni delle associazioni LGBT: “Il Governo criminalizza migliaia di famiglie italiane”

"È un reato inesistente ma attacca la vita di bambini, ragazze e genitori. “L’istituzione di un fantareato come quello proposto dal DDL Varchi è stato giudicato inapplicabile da tutti i giuristi italiani. Le famiglie italiane chiedono pane, Meloni dà loro la legge Varchi”.

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Alle ore 18:17 di oggi il DDL Varchi è stato approvato dal Senato della Repubblica, con 84 voti favorevoli, 58 contrari e zero astenuti, diventando legge. La Gestazione per Altri, in Italia già illegale da 20 anni, è ora diventata ufficialmente “reato universale”, modificando la legge n. 40 del 2004, ora resa più severa con pene detentive da tre mesi a due anni e multe comprese tra 600.000 e un milione di euro. Per l’estrema destra italiana la gestazione per altri è paragonabile ad altri reati per i quali è previsto il reato universale, ovvero pedofilia, genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità, pirateria in acque internazionali, terrorismo internazionale, narcotraffico, tratta di esseri umani.

Durissime le prime reazioni delle associazioni LGBT, arrivate al termine di una giornata in cui a Palazzo Madama si è assistito ad un dibattito traboccante ignoranza, pregiudizi, fake news e odio nei confronti delle famiglie arcobaleno.

GPA reato universale: la reazione di Famiglie Arcobaleno

Alessia Crocini, Presidente di Famiglie Arcobaleno, dichiara:
”Dopo le impugnazioni dei certificati di nascita e le mozioni contro l’educazione alle differenze nelle scuole, continua la crociata delle destre contro i diritti civili e il pluralismo delle famiglie, contro il loro diritto di pensare la loro vita e le proprie scelte secondo le loro caratteristiche e le loro inclinazioni. In un paese a natalità zero, con la Legge Varchi il governo di destra vuole impedire a nuove vite di venire al mondo e getta il peso di una colpa che non esiste su migliaia di bambini e bambine, ma anche uomini e donne, che vivono nel nostro Paese. Siamo di fronte all’ennesima legge ideologica che vuole limitare l’autodeterminazione delle persone e il formarsi di nuove famiglie, un regalo alle associazioni Pro vita e alle associazioni di religiosi fanatici che questo governo supportano, all’interno di una rete internazionale che va da Trump a Orban, passando da Putin. Noi come Famiglie Arcobaleno non ci fermeremo e continueremo la nostra battaglia nei tribunali e nelle piazze. Lotteremo ogni giorno per affermare la bellezza e la libertà delle nostre famiglie e dei nostri figli e figlie”.

“L’istituzione di un fantareato come quello proposto dal DDL Varchi è stato giudicato inapplicabile da tutti i giuristi italiani. L’Italia non può decidere in modo unilaterale che un reato diventi “universale” mentre la GPA è legale e regolamentata da decenni in moltissimi paesi in Europa e nel mondo. È un reato inesistente ma attacca la vita di bambini, ragazze e genitori. Il Governo lo sa bene ma partiti come Fratelli d’Italia e Lega hanno costruito la loro propaganda sulla cancellazione delle accise e l’abbassamento delle tasse, e ora che la legge di bilancio si avvicina e nessuna delle promesse verrà mantenuta, c’è bisogno di un’arma di distrazione di massa. Le famiglie italiane chiedono pane, Meloni dà loro la legge Varchi”, conclude Alessia Crocini.

DDL Varchi: la reazione di Arcigay

“Il DDL Varchi, ora legge dello Stato, rappresenta una grave negazione delle libertà individuali e di autodeterminazione”, ha dichiarato Michela Calabrò, responsabile della Rete Donne Transfemminista di Arcigay. “Introdurre un reato, addirittura universale, sul tema della GPA non solo limita la possibilità di scelta, ma alimenta anche una visione patriarcale del corpo delle donne. Ogni donna deve avere il diritto di decidere come, quando e se voler portare avanti una gravidanza, e la gestazione per altri può essere una scelta consapevole e altruistica. Questo provvedimento mette in luce l’incapacità del Governo e del Parlamento di trattare altri temi importanti e urgenti nel nostro Paese. La maggioranza parlamentare infatti sceglie ancora una volta di dimostrare la sua forza principalmente su argomenti ideologici, mentre su questioni pragmatiche conferma la sua totale incapacità. In questo contesto, l’ideologia diventa non solo un’arma retorica, ma anche un modo per mascherare l’orizzonte catastrofico che ci attende”.

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Maternità surrogata reato universale: la reazione di Gaynet all’approvazione del DDL Varchi

“Il Governo ha appena approvato una legge che criminalizza centinaia di genitori e famiglie alla stregua di pedofili e genocidi, oltre a stampare l’etichetta di “prodotto” del reato su bambine e bambini nate con la GPA, in Italia e nel mondo”. Così Rosario Coco, Presidente di Gaynet, in una nota. “Ci aspettiamo ora che Meloni telefoni a Elon Musk per comunicargli che per lo stato Italiano da oggi è un criminale e quindi persona non gradita, visto che ha fatto ricorso diverse volte alla GPA. Ma chi è ricco per questa maggioranza sta sopra la legge: Il Governo sta facendo esattamente il contrario di quello che si prefigge di fare, perché affidarsi a divieti e leggi persecutorie lascia modo a chi può di recarsi dove effettivamente non ci sono tutele e le donne possono essere sfruttate. Non a caso veramente pochi i Paesi ad avere un divieto così ridicolo come questo mentre oltre 60 paesi nel mondo regolamentano questa pratica e 35 promuovono la forma solidale, che le realtà LGBTQIA+ ricendicano nel manifesto della ‘Strada dei Diritti’. Aspetteremo al varco, come ribadito ieri in piazza a Roma, gli autori e le autrici di questa porcata , insieme alle giovani generazioni oggi bollate come frutto del reato”.

DDL Varchi: la reazione del Mario Mieli

“Questa legge rappresenta un atto di omotransfobia istituzionalizzata, una scelta che vuole criminalizzare non solo le famiglie LGBTQIA+, ma tutte le persone che credono nella possibilità di decidere liberamente sulla propria vita e sul proprio corpo. Questo governo preferisce distruggere piuttosto che tutelare: sia con le vite dell3 bambin3 nat3 grazie alla gestazione per altri, sia con le loro famiglie, negando loro diritti e sicurezza. È un attacco diretto alla comunità LGBTQIA+ e alle famiglie, senza distinzione di orientamento sessuale o identità di genere. È un attacco alla libertà che non possiamo accettare”, le parole di Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Mario Mieli che ufficialmente “condanna con forza questa scelta e denuncia la chiara matrice ideologica che mira a ridurre spazi di libertà e dignità per tutte le persone. Non solo si attacca la comunità queer, ma si mette a rischio il futuro e la stabilità di tant3 bambin3 che, invece di essere protett3, vengono strumentalizzat3 in nome di una visione reazionaria e punitiva. Invitiamo tutte le associazioni, i movimenti e le realtà di sinistra a mobilitarsi, a scendere in campo per difendere i diritti e le vite di tutt3. È il momento di resistere, di agire insieme per un presente giusto, per garantire quel futuro di cui tanto parliamo”.

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