Nell’ambito della campagna promossa da Gilead Sciences, “Hiv: ti va di parlarne?”, abbiamo intervistato Alessandro Lazzaro, dirigente medico infettivologo presso il Policlinico Umberto I di Roma e protagonista del terzo webinar dal titolo “HIV. Ti va di parlarne?” dedicato al tema della salute mentale. Ecco cosa ci ha detto.
Parlare di Hiv oggi significa anche affrontare il tema del benessere psicologico. È ormai chiaro che salute mentale e salute fisica si influenzano reciprocamente, e questo vale in particolare per le persone che vivono con Hiv.
E ci tengo a precisare che la mia prospettiva è non solo professionale, ma anche personale: io stesso, oltre ad essere infettivologo, ho l’HIV.
Salute mentale e rischio di infezione: un legame da non sottovalutare
Diversi studi mostrano come difficoltà psicologiche, come ansia, stress o isolamento sociale, possano incidere sul rischio di esposizione all’Hiv. In particolare, chi subisce discriminazioni legate all’orientamento sessuale, all’identità di genere o ad altri fattori sociali sperimenta una forma specifica di pressione chiamata “minority stress“. Si tratta di uno stress cronico che nasce dal sentirsi continuamente sotto giudizio o esclusə, e che può influenzare profondamente il modo in cui si affrontano le difficoltà quotidiane.
In questo contesto, può capitare di mettere in atto comportamenti che aumentano il rischio di esposizione al virus, come per esempio avere rapporti sessuali non protetti o utilizzare sostanze. Questi comportamenti non vanno letti come scelte consapevolmente irresponsabili, ma come segnali di un malessere più profondo. Comprendere questo legame è fondamentale per offrire interventi efficaci, che tengano conto della realtà complessa vissuta da molte persone e con prospettiva priva di alcun giudizio.
La diagnosi di Hiv: un impatto emotivo importante
Ricevere una diagnosi di Hiv è spesso un momento delicato e complesso. Può essere vissuto come un vero e proprio evento traumatico, soprattutto quando manca un’informazione adeguata o un contesto di supporto. È normale, in questi casi, provare paura, confusione, tristezza.
Dal punto di vista clinico, si parla di “disturbo dell’adattamento”, una risposta psicologica a un evento stressante, come può essere la diagnosi. Questo può manifestarsi con ansia, pensieri ricorrenti, difficoltà a dormire o a concentrarsi, e può influenzare anche l’aderenza alla terapia.
In questi momenti, sapere che oggi, grazie alle terapie, chi vive con Hiv può avere una vita lunga e sana è un’informazione che può fare la differenza. Il principio U = U, cioè undetectable = untransmittable, ricorda che una persona con Hiv in terapia, con una carica virale non rilevabile, non può trasmettere il virus ad altrə, nemmeno attraverso rapporti non protetti da preservativo.
Vivere bene con l’Hiv è possibile
Oggi, chi vive con Hiv e segue correttamente la terapia ha un’aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale. Ma questo non basta: la qualità della vita va oltre i parametri medici. Vivere bene significa sentirsi serenə, inclusə, liberə di esprimere se stessə.
Lo stigma legato all’Hiv, purtroppo, è ancora presente e rappresenta una condizionante sociale importante. Questo può rendere più difficile affrontare il quotidiano, causando ansia, difficoltà relazionali, disturbi del sonno o dell’umore. È per questo che parlare di benessere psicologico è fondamentale.
Prendersi cura della salute mentale
Un primo passo può essere il dialogo con chi segue il percorso clinico, come il personale medico infettivologo, che non si limita solo agli aspetti medici, ma può rappresentare un punto di partenza per affrontare anche il vissuto emotivo legato alla diagnosi. Quando necessario, è possibile essere indirizzatə verso professionistə della salute mentale, come psicoterapeuti o psichiatri.
Anche il confronto con chi vive situazioni simili può essere di grande aiuto. Le associazioni di persone che vivono con Hiv offrono spazi di ascolto e condivisione, dove sentirsi accolti e compresə tra pari.
Infine, non bisogna sottovalutare l’importanza dei legami personali. Avere accanto persone fidate, con cui potersi esprimere senza timore di essere giudicatə, è un aspetto essenziale del benessere.
Per concludere, l’Hiv può far parte della propria storia, ma non la definisce.
Il benessere psicologico, accanto a quello fisico, è una componente fondamentale per vivere in modo pieno e consapevole.
Parlare di salute mentale, cercare supporto, condividere la propria esperienza: sono tutti modi per prendersi cura di sé. E per vivere meglio, con autodeterminazione, libertà e senza stigma.
Per saperne di più visita hivneparliamo.it
