Il coming out di un calciatore gay della serie A avversato dai tifosi violenti

Negli ultimi giorni, un'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha portato all'arresto di 19 capi ultras delle curve di Milan e Inter.

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Un tifoso gay appartenente alla curva di una delle due squadre milanesi di Serie A ha raccontato questa storia a Gay.it - foto: due foto amatoriali della curva sud e nord (Milano e Inter) sono state editate digitalmente e sfocate, per la rimozione contattare [email protected]
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Il coming out di un calciatore di serie A che gioca nell’Inter o nel Milan sarebbe stato ostacolato dalla tifoseria del club in cui gioca, secondo quanto raccontato da un tifoso a Gay.it. La persona che ci ha raccontato questa storia è interna alla tifoseria in questione. “Quando è iniziata a circolare la voce che fosse gay, è stato un macello…” spiega Marco (nome di fantasia). “Io sinceramente non ho partecipato, me ne stavo zitto, ma so che i capi ultras si sono mossi e hanno protestato con YYYY (nome di un alto dirigente di un club)”. Chiediamo su cosa abbiano protestato i capi ultras. “Hanno fatto finire il mondo per il fatto che XXX fosse fr****“. Quindi cosa è successo dopo? “Niente, alla fine quelle voci sono sparite, XXX pare che non sia gay, si è anche sposato a quanto pare…“.

Marco è gay. Racconta: “In curva sono in pochi a sapere di me e non devono assolutamente dirlo, sono miei amici, siamo in 5, gli altri 4 non sono gay, ma facciamo sempre gruppetto, noi non siamo violenti, siamo quelli che si accodano, i capi ci considerano a malapena… e a volte tutto questo mi dà fastidio, ma per XXXX (nome del club) farei qualsiasi cosa“. Chiediamo cosa gli dia fastidio. “Mi dà fastidio questo atteggiamento minaccioso e tutte queste storie che stanno venendo fuori“. Quali storie? “Dai… questa storia della ‘ndrangheta… i biglietti… e poi erano d’accordo con la XZY (curva dell’altro club)… non è una cosa bella“.

Chiediamo a Marco se sia sicuro che il calciatore gay non abbia fatto coming out per via delle minacce dei tifosi. “No, non sono sicuro di nulla, si parlava di questo calciatore, che era finocchio, e che la cosa non poteva essere accettata e che avrebbero protestato con XXX (nome di un alto dirigente di un club), ma poi nulla, non ho saputo più nulla, ho visto che il calciatore si è sposato, ma secondo me lui è gay, c’ho pure io il gay radar, cosa credi?

Negli ultimi giorni, un’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha portato all’arresto di 19 capi ultras delle curve di Milan e Inter, rivelando profondi legami con la criminalità organizzata, in particolare con la ‘ndrangheta. Le accuse riguardano estorsione, traffico illecito di biglietti, gestione abusiva dei parcheggi e violenza organizzata, con l’obiettivo di controllare i lucrosi affari attorno allo stadio di San Siro. Tra gli arrestati figurano nomi noti come Luca Lucci (Curva Sud del Milan) e Marco Ferdico (Curva Nord dell’Inter), quest’ultimo coinvolto anche nell’omicidio di Antonio Bellocco, esponente di spicco della ‘ndrangheta.

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L’inchiesta ha svelato un “patto di non belligeranza” tra le curve, mirato a spartirsi i profitti derivanti dal bagarinaggio e dal controllo di merchandising e parcheggi. La Procura ha confermato che le società calcistiche di Milan e Inter sono considerate vittime di queste attività, ma non sono coinvolte direttamente nelle indagini. Tuttavia, potrebbero essere richiesti ulteriori provvedimenti per evitare future infiltrazioni mafiose nei settori economici collegati al calcio​.

I club rossonero e nerazzurro sono in verità responsabili morali di questa deriva inqualificabile. La giustizia farà il suo corso per le questioni di rilevanza penale. Quel che emerge, è che certamente il calcio resta lo sport più violentemente omobitransfobico. Al contempo, è anche lo sport più popolare. Il fatto che, ad oggi, ci sia stato un solo calciatore di Serie A che abbia fatto coming out, Jakub Jankto, è indicativo. Alle ultime Olimpiadi di Parigi abbiamo assistito a un trionfo di visibilità per gli atleti LGBTIAQ+, ma il calcio resta una palude di immobile maschilismo omobitransfobico.

Difficile dimostrare che il non-coming out di un calciatore gay sia stato causato dalle minacce di tifosi violenti. La scelta di un coming out è personale e insindacabile. Nessuno potrà, né dovrebbe mai, sindacare sul motivo di quel non-coming out. Ma il racconto del tifoso che abbiamo raccolto è un episodio significativo e racconta quanto l’industria italiana del calcio sia ancora lontana da una reale emancipazione che non sia costruita soltanto su operazione di marketing e rainbow washing.

È di ieri la notizia che il club inglese del Tottenham stia collaborando con la polizia, dopo i cori omofobi giunti dalla curva dei propri tifosi in occasione del match con il Manchester United. “Questo è semplicemente inaccettabile, estremamente offensivo e non supporta in alcun modo la squadra” ha commentato il club inglese in una nota, sottolineando anche l’esistenza di un’associazione di tifosi LGBTQ+ del Tottenham. In Premier League l’attenzione sui temi arcobaleno nel calcio è alta: lo scorso anno durante la partita Liverpool – Chelsea 3 tifosi furono arrestati per omofobia.

Calciatori gay che hanno fatto coming out >

Fonte sul non-coming out: Gay.it

Fonti ricostruzione operazione Distrettuale Antimafia: Mediaset Sport, Gazzetta dello Sport, Repubblica, Corriere della Sera, La Presse, Il Giorno.

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