Le parole di Bezalel Smotrich, il ministro omofobo israeliano che vuole radere al suolo Gaza

Lo riferisce un funzionario ONU da Gerusalemme a Gay.it: "Israele fa di tutto affinché i nostri aiuti umanitari non arrivino ai palestinesi stremati dalla fame".

Ascolta:
0:00
-
0:00
Bezalel Smotrich Gaza LGBT_
Bezalel Smotrich: scioccanti le parole dell'omofobo ministro delle finanze del governo Netanyahu.
3 min. di lettura

Deposte per ora le armi verso Teheran grazie alla tregua narcisistica made in Trump, le mascelle d’acciaio del governo israeliano tornano a stringersi su Gaza: lo sterminio non è ancora finito, perbacco!

Le feroci fauci israeliane procedono con mistico fervore, attraverso le parole di Bezalel Smotrich, Ministro delle Finanze e predicatore travestito da politico.

Abbiamo rimosso una minaccia esistenziale”, proclama, “ora concentriamoci su Gaza. Distruggere Hamas. Riprendere gli ostaggi. Garantire anni di sicurezza”. Il tutto, “con l’aiuto di Dio”.

Gaza come terra da bonificare. Gaza come sfida morale per chi si crede investito da un mandato superiore. Smotrich non propone: sentenzia. E mentre l’Iran è sospeso in una tregua precaria, la furia si sposta a sud, su corpi già martoriati, case già svuotate quando non distrutte, un popolo alla fame, quando non già ucciso, un popolo che viene ucciso mentre si affanna per trovare qualcosa da mangiare e mentre Israele ostacola gli aiuti dell’ONU. Lo riferisce un funzionario ONU da Gerusalemme a Gay.it:

“Israele fa di tutto affinché i nostri aiuti umanitari non arrivino ai palestinesi stremati dalla fame”.

Ma il lessico di Bezalel Smotrich, leader del partito Sionismo Religioso (Tzionut Datit), formazione di estrema destra religiosa e ultranazionalista, è quello della purezza. Di chi vuole mondare il mondo con il fuoco. Robe che arrivano dalla ferocia di quel Dio che ebrei (e cristiani e islamici eccetera) adorano, in mancanza d’altro. E poco importa se anche l’Unione Europea (ieri, forse un po’ tardi) condanna le violazioni dei diritti umani da parte di Israele, in una revisione degli accordi che Amnesty definisce “timida”.

No Pride in genocide: perché le persone queer difendono la Palestina omobitransfobica? Le froce del Rivolta Pride rispondono

Smotrich: il curriculum dell’odio

Ma chi è questo uomo (?) che prega Dio e bombarda nella stessa frase? Una figura che non si nasconde dietro il perbenismo della diplomazia: già nel gennaio 2023, una registrazione resa pubblica dall’emittente nazionale Kan lo immortalava mentre ammetteva con orgoglio:

“Sono una persona di estrema destra, omofobo, razzista e fascista”.

Parole sue. Esposte come medaglie.

In quella stessa conversazione privata, Smotrich derideva le minoranze, riduceva l’identità LGBTQIA+ a una seccatura da tollerare appena. “Io non lapiderò omosessuali, e tu non mi farai mangiare gamberetti”, ironizzava con un uomo d’affari rimasto anonimo. Ma quella frase – mezza blasfemia, mezza confessione – era già allora una spia accesa sul futuro. E il futuro è adesso. Nei bambini di Gaza da raccogliere a pezzettini tra le bombe made in Europe, baby.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!
Ministro finanze Israele Gay.it
Smotrich

Tra fanatismo e potere

Nel 2023, la comunità LGBTQIA+ israeliana aveva risposto con fierezza. Ran Shalhavi, presidente di The Aguda, rassicurava: “Il suo odio non rappresenta il popolo israeliano”. Ma nel frattempo Bezalel Smotrich è rimasto lì, saldo, intatto. Come se quelle parole non tradissero già all’epoca le sue pulsioni nazi-fasciste. E adesso, nel 2025, torna a farsi profeta della distruzione, con in mano il bilancio dello Stato e nell’anima la furia teocratica del dominio: i palestinesi vanno eliminati, baby.

Non è solo una guerra militare. È una guerra morale, culturale, ideologica. L’immarcescibile Netanyahu, l’uomo che sta facendo sprofondare Israele nella storia, tace. Gli alleati del governo che ha smantellato lo Stato liberale e lo Stato di diritto in Israele restano. Non è il momento di mostrarsi politicamente deboli. E Israele – che un tempo si vantava di essere faro di democrazia e pluralismo in Medio Oriente – scivola lentamente verso una collocazione terroristica: quella in cui il potere si traveste da missione e l’odio da difesa legittima, come una Hamas, un Hezbollah, una Isis o una Al Qaeda qualsiasi. Uno sterminio che resterà nella storia. Una democrazia, Israele, da ricostruire. O forse: anche no.

 

AGGIORNAMENTO 26 GIUGNO

Proprio mentre le famiglie di Gaza – esasperate, affamate, sventrate – tentavano un gesto di pura sopravvivenza, organizzandosi in comunità per distribuire aiuti senza essere uccise, ecco che Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e curatore della rovina, ha ricordato al mondo la vera missione di Israele: impedire la vita. Il 25 giugno, minacciando di far crollare la coalizione se “gli aiuti avessero continuato a raggiungere Hamas”, ha ottenuto da Netanyahu l’ordine di bloccare ogni passaggio umanitario nel nord della Striscia. Nessuna eccezione. Nessuna pietà. Eppure, quello stesso giorno, uomini e donne di Gaza erano riusciti – senza supervisione israeliana, senza armi – a far entrare camion di medicine fino all’ospedale Nasser. Una delle poche consegne riuscite in mesi. Un miracolo logistico e umano. La risposta? Uccisioni. Trappole mortali travestite da punti di distribuzione. Dal 26 maggio, 549 morti tra chi cercava pane, garze, insulina. Quattromilasei feriti. Decine di dispersi. E oggi, ancora: 14 corpi a terra vicino ai punti gestiti dalla Gaza Health Foundation. Il crimine non è più nascosto. È dichiarato. È metodo. È politica.

 

Israele mi ha tradito?

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.