Nel pieno della campagna elettorale per le europee la propaganda omofoba torna a colpire l’agenda politica nazionale grazie a Laura Ravetto, deputata della Repubblica Italiana dal 2006. Prima con Forza Italia, poi con il Popolo delle Libertà e infine con la Lega di Matteo Salvini.
Il 20 maggio Ravetto ha presentato alla Camera una proposta di legge dal titolo “Divieto dell’inserimento di obiettivi educativi fondati sulle “teorie del gender” nell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche”.
Nell’articolo uno si legge, via HuffingtonPost:
“Le istituzioni scolastiche, nell’ambito della loro autonomia, non possono introdurre all’interno delle Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, delle Indicazioni nazionali per i licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali nonché delle attività extrascolastiche valevoli per il curriculum dello studente obiettivi di apprendimento improntati alla cultura gender“.
Cosa sia la “cultura gender” non è chiaro, perché da tempo quando la destra vuole attaccare i diritti della comunità LGBTQIA+ si affida a questo fantomatico mostro a tre teste.
La proposta di Ravetto parrebbe seguire quanto fatto da Ron De Santis in Florida con la cosiddetta legge “Don’t Say Gay”, che limita nelle scuole “la discussione in aula su orientamento sessuale e identità di genere nelle classi primarie o in un modo non appropriato all’età o allo sviluppo per gli studenti“. Una legge che ha diviso l’America, con libri fatti sparire dalle biblioteche dall’oggi al domani, portando persino Disney a schierarsi contro il governatore repubblicano che sognava la Casa Bianca.
La proposta di Ravetto arriva nel pieno di un attacco concentrico da parte dell’esecutivo, con la premier Giorgia Meloni che solo pochi giorni fa aveva precisato: “Ci opporremo a chi vuole mettere in discussione la famiglia, quale pilastro della nostra società, a chi vuole introdurre la teoria gender nelle scuole, a chi intende favorire pratiche disumane come la maternità surrogata“. Con l’Italia precipitata nella classifica dei diritti LGBTI+ e con il Governo che ha schierato il nostro paese contro la dichiarazione con cui la presidenza del Belgio ha invitato l’Unione Europea ad impegnarsi per la tutela dei diritti della comunità LGBTI+, la proposta di legge Ravetto non fa altro che buttare ulteriore benzina su un fuoco che puzza sempre più di omobitransfobia.

Una sola parola: sono FASCISTI, da contrastare in ogni luogo della società !