Partiamo dal principio. Il 1 e 2 febbraio, sui canali Facebook e YouTube di Gaynet, si terrà un seminario tra quelli previsti dal progetto “informazione e persone LGBTI“, realizzato con il sostegno dell’UNAR. Titolo, “Le normative sui crimini d’odio omotransfobico in un quadro comparativo – Seminario di approfondimento delle legislazioni e della giurisprudenza in materia di crimini e discorsi d’odio nei vari paesi e a livello sovranazionale“. A moderarlo Antonio Rotelli.
Ebbene oggi La Verità, in prima pagina a firma Francesco Borgonovo, titola: “Palazzo Chigi scatena la propaganda pro DDL Zan“. All’interno del quotidiano si legge, “Incredibili iniziative dell’UNAR, ente della Presidenza del Consiglio che spinge la campagna contro il possibile stop al DDL Zan con corsi ai cronisti“. Cosa ci sia di incredibile, non è chiaro. L’UNAR è L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Il Governo ancora in carica vuole dichiaratamente approvare la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, attesa ancora in Senato. Allora perché tanto clamore? Perché chi continua a denigrare e a diffondere fake news, anche tra gli organi di stampa, vuole continuare a farlo, ostentando quasi con orgoglio la propria ignoranza in materia. A dir poco surreale la lettura data da Francesco Borgonovo: “Il DDL Zan mira a tappare la bocca a chiunque non accetti di allinearsi al pensiero unico arcobaleno. Se l’UNAR davvero volesse proteggere la dignità e la libertà degli individui, dovrebbe osteggiare la norma, non richiederne l’approvazione. E invece eccola qui, pronta a battersi a favore della mordacchia arcobaleno“.
“È vero. Si tratta di un seminario sovversivo perché ha l’obiettivo di diffondere conoscenza“, ha ironicamente commentato sui social Antonio Rotelli, moderatore del seminario.
Gli studiosi e i professionisti che hanno accettato il mio invito a parlare al seminario sono esperti, per lo più di diritto, che studiano da una vita le materie di cui parlano e che in alcuni casi insegnano all’università. Questo fa di loro, di noi, dei personaggi pericolosi a cui dedicare un articolo che a me fa sorridere, perché ignora completamente il merito del seminario e si scaglia contro una iniziativa scientifica. Certo, la scienza è pericolosa perché ragiona su dati oggettivi e sulla base di questi eventualmente formula ipotesi. Uno di questi dati, lo anticipo, è che in quasi tutta Europa e ben oltre esistono leggi penali che tutelano le persone omosessuali e trans dalla discriminazione e dalla violenza. È l’Italia che costituisce un’eccezione, anzi una doppia eccezione. La prima perché non ha una legge penale che protegga le persone omosessuali e trans dai crimini d’odio. La seconda perché ha un legge penale che protegge dai crimini d’odio, ma esclude proprio le persone omosessuali e trans. Un doppio standard, insomma. Se tutto questo viene messo a nudo, ecco che un giornale grida all’ideologia, alla corruzione e alla propaganda.
“Questo articolo non è un legittimo esercizio di critica per dire che qualcosa non piace, non è fatta bene o non si condivide“, continua Rotelli. “È una riprova del fatto che verso le persone omosessuali e trans e verso chi si occupa dei loro diritti è continuamente in atto una campagna denigratoria e di delegittimazione che nulla ha a che fare con l’informazione, la cultura e la conoscenza, ma solo con la rabbia e i bassi istinti. Se vorrete, l’1 e il 2 febbraio potrete seguire il seminario, che è pubblico, e farvi un’idea diretta di quello che sarà“.
Da parte de La Verità, ma ormai non fa pià notizia, l’ennesimo articolo privo di decenza deontologica.



Tutto o quasi tutto il giornalismo italiano è fatto così, invece di studiare, fanno copia e incolla di fake news. Invece di misurarsi con la verità, gridano sempre le stesse menzogne, ognuno ha le sue, ideologia gender di qua, neoliberismo di là etc etc.