Un colorato e affollato sabato da Pride, quello vissuto ieri nel Bel Paese.

250.000 partecipanti a Milano, 10.000 a Padova e in migliaia a Pompei, dove si è fatto vedere anche il sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora (M5S), che ha smentito “qualunque ipotesi di arretramento sul tema dei diritti civili” da parte dell’attuale Governo Conte.

Nel contratto non è prevista alcuna iniziativa legislativa su questi argomenti, ma penso che ci si possa confrontare su questi temi. So che in una parte del governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto, nei prossimi giorni parlerò con il ministro Fontana. Sono sicuro che non ci siano pregiudizi sull’argomento. Nessuno mi ha chiesto di non esserci, altro che veti“.

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Parole che hanno stuzzicato proprio il chiacchierato Ministro della Famiglia, il leghista Fontana, da mesi in aperto contrasto con la comunità LGBT. Via social l’esponente del Governo giallo-verde ha incredibilmente preso le distanze dal ‘collega’: ‘Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega. Per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione‘.

L’ennesimo ‘attacco’ ad una comunità che è tornata a farsi vedere e sentire, nelle ultime settimane, con Pride straordinariamente partecipati. Lo scontro tra membri dello stesso Governo fa rumore, mentre rigurgiti fascisti inondano il Paese di omofobia, tra minacce e attacchi di pura omofobia.

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