Marine Rosset è troppo lesbica e troppo madre per gli scout cattolici: dimissioni dopo gli insulti

Riconoscere quando sei tu lo scandalo e azzerare le armi del carnefice. Sottrarre ai fanatici catto-crociati del nuovo millennio gli spunti per sbraitare contro scout e comunità LGBTIAQ+. Cosa è successo.

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Marine Rosset si è dimessa dalla presidenza degli scout francesi: il suo essere apertamente lesbica e madre le ha causato troppe pressioni.
Marine Rosset si è dimessa dalla presidenza degli scout francesi: il suo essere apertamente lesbica e madre le ha causato troppe pressioni.
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Una mamma lesbica a capo dei giovani scout cattolici? Non sia mai!
Ma la sua nomina ha subito scatenato una campagna di attacchi da parte di siti di estrema destra e da ambienti cattolici conservatori (avete presente quei fanatici crociati che da noi attaccano manifesti anti-gender e si accaniscono con gli asili nido…). Le critiche vertevano sulla sua vita privata: coppia omosessuale, madre di un bambino e apertamente favorevole al diritto all’aborto, posizioni giudicate incompatibili con i valori della Chiesa da alcuni settori. Impensabile davvero che una donna lesbica e mamma potesse fare da esempio a giovani che vanno invece – secondo i neocrociati cattofanatici – allevati nel disprezzo della diversità, come notoriamente predicava il Cristo (per chiarezza: quest’ultima frase è ironica ndr).
Il 6 agosto 2025, Marine ha annunciato le proprie dimissioni tramite un’intervista a La Croix,, spiegando che la situazione è “diventata intollerabile”. Madame Rosset ha motivato il suo ritiro con la necessità di proteggere il movimento, la sua famiglia e sé stessa, dopo settimane di insulti quotidiani e minacce omofobe sui social e nei media. Rosset ha raccontato come le sue convinzioni religiose siano state apertamente messe in dubbio a causa del suo orientamento sessuale: “Si è messa in discussione la mia fede soltanto perché sono lesbica. È profondamente doloroso”, ha dichiarato, denunciando molestie continue e un ritmo di aggressioni talmente intenso da renderle impossibile una vita normale nella guida dell’associazione.

Le reazioni: solidarietà e condanne

Gli Scouts et Guides de France hanno espresso sostegno a Rosset, denunciando pubblicamente i messaggi discriminatori e violenti rivolti alla sua persona. Molti esponenti politici di sinistra hanno condannato la “vague d’homophobie” subita e il silenzio della destra sull’accaduto. Ma la signora Rosset ha dato una lezione – questa sì – assai civile e persino assai cristiana: il passo indietro. Riconoscere quando sei tu lo scandalo e azzerare le armi dell’avversario carnefice. Sottrarre ai fanatici catto-crociati del nuovo millennio gli spunti per sbraitare contro scout e comunità LGBTIAQ+ (e, mi sia consentito, pure contro quella buonanima di Cristo).

Come scrivono i volontari del collettivo cristiano LGBTI Gionata, il caso evidenzia come i valori di accoglienza dichiarati dal movimento scout entrino in rotta di collisione con prescrizioni tradizionali: Rosset rappresentava l’incarnazione di un modello femminile e queer nella leadership cristiana, e questa rappresentanza ha polarizzato le reazioni. La sua vita privata e le posizioni politiche sono state amplificate da media e forze politiche esterne.

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Di recente ha avuto eco, in Italia, l’utilizzo spasmodico dell’app di incontri gay Grindr durante il Giubileo dei Giovani organizzato a Tor Vergata (Roma), nella quale Papa Leone XIV è stato acclamato dai giovani cattolici accorsi da tutto il mondo. Per il prossimo settembre invece è atteso il Giubelo LGBT voluto da Papa Francesco.

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