Marine Rosset è troppo lesbica e troppo madre per gli scout cattolici: dimissioni dopo gli insulti
Marine Rosset si è dimessa dalla presidenza degli scout francesi: il suo essere apertamente lesbica e madre le ha causato troppe pressioni.
Riconoscere quando sei tu lo scandalo e azzerare le armi del carnefice. Sottrarre ai fanatici catto-crociati del nuovo millennio gli spunti per sbraitare contro scout e comunità LGBTIAQ+. Cosa è successo.
Mandalina Di Biase
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Una mamma lesbica a capo dei giovani scout cattolici? Non sia mai!Marine Rosset, 39 anni, consigliera socialista del V arrondissement di Parigi e apertamente lesbica, era stata eletta il 14 giugno 2025 presidente degli Scouts et Guides de France con 22 voti su 24, in una scelta applauditissima dall’assemblea direttiva del movimento.Ma la sua nomina ha subito scatenato una campagna di attacchi da parte di siti di estrema destra e da ambienti cattolici conservatori (avete presente quei fanatici crociati che da noi attaccano manifesti anti-gender e si accaniscono con gli asili nido…). Le critiche vertevano sulla sua vita privata: coppia omosessuale, madre di un bambino e apertamente favorevole al diritto all’aborto, posizioni giudicate incompatibili con i valori della Chiesa da alcuni settori. Impensabile davvero che una donna lesbica e mamma potesse fare da esempio a giovani che vanno invece – secondo i neocrociati cattofanatici – allevati nel disprezzo della diversità, come notoriamente predicava il Cristo (per chiarezza: quest’ultima frase è ironica ndr).Il 6 agosto 2025, Marine ha annunciato le proprie dimissioni tramite un’intervista a La Croix,, spiegando che la situazione è “diventata intollerabile”. Madame Rosset ha motivato il suo ritiro con la necessità di proteggere il movimento, la sua famiglia e sé stessa, dopo settimane di insulti quotidiani e minacce omofobe sui social e nei media. Rosset ha raccontato come le sue convinzioni religiose siano state apertamente messe in dubbio a causa del suo orientamento sessuale: “Si è messa in discussione la mia fede soltanto perché sono lesbica. È profondamente doloroso”, ha dichiarato, denunciando molestie continue e un ritmo di aggressioni talmente intenso da renderle impossibile una vita normale nella guida dell’associazione.
Le reazioni: solidarietà e condanne
Gli Scouts et Guides de France hanno espresso sostegno a Rosset, denunciando pubblicamente i messaggi discriminatori e violenti rivolti alla sua persona. Molti esponenti politici di sinistra hanno condannato la “vague d’homophobie” subita e il silenzio della destra sull’accaduto. Ma la signora Rosset ha dato una lezione – questa sì – assai civile e persino assai cristiana: il passo indietro. Riconoscere quando sei tu lo scandalo e azzerare le armi dell’avversario carnefice. Sottrarre ai fanatici catto-crociati del nuovo millennio gli spunti per sbraitare contro scout e comunità LGBTIAQ+ (e, mi sia consentito, pure contro quella buonanima di Cristo).
Come scrivono i volontari del collettivo cristiano LGBTI Gionata, il caso evidenzia come i valori di accoglienza dichiarati dal movimento scout entrino in rotta di collisione con prescrizioni tradizionali: Rosset rappresentava l’incarnazione di un modello femminile e queer nella leadership cristiana, e questa rappresentanza ha polarizzato le reazioni. La sua vita privata e le posizioni politiche sono state amplificate da media e forze politiche esterne.
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