Dopo i recenti episodi avvenuti a Ravenna – e già segnalati in molte città d’Italia -, anche nel Comune di Lugo sono apparsi manifesti anti-trans e fuorvianti, affissi in spazi pubblici da gruppi integralisti che da tempo tentano di veicolare messaggi d’odio contro la comunità LGBTQIA+. Si tratta di manifesti legati alla campagna nazionale di Pro Vita & Famiglia, già comparsi in numerose città italiane, accomunati da un linguaggio allarmista e distorto, che mira a minare la fiducia nell’educazione alle differenze, screditando chi promuove inclusione e rispetto nelle scuole.

In questo articolo
- 1 I manifesti transfobici di Pro Vita anche a Lugo
- 2 La denuncia: “Non è informazione, è propaganda transfobica”
- 3 La richiesta di rimozione: violazione del Codice della Strada
- 4 L’appello alla cittadinanza: “Non lasciamoci ingannare”
- 5 Transfobia e fake news: sotto attacco l’educazione alle differenze
- 6 Manifesti Pro Vita, i casi segnalati in Italia
I manifesti transfobici di Pro Vita anche a Lugo
La retorica “antigender” lanciata da Pro Vita, continua a correre veloce invadendo le strade cittadine con messaggi allarmistici e una chiara invettiva contro la comunità LGBTQ+. Da nord a sud, le segnalazioni non accennano a diminuire, ed ora anche Lugo, Comune in provincia di Ravenna, è stato sommerso dai cartelloni affissi per le strade cittadine, attraverso i quali l’associazione ultra-conservatrice intende mettere in guardia i cittadini della fantomatica pericolosità dell’educazione all’affettività e alle differenze nelle scuole. A detta di Pro Vita, chi lavora da anni per promuovere il rispetto e una scuola più inclusiva, non farebbe altro che “confondere” studenti e studentesse.
In verità, questi manifesti non solo distorcono la realtà, ma si configurerebbero come veri e propri strumenti di propaganda transfobica, mettendo in pericolo la serenità delle persone transgender e non binarie e alimentando una narrazione aggressiva e falsa.
La denuncia: “Non è informazione, è propaganda transfobica”
A denunciare la situazione sono stati il Centro Antidiscriminazioni LGBTI+ di Ravenna, il Movimento Consumatori Ravenna APS e Arcigay Ravenna, che hanno inviato al Comune di Lugo una formale segnalazione per chiedere l’immediata rimozione dei manifesti.
“Questi manifesti non sono solo transfobici: sono veri e propri strumenti di disinformazione”, dichiara in un comunicato congiunto Ciro Di Maio, Coordinatore del Centro Antidiscriminazioni LGBTI+. “Diffondono notizie false e creano paure inesistenti, con l’unico obiettivo di alimentare odio e divisione nella comunità. È inaccettabile che messaggi privi di alcun fondamento trovino spazio nelle nostre città”.
L’appello è chiaro: le istituzioni devono agire con fermezza per contrastare la diffusione di contenuti pericolosi che, pur camuffandosi da “opinioni” o “libertà d’espressione”, violano le norme vigenti e minano la coesione sociale.
Visualizza questo post su Instagram
La richiesta di rimozione: violazione del Codice della Strada
La segnalazione inviata al Comune di Lugo richiama l’Articolo 23, comma 4 bis, del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che vieta espressamente qualsiasi forma di pubblicità con contenuti sessisti, violenti o discriminatori. Questo tipo di propaganda, oltre a essere moralmente inaccettabile, è illegale.
Chi ha a cuore la salute delle nostre comunità non può chiudere gli occhi davanti a manifesti che accusano attivistə, educatori ed educatrici di “confondere” le bambine e i bambini, quando invece lavorano per promuovere rispetto, conoscenza e libertà di espressione.
L’appello alla cittadinanza: “Non lasciamoci ingannare”
Le associazioni coinvolte invitano la cittadinanza a non cadere nella trappola della disinformazione e a segnalare ogni episodio in cui si manifesta l’odio sotto forma di manifesti, volantini o altri strumenti di propaganda mascherata da informazione (QUI Cosa fare se ne vedete uno).
“Chi lavora ogni giorno nelle scuole e nei territori per promuovere rispetto e conoscenza merita sostegno, non diffamazione”, prosegue Di Maio. Da qui, l’invito alla cittadinanza a “non farsi ingannare e a segnalare ogni episodio di propaganda d’odio mascherata da informazione”.
Transfobia e fake news: sotto attacco l’educazione alle differenze
Visualizza questo post su Instagram
La diffusione di messaggi transfobici non è solo una questione di propaganda: è un attacco diretto alla dignità, alla sicurezza e all’integrità delle persone transgender. In un contesto sociale ancora segnato da discriminazioni e violenze, la comparsa di questi manifesti può legittimare comportamenti e atteggiamenti ostili, contribuendo alla marginalizzazione di intere fasce della popolazione.
Contrastare la transfobia passa anche dalla difesa dello spazio pubblico, che deve essere un luogo sicuro, inclusivo e libero da messaggi d’odio.
Alla base della campagna anti-trans di Pro Vita, c’è una narrazione transfobica che cerca di mettere in discussione l’educazione alle differenze, dipingendola come una minaccia per l’infanzia. Lo si fa sfruttando l’immagine di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, spesso ritratti con volti seri, cupi, provati, con l’intento di evocare preoccupazione e trasmettere l’idea che l’educazione all’inclusione sia causa di disagio e sofferenza.
Ma la realtà è ben diversa: l’educazione all’affettività, al rispetto e all’identità di genere è uno strumento fondamentale per costruire comunità accoglienti, capaci di riconoscere e valorizzare la diversità. Promuovere conoscenza e sensibilità non significa “confondere” i giovani, ma aiutarli a crescere liberi da stereotipi, paure e pregiudizi.
Il caso dei manifesti transfobici a Lugo è solo l’ennesimo segnale di un clima culturale che in alcuni ambienti si sta radicalizzando. Ma è anche la prova che la rete di solidarietà e di attivismo sul territorio esiste e reagisce, battendosi per una società più giusta, libera e rispettosa delle identità di tutte e tutti.
Manifesti Pro Vita, i casi segnalati in Italia
- Roma, manifesti di Pro Vita per chiedere una legge omotransfobica sulla scuola al governo Meloni
- I manifesti Pro Vita arrivano anche a Santa Marinella e Pescara
- I manifesti Pro Vita “Scuole libere dal gender” invadono anche Piacenza e Modena
- Pro Vita, la retorica “antigender” arriva a Ravenna, attivista denuncia: “Manifesti transfobici e offensivi”
- La crociata di Pro Vita contro la scuola inclusiva: a Chiavari il PD insorge contro i manifesti, a Brescia la sindaca li blocca

