Riccardo De Corato, 69enne Assessore alla Sicurezza nella giunta Fontana per Fratelli d’Italia, ha del tutto gratuitamente attaccato sia la stele commemorativa annunciata dal Comune in ricordo di Gianni Delle Foglie e Ivan Dragoni, pionieri delle unioni civili, quanto la bandiera transgender issata a palazzo Marino da due consiglieri in omaggio al Trans Day of Rimembrance, giornata internazionale per commemorare le vittime della transfobia.
A Milano, dopo la targa abusiva messa dentro palazzo Marino, per ricordare il matrimonio tra gay, oggi è stata messa una bandiera transgender su palazzo Marino che è diventato in periodo di Covid il simbolo LGBT. Ma vi pare il momento in questo momento di fare questa roba qui? LGBT? Mentre c’è il Covid, mentre la gente deve soffrire, sta soffrendo. Questi signori mettono la bandiera LGBT sul balcone di palazzo Marino. Credo sia inopportuno in questo momento fare queste cose. Ricordo come nel 1992 a palazzo Marino fu messo allora, nel 1992, questa targa, abusiva, per ricordare quel matrimonio tra gay. Non credo che in questo momento una stele o una bandiera LGBT sia un esempio, soprattutto in un momento in cui Milano soffre.
Dura la replica di Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli di Milano.
De Corato che mette in contrapposizione i morti del covid con le battaglie sui diritti civili, mostra quanto si possa strumentalizzare in modo osceno la tragedia che ci sta colpendo. Pensi piuttosto a svegliare il suo Presidente e il suo collega Gallera totalmente incapaci proprio a rendere meno doloroso il bollettino quotidiano qui in Lombardia. È incredibile, letteralmente incredibile, che con tutti i disastri in merito alla gestione sanitaria che sta combinando Regione Lombardia un suo assessore trovi il tempo di fare polemiche su una stele che ricorda due uomini che si amavano e che contribuirono in quella giornata a buttare giù una prima breccia nel muro dell’intolleranza.

Da un meloniano non potevamo aspettarci altro.