Modena, l’amore trionfa: benvenuto Antonio, figlio di Monica e Stefania nella prima registrazione con due madri dopo la sentenza della Consulta

Esulta il sindaco Massimo Mezzetti. La sentenza della Consulta ha cambiato radicalmente la situazione, rendendo possibile una registrazione piena e diretta.

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A Modena registrazione immediata del piccolo Antonio, figlio di Valeria e Stefania, dopo la sentenza della Consulta.
A Modena registrazione immediata del piccolo Antonio, figlio di Valeria e Stefania, dopo la sentenza della Consulta.
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Un bambino nato da una coppia di madri omosessuali è stato registrato alla nascita come figlio di entrambe. È accaduto a Modena il 29 maggio 2025, poche ore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della storica sentenza n. 79/2025 della Corte Costituzionale, che ha sancito l’illegittimità del divieto di riconoscimento per i figli nati da procreazione medicalmente assistita (PMA) effettuata all’estero da coppie dello stesso sesso.

Il piccolo Antonio è stato iscritto all’anagrafe come “figlio di Veronica e Stefania”, senza alcun riferimento a “genitore 1” o “genitore 2” (che è sempre stata una fake news della destra). Un cambiamento che riflette la nuova cornice giuridica tracciata dalla Consulta e che segna un passaggio cruciale per i diritti delle famiglie omogenitoriali in Italia.

Il ruolo del sindaco Mezzetti

A compiere l’atto è stato il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha voluto condividere l’emozione del momento sui social:

“Ho iscritto all’anagrafe il bimbo di Stefania e Veronica che è nato pochi giorni fa qui a Modena.
Il nostro piccolissimo concittadino è quindi registrato come figlio delle sue due mamme, un atto legittimo come peraltro ha stabilito recentemente anche la Corte Costituzionale.
Nel mio ufficio c’era emozione e commozione mentre io e le due madri firmavamo un documento all’apparenza normale ma che dà ad Antonio il diritto che gli spetta e che questo Comune riconosce con coraggio da alcuni anni. Abbiamo anche accolto i genitori di Veronica che sono arrivati fin da Palermo per partecipare a questo momento gioioso.”

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Mezzetti ha evidenziato come l’amministrazione modenese abbia da tempo assunto una linea chiara in materia di riconoscimento dei diritti familiari, adeguando immediatamente la modulistica dell’anagrafe all’indicazione della Corte. Qualche giorno fa non è toccata la stessa sorte a un’altra famiglia arcobaleno: il 26 maggio la Corte d’Appello civile di Venezia discuteva le impugnazioni della Procura generale del Veneto e del ministero dell’Interno contro la sentenza del Tribunale di Padova, che nel 2024 ha approvato l’iscrizione a registro delle 39 coppie di mamme con figli nati tramite PMA all’estero inizialmente contestate. Non solo, pochi giorni fa il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha annunciato una proposta di legge che fissi sulla Costituzione che i genitori siano un uomo e una donna.

Una storia d’amore e di attivismo

Veronica e Stefania, socie storiche di Arcigay Modena, si sono conosciute nel 2022 durante eventi associativi. Unite civilmente nel novembre 2024, avevano inizialmente rinunciato alla registrazione alla nascita per timore di un’impugnazione dell’atto da parte della procura. La sentenza della Consulta ha cambiato radicalmente la situazione, rendendo possibile una registrazione piena e diretta.

Uno degli aspetti più importanti – ha sottolineato Elisa Fraulini, vicepresidente di Arcigay Modena – è che il modulo dell’anagrafe non riporta più termini ambigui o numerati, ma riconosce semplicemente il legame genitoriale con la dicitura ‘figlio di’, seguita dai nomi delle due madri. È un passo avanti concreto che segna una discontinuità importante rispetto al passato recente”.

La registrazione del piccolo Antonio costituisce un precedente per altri Comuni italiani, in attesa di una normativa nazionale chiara che riconosca pienamente la genitorialità delle coppie omogenitoriali.

© Riproduzione riservata.

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