Dawson’s Creek da oggi su Netflix: La serie cult che ha raccontato l’omosessualità adolescenziale in tv

Tutti gli episodi di Dawson's Creek sono disponibili su Netflix e nel catalogo italiano. Ecco perchè a più di venti anni dal primo episodio, la serie tv di Kevin Williamson è un cult indiscusso.

Dawson's Creek
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5 min. di lettura

Non è anacronistico parlare di Dawson’s Creek nel 2021.  Di questi tempi sembra essere una consuetudine vedere in tv  una storia a tinte LGBT. Per fortuna la società in cui viviamo si è evoluta, e ha permesso alla comunità di essere rappresentata adeguatamente attraverso i suoi vizi e le sue tante virtù. Il piccolo schermo, come mezzo di diffusione, si è fatto portavoce di questo sostanziale cambiamento. In Inghilterra, ad esempio, il fenomeno della tv arcobaleno è esploso con Queer as Folk, seguito dall’omonimo remake americano. Senza dimenticare l’impatto ottenuto da The L Word per il pubblico femminile.

La cable tv ha sempre  investito su prodotti di alto profilo. Quella generalista, invece, almeno fino a inizio degli anni 2000, non ha mai approfondito il tema dell’omosessualità e ciò che ne consegue. Fino a quando in America non è apparso Dawson’s Creek. Con il drama adolescenziale creato da Kevin Williamson, l’universo arcobaleno non è stato più lo stesso. La serie è andata in onda negli Usa per sei anni, dal 1998 al 2003, per un totale di 128 episodi sul network della The WB (ora The CW), e in Italia è arrivata in prima serata su Italia Uno per trasferirsi poi nella fascia pomeridiana. Disponibile già sul catalogo di Amazon Prime Video, dal 15 gennaio è disponibile anche su Netflix, e in tempo di confinamento forzato è la serie perfetta per una lunghissima maratona.

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Katie Holmes and Kerr Smith

Dawson’s Creek: un punto di rottura con il passato

Ambientata nella fittizia città di Capeside nel Massachussets, Dawson’s Creek racconta il percorso di crescita di un gruppo di ragazzi, tra compiti a scuola, primi batticuori e tanti problemi in famiglia. La formazione originale è composta da Dawson (James Van Der Beck), Joey (Katie Holmes), Pacey (Joshua Jackson) e Jen (Michelle Williams). Dalla seconda stagione in poi arrivano altri personaggi che animano le storie, come Andie (Meredith Monroe) e suo fratello Jack (Kerr Smith).

Con il secondo capitolo di questo intensissimo romanzo di formazione, la serie compie il suo vero salto di qualità approfondendo anche la tematica dell’omosessualità e del coming out. Jack, infatti, è stato il primo personaggio della serie che ha dovuto sormontare questo piccolo (ma grande) “scoglio” e gli autori, nei limiti imposti di una narrazione per i più giovani e di una rete generalista, sono stati molti piccati nel raccontare il suo percorso.

Il primo bacio tra due uomini? Arriva solo nella terza stagione e nell’episodio 23, nel momento in cui Jack corre da Ethan per confessare i suoi sentimenti (un amore che di fatto non sboccerà mai). Ma, alla fine, dopo tante peripezie, il buon Jack trova comunque il suo lieto fine.  Siamo stati i primi a farlo. All’epoca è stata un’esperienza incredibile. Oggi, vedere due uomini in tv che si baciano è consuetudine. Ieri era incredibile , così ha commentato Kerr Smith in un’intervista rilasciata in vista del ventennale della serie tv e di quel bacio che ha fatto la storia della prime time.

Ciò che colpisce di Dawson’s Creek è la particolarità nell’aver fotografato un’intera generazione, quella vissuta a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, raccontando con estrema fermezza i loro dubbi, le loro paure, i loro sogni, le loro vittorie e le loro sconfitte, intrecciando anche le vicende del mondo degli adulti.  Sfiorare il tema dell’omosessualità è stato un vero e proprio punto di rottura con il passato, dato che, in produzioni antecedenti, la comunità LGBT non ha mai trovato spazio, relegata in storie di contorno e mai da vera protagonista.

Non è stata solo un’esigenza dettata dal copione, ma è stata la voglia di raccontare un altro aspetto della realtà giovanile, accantonando per una volta i cliché di genere. Infatti, in Dawson’s Creek si nota fin da subito una perfetta caratterizzazione del personaggio di Jack (e non solo). Traspaiono tutte le tipiche paure  di un giovane omosessuale che ha paura di amare e che ha paura di restare da solo. Un tema molto comune, un problema che chiunque ha affrontato almeno una volta nella vita. La storia di Jack è un percorso irto di ostacoli, che si fortifica e cresce di episodio dopo episodio, aprendo una lunga parentesi su quanto sia importante accettarsi ed essere se stessi.

Oltre alle tematiche adolescenziali c’è (molto) di più

Dawson’s Creek è stato un pioniere sotto questo aspetto. E’ stata la prima serie tv dedicata ai più giovani che ha cercato di sfuggire da quei stilemi da soap-opera, tipici di Beverly Hills, 90210, puntando su una storia semplice, con pochi fronzoli, dialoghi verbosi ma di grande impatto. Scrivere la parola fine non è stato facile. Kevin Williamson che aveva abbandonato la serie dopo le prime stagioni, è tornato a lavoro proprio per raccontare la sua visione e il suo sguardo su quello che è e quello che sempre sarà il mondo di Dawson’s Creek.

C’è da dire che la serie è nata in un grande momento di espansione del mercato televisivo americano. Uscito dai fasti degli anni ’80 e da quelle lunghe e interminabili saghe familiari di prima serata, c’era il bisogno attirare un pubblico nuovo, non solo quelle delle casalinghe annoiate. Con questa idea  il produttore Paul Stupin ingaggia Kevin Williamson per la creazione  di una serie tv.

Dopo il fallimento di My so-called life, teen drama della ABC con Claire Danes e Jared Leto, cancellato dopo una sola stagione, si è cercato il modo di realizzare una serie dedicata solo al pubblico teen. E la sceneggiatura di Williamson  arriva proprio al momento giusto. Scartata da FOX, la The WB acquista i diritti per arricchire la programmazione del martedì sera. Tutto il resto è già storia.

Un successo meritato che ha influenzato la cultura pop di ieri e di oggi. Nessuno però, almeno fino a questo momento, è riuscito a replicare il successo di Dawson’s Creek. O meglio, ci sono serie tv che hanno superato la fama dei ragazzi di Capeside, ma è stato impossibile replicare quell’atmosfera da romanzo di formazione. Tante sono le produzioni che si sono avvicendate nel corso del tempo, tutte hanno sfiorato il tema dell’adolescenza e quello dell’omosessualità ma in maniera diversa. Come: The OC, One Tree Hill, ma anche Gossip Girl, Pretty Little Liars, fino ad arrivare alla moderna Riverdale. Senza dimenticare 13 Reasons Why e produzioni affini. La serie di Williamson ha fatto storia, e con i suoi pregi e difetti, la si ama proprio per questo.

Di Dawson’s Creek in pochi sono a conoscenza che è stato realizzato anche  uno spin-off, dal titolo Young Americans. È andato in onda in America nell’estate del 2000, è ancora inedito in Italia, e sono stati trasmessi solo 8 episodi perché cancellato causa scarsi ascolti. A far da ponte tra le due serie tv è stato Will, un amico di Pacey che per un periodo ha frequentato Andie, durante la terza stagione. Ambientata in una scuola d’elite del Connecticut, la storia si focalizzava su un altro gruppo di ragazzi alle prese con il percorso verso l’età adulta. Nel cast c’era anche un giovanissimo Ian Somerhalder, prima che diventasse celebre grazie a Lost e a The Vampire Diaries.

 

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