Nicola Porro: “DDL Zan totalitario, innescherà la repressione del pensiero difforme dall’ortodossia LGBT”

"La proposta di legge Zan e altri introduce essa stessa una discriminazione di opinioni e viola il principio fondamentale della libertà di espressione del pensiero", scrive Nicola Porro in una lettera inviata al Parlamento.

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La legge Zan, anziché proteggere i deboli, innescherà la repressione del pensiero difforme dall’ortodossia Lgbt. Così Nicola Porro, volto Mediaset, giornalista nonché vicedirettore de Il Giornale, ha lanciato sul suo sito una lettera firmata da 25 tra “intellettuali e politici”, chiedendo lo stop immediato alla legge contro l’omotransfobia e la misoginia, “prima che sia troppo tardi“.

Ma andiamo con ordine. Secondo Porro, nel caso in cui dovesse essere approvata questa legge produrrebbe a catena “una serie di conseguenze perniciose. In primo luogo,limita la libertà di espressione di coloro che hanno opinioni meditate contrarie a tali nozioni e comportamenti”. Una boutade ampiamente smentita, perchè chiunque sarà libero di esprimere la propria opinione, come sancito dalla Costituzione. Diverso è quando la propria parola diventa diffamante insulto, se non istigazione all’odio e alla violenza. Ma Porro prosegue.

A suo dire questo DDL censurerebbe “convincimenti morali e religiosi in materia di etica sessuale. In tal modo, trasforma in reati opinioni largamente diffuse nella nostra civiltà e cultura, in particolare quella biblica giudaico-cristiana del Dio che creò l’uomo e la donna”. Peccato che non sia così, come sopra riportato. Chiunque potrà continuare a dirsi contrario al matrimonio egualitario, per fare un esempio, così come chiunque potrà continuare a dire di essere contrario all’omogenitorialità.

Ma Porro, ancora una volta, insiste.

Oltre a ciò, poiché la fattispecie del nuovo reato è vaga, anziché essere ben definita, e generica, anziché essere precisamente determinata, come richiede il diritto penale, il disegno di legge finisce con l’assegnare all’arbitrio personale del giudice un potere coercitivo illimitato, compreso l’uso di mezzi invasivi come le intercettazioni e le misure cautelari. Accade così che, con lo scopo di combattere le discriminazioni, la proposta di legge Zan e altri introduce essa stessa una discriminazione di opinioni e viola il principio fondamentale della libertà di espressione del pensiero, che è proprio del nostro regime liberale e democratico. Il risultato finale è che, all’insegna della tutela della libertà della sfera privata di alcuni, si comprime la libertà della sfera pubblica di tutti.

“La proposta di legge Zan è totalitaria”, scrive Porro. “Persino negli anni delle controverse legge speciali contro il terrorismo, in Italia fu ipotizzato, e comunque mai fu stabilito, che opinioni giustificazioniste o di radicale contestazione di personaggi pubblici fossero sanzionate penalmente. È nostro orgoglio essere consapevoli che la libertà vale di più. Solo essa con i suoi strumenti tipici — il confronto delle idee, il dibattito delle opinioni, la ricerca scientifica, l’argomentazione, anche la contestazione — può sconfiggere gli intolleranti. Invece, l’intolleranza nel nome della tolleranza produce violenza e, essa sì, discriminazione. Chiediamo ai membri del Parlamento di meditare su questo punto cruciale: ciò che è all’esame della loro coscienza non è un pensierino buonista, bensì la permanenza di un pilastro della nostra democrazia”.

Tra i firmatari, Marcello Pera, Francesco Agnoli, Andrea Bollino, Eugenio Capozzi, Gaetano Cavalieri, Cesare Cavalleri, Ginevra Cerrina Feroni, Pietro De Marco, Mario Esposito, Francisco Fernandez, Dario Fertilio, Marco Gervasoni, Francesco Giubilei, Riccardo Lucarelli, Alfredo Mantovano, Domenico Menorello, Assuntina Morresi, Corrado Ocone, Stefano Parisi, Angelo Maria Petroni, Aurelio Tomassetti, Eugenia Roccella, Maurizio Sacconi, Alessandro Sansoni e Giorgio Zaul.

Il 20 ottobre la legge contro l’omotransfobia e la misoginia, che ricordiamolo per l’ennesima volta andrebbe semplicemente ad estendere una legge esistente da 30 anni (la Mancino), tornerà alla Camera dei Deputati. Sabato 17 ottobre oltre 50 città italiane scenderanno in piazza per sostenerla apertamente.

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Franzc Dereck 16.10.20 - 11:08

".... opinioni largamente diffuse ....civiltà giudaica -cristiana " Caro Sig. giornalista , solo idiozie che devono essere cambiate e sanzionate. Poi si passerà anche ad inquadrare l'Islam , che è il pericolo reale per noi Gay ( una definizione per tutte le sfaccettature) , visto l'alto numero di Paesi nei quali è reato , non solo opinione!

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Alberto Sallesi 14.10.20 - 18:56
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Alberto Sallesi 14.10.20 - 18:56

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