Osimo riconosce Denise e Veronica come mamme di Giulio: “Anche noi siamo una famiglia”, prima trascrizione per una coppia lesbica

Prima trascrizione per una coppia lesbica a Osimo: Denise e Veronica diventano mamme legali del piccolo Giulio grazie alla sentenza della Corte Costituzionale.

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Denise e Veronica mamme di Giulio
Denise e Veronica mamme di Giulio
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Non solo nelle grandi città: anche la provincia compie passi avanti concreti per i diritti delle famiglie arcobaleno. Grazie alla recente sentenza della Corte Costituzionale dello scorso maggio, per la prima volta il Comune di Osimo, nelle Marche, ha trascritto un atto che riconosce pieni diritti genitoriali anche alla mamma non biologica. Una svolta che dà finalmente legittimità giuridica a una famiglia composta da due donne. Le protagoniste sono Denise Job e Veronica Franchini, unite civilmente dal 2023 e mamme del piccolo Giulio, nato otto mesi fa.

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Comune di Osimo riconosce Denise e Veronica come mamme di Giulio

Fino a pochi giorni fa, Denise era considerata dalla legge solo una convivente, nonostante crescesse Giulio insieme alla moglie Veronica, che lo ha partorito. Il Comune di Osimo ha finalmente riconosciuto il diritto alla genitorialità anche alla madre non biologica, grazie all’ok della Corte Costituzionale che mesi fa ha aperto la strada alle trascrizioni da parte degli enti locali.

La richiesta, come reso noto da Osimoedintorni.info, era stata avanzata dalla coppia un mese fa, ed in poche settimane i dipendenti dell’ufficio Stato Civile hanno chiuso la procedura, riconoscendo entrambe le donne ufficialmente mamme di Giulio anche davanti allo Stato. 

“Non dovrò chiedere l’autorizzazione, ad esempio, per andare a prenderlo all’asilo, o se mia moglie un giorno volesse lasciarmi e scappare con Giulio posso oppormi come per qualsiasi famiglia”, ha commentato Denise, nel suo ruolo ufficiale di mamma di fatto.

La storia d’amore tra Denise e Veronica

La loro è una storia fatta di amore, coraggio e tenacia. Denise, 36enne lombarda, e Veronica, 41enne osimana, si sono conosciute nove anni fa tramite social. Denise viveva a Varese, ma non ha resistito al richiamo delle Marche e ha deciso di trasferirsi a Osimo per vivere con la sua compagna. Dal 2016 convivono stabilmente e il 17 luglio 2023 si sono unite civilmente.

Il loro sogno di diventare mamme si è realizzato grazie alla fecondazione in vitro in una clinica di Barcellona, una strada ancora oggi vietata in Italia alle coppie lesbiche. “Purtroppo in Italia non avremmo potuto farlo, la legge non consente ad una donna omosessuale di fare la fecondazione, bisogna essere una coppia etero”, ha ricordato Denise, senza nascondere un pizzico di amarezza.

Dall’amore alla genitorialità, tra ostacoli e conquiste

Famiglie arcobaleno

Il piccolo Giulio è nato il 7 dicembre 2024, e da allora è cresciuto con entrambe le mamme. Tuttavia, fino alla trascrizione, solo Veronica era riconosciuta ufficialmente come genitore. Questo esponeva la loro famiglia a incertezze legali, difficoltà burocratiche e vulnerabilità in caso di eventi imprevisti, come separazioni o problemi di salute.

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Ora, con l’atto trascritto, Denise ha finalmente gli stessi diritti e doveri genitoriali, a cominciare dalla possibilità di prendere decisioni educative o sanitarie per Giulio. Un traguardo che arriva dopo anni di battaglie e un’Italia ancora troppo lenta sul tema dei diritti civili.

Veronica e Denise hanno lanciato un messaggio chiaro: la loro non è una richiesta straordinaria, ma semplicemente un appello al riconoscimento dell’uguaglianza. “L’augurio che faccio è che il nostro Paese riesca a progredire sempre di più in tema di diritti civili, ci sono già così tanti problemi da affrontare oggigiorno, tra guerre e difficoltà economiche, che non può essere divisivo il concetto di famiglia tradizionale, quello che conta sono amore e rispetto, d’altronde lavoriamo e paghiamo le tasse come tutti, meritiamo gli stessi diritti degli altri”, dice Denise, sostenuta dalla moglie.

L’accoglienza in provincia

Le due mamme raccontano con gratitudine e orgoglio che la loro esperienza a Osimo è stata positiva: nessuna discriminazione, anzi. Famiglie, amici e colleghi le hanno sempre sostenute, e anche il Comune si è dimostrato disponibile e professionale. “In città non abbiamo mai vissuto sensazioni negative”, ammette Veronica.

La trascrizione dell’atto che riconosce la genitorialità di Denise rappresenta un precedente importante, non solo per le Marche ma per tutta Italia. Si tratta del primo caso a Osimo, ma potrebbe aprire la strada a tante altre coppie che oggi vivono situazioni di invisibilità legale.

Il riconoscimento è avvenuto in tempi brevi, segno che quando c’è volontà politica e sensibilità istituzionale, i diritti possono essere garantiti senza intoppi. L’Ufficio Stato Civile ha portato a termine la procedura in meno di un mese, dimostrando efficienza e attenzione. “Sono stati subito disponibili, ci hanno seguito e supportato in queste settimane, hanno avuto una grande professionalità per rendere ufficiali i nostri diritti, dopo che la Corte costituzionale aveva dato mesi fa il consenso ai Comuni di trascrivere questi atti e riconoscere anche il genitore non biologico come tale”, ha aggiunto ancora Veronica, ringraziando per questo i dipendenti comunali. 

Oggi, Denise, Veronica e Giulio sono finalmente una famiglia a tutti gli effetti. “Finalmente da oggi anche noi possiamo dire di essere una famiglia, la prima così ad Osimo”, dicono le due mamme.

Un traguardo che dà speranza e forza a tante altre coppie, mamme e soprattutto papà arcobaleno, i quali si ritrovano a combattere per vedere riconosciuto il loro diritto alla genitorialità, ad oggi ancora negato.

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