Nel 2023, a seguito dell’ormai famigerata ‘circolare Piantedosi‘, il sindaco di Milano Beppe Sala smise di registrare i figli delle coppie omogenitoriali. Passati due anni, e soprattutto due mesi dalla storica sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il divieto per la madre intenzionale di riconoscere come proprio il figlio nato in Italia da procreazione medicalmente assistita praticata all’estero, Sala ha ripreso le registrazioni anagrafiche.
L’annuncio social del sindaco Sala
“Oggi ho registrato la nascita di bambine e bambini”, ha scritto su Instagram il primo cittadino, a corredo di una foto che lo ritrae insieme a una coppia di mamme e ai loro figli e ad una dove spinge un passeggino. “Con grande gioia delle loro mamme”, ha aggiunto il sindaco, rimasto in sella al Comune dopo l’inchiesta giudiziaria che ha travolto l’assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi, indagato e dimessosi.
E pensare che Milano era stata una delle prime città d’Italia ad andare oltre la mancanza di una legge, registrando decine di bimbi. Fino allo stop del 2023. “La sentenza della Consulta mi pare un buon passo”, aveva commentato Sala a fine maggio, dopo la storica decisione della Corte. “Essendo un’esigenza, prima cosa facevano le mamme? Provavano la via dell’adozione, che è una via impervia. Questa cosa semplifica molto, quindi, dal mio punto di vista, io sono d’accordo”.
Prima volta anche a Brescia con la sindaca Laura Castelletti

Nella giornata di ieri anche la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha registrato la figlia di una coppia di donne, sottolineando come “ogni famiglia ha il diritto di essere riconosciuta“.
“Giornata da ricordare quella di Vincenza, Anna e la piccola Gemma (sarà anche tra i miei ricordi di sindaca)”, ha scritto sui social Castelletti. “Oggi, per la prima volta, abbiamo iscritto nel registro delle nascite dello Stato Civile il riconoscimento della madre intenzionale di una bambina già riconosciuta (al momento della nascita) dalla madre biologica. Lo abbiamo fatto perché dal 22 maggio la Corte Costituzionale lo ha dichiarato legittimo (art 8 Legge 40/2004) con una sentenza. Altrettanto convinti che scegliere di riconoscere entrambe le madri come genitori è un passo importante per l’uguaglianza e il benessere della piccola. Il riconoscimento formale implica che entrambe í genitori hanno gli stessi diritti e doveri verso la propria figlia (sarà così per tutti quelli che ne faranno richiesta avendone i requisiti ). La famiglia è il luogo dove crescere, amare, educare i figli/e,sostenerli e dare loro sicurezza. A Brescia ogni tipo di famiglia deve avere la possibilità di esistere e vivere, ogni bambino/a di vedersi riconosciuto e godere dei pieni diritti“.
Negli ultimi due mesi diversi sindaci hanno finalmente iniziato a registrare i figli delle famiglie arcobaleno. Se il Sindaco di Roma Gualtieri non si è mai fermato, anticipando la storica sentenza della Corte Costituzionale nata da una battaglia legale portata avanti da Rete Lenford e due mame, Isabella e Glenda, da noi qui intervistate, si sono poi aggiuntei i primi cittadini di Perugia, Sanremo, Teramo, Rimini e Genova.



