Parigi 2024, l’atleta trans e non binary Nikki Hiltz parteciperà alle Olimpiadi

Natə biologicamente donna, Nikki gareggia con le donne. Sarà lə primə atletə dichiaramente non binariə e trans a difendere i colori della bandiera a stelle e strisce ai Giochi Olimpici.

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30enne mezzofondista statunitense, Nikki Hiltz ha scritto un’altra memorabile pagina di sport vincendo i 1500 metri alle prove olimpiche di atletica leggera degli Stati Uniti con un tempo record di 3 minuti e 55,33 secondi. Questo vuol dire che Hiltz sarà alle Olimpiadi di Parigi, che inizieranno il 26 luglio.

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Nel 2021, durante la giornata internazionale della visibilità transgender, Nikki ha fatto coming out, definendosi persona trans e non binaria: “Ciao, sono Nikki e sono transgender. Non mi identifico con il genere che mi è stato assegnato alla nascita: il termine che uso per descriverlo correttamente è non-binariə. E il miglior aggettivo che si può utilizzare per spiegarlo è fluid. Raccontarlo è difficile, ma sarò per sempre convintə che vulnerabilità e percettibilità siano essenziali per stimolare l’inclusione e veri cambiamenti sociali“.

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Nikki Hiltz sarà quindi lə prima (e unica) atleta trans a prendere parte alle Olimpiadi di Parigi. Dopo l’esplosione del ‘caso’ Lia Thomas, il CIO ha lasciato carta bianca alle varie federazioni, che possono così decidere se accettare atlete trans a livello professionistico o meno. Quase tutte, compresa World Athletics, hanno negato il proprio consenso. Natə biologicamente donna, Nikki gareggia con le donne. “A volte mi sento un po’ fuori luogo“, ha recentemente confessato. “Anche se le colleghe hanno sempre atteggiamenti amichevoli, può risultare imbarazzante essere l’unicə che, riferendosi a se stessə, usa il terzo pronome personale plurale”.

Hiltz non è presente nella lista delle atlete dsd, ovvero quelle donne che presentano “disordini dello sviluppo sessuale”, bandite dal Consiglio della federazione internazionale di atletica leggera (World Athletics, per l’appunto) dal 31 marzo 2023. Ecco perché sarà a Parigi, a differenza della collega sudafricana Caster Semenya (supera il limite di 5 nanomoli di testosterone per litro di sangue)  e proprio di Lia Thomas, che alla Corte internazionale di arbitrato per lo sport ha definitivamente perso la battaglia legale intrapresa contro World Aquatics, che due anni fa ha bandito le atlete trans dalle competizioni ufficiali perché a suo dire avrebbero dei vantaggi fisici significativi rispetto alle atlete cisgender.

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Solo pochi mesi fa Nikki Hiltz ha vinto la medaglia d’argento nei 1500 metri piani ai campionati mondiali indoor di Glasgow.  Ora parteciperà alla sua prima Olimpiade: “Ieri pomeriggio a Eugene, Oregon, un mio sogno d’infanzia si è avverato“, ha scritto sui social. “Non sono sicurə quando tutto questo verrà completamente compreso… Tutto quello che so è che oggi mi sono svegliatə così gratə per la mia gente, sopraffattə da tutto l’amore, dal sostegno, pienə di gioia di poter gareggiare con persone che amo profondamente e rispetto“.

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