Peter Tatchell
Peter Tatchell è un attivista per i diritti umani, in particolare quelli della comunità LGBTIQ+, nato a Melbourne in Australia il 25 gennaio 1952. Notoriamente impegnato nel Gay Liberation Front, Peter Tatchell ha guadagnato riconoscimento internazionale per i suoi tentativi di arrestare il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe nel 1999 e nel 2001. Queste azioni sono parte della sua lunga carriera nel difendere i diritti LGBTIQ+ e i diritti umani in generale.

Biografia e carriera 

Peter Tatchell è cresciuto in un contesto familiare di classe operaia; suo padre era tornitore e sua madre lavorava in una fabbrica di biscotti. La sua infanzia è stata segnata dal divorzio dei suoi genitori quando aveva solo quattro anni. La situazione economica difficile della famiglia lo ha costretto a lasciare la scuola all’età di 16 anni per lavorare come decoratore di vetrine nei grandi magazzini, un lavoro che più tardi Tatchell avrebbe descritto come influente nello sviluppo della sua capacità di attirare l’attenzione del pubblico attraverso display visivi audaci e teatrali. Premi su “leggi tutto” per proseguire nella lettura

Attivismo in Australia

Il suo attivismo inizia giovanissimo. Già nel 1967, durante il suo periodo scolastico al Mount Waverley Secondary College, Peter Tatchell si impegna in campagne a favore dei diritti degli aborigeni australiani e contro la pena di morte, mostrando una precoce propensione per la giustizia sociale. La sua opposizione alla guerra del Vietnam e il suo supporto ai diritti civili lo portano spesso in contrasto con le autorità e l’opinione pubblica conservatrice.

Trasferimento a Londra e il GLF

Per evitare la leva obbligatoria e il possibile arruolamento nella guerra del Vietnam, Peter Tatchell si trasferisce a Londra nel 1971. Qui si unisce al nascente movimento Gay Liberation Front (GLF), partecipando attivamente ai primi Pride e organizzando sit-in contro i pub che rifiutavano di servire persone omosessuali. Il suo impegno nel GLF è stato cruciale nel formare la sua visione di un attivismo radicale che abbraccia cause oltre i diritti LGBTIQ+, incluse quelle contro il razzismo, il sessismo e il capitalismo.

Carriera politica e OutRage!

La sua carriera politica decolla quando si candida come membro del Parlamento per il Partito Laburista nel collegio di Bermondsey nel 1983, ma fu denunciato dal leader del suo partito Michael Foot per aver supportato azioni contro il governo di Margaret Thatcher.

Nel 1990, Tatchell fonda OutRage!, un gruppo di azione diretta nota per le sue azioni dirette radicali. Fondata nel 1990, l’organizzazione ha funzionato per 21 anni fino al 2011. OutRage! si è impegnata in numerose campagne contro personaggi pubblici ipocriti e per la visibilità e il rispetto delle persone LGBTIQ+.

Campagne internazionali e recenti impegni

Nel 1999 Peter Tatchell ha cercato di arrestare Robert Mugabe per crimini contro l’umanità e negli anni successivi ha partecipato a numerose campagne contro la persecuzione delle minoranze sessuali in paesi come Russia e Iran.

Ha lavorato anche sulla campagna “Stop Murder Music” contro i testi delle canzoni che istigano alla violenza nei confronti delle persone LGBTIQ+. Inoltre, si è spesso concentrato su questioni internazionali, come i diritti umani in Zimbabwe e la lotta contro le leggi anti-LGBTIQ+ in tutto il mondo.

Peter Tatchell contribuisce regolarmente alla rubrica online “Comment is Free” sul quotidiano ‘The Guardian’. Inoltre, dal 2009 ricopre il ruolo di ambasciatore per Make Justice Work, un’organizzazione dedicata alla riforma del sistema penale.

Riconoscimenti e critica

Nonostante abbia subito gravi conseguenze fisiche — come danni cerebrali a seguito degli attacchi da parte delle guardie del corpo del presidente Mugabe durante un tentativo di arresto e da aggressioni di neo-nazisti a Mosca — che lo hanno portato a rinunciare alla sua candidatura con il Partito Verde di Inghilterra e Galles nel dicembre 2009, Peter Tatchell è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale per il suo attivo impegno nella difesa dei diritti umani. Ha ricevuto numerosi premi e ha tenuto conferenze in diverse parti del mondo.

La sua vita personale è stata sacrificata per la sua passione attivista, vivendo in condizioni di alta sicurezza e continuando a ricevere minacce di morte.

Vita personale di Peter Tatchell

La vita personale di Tatchell è stata profondamente intrecciata con il suo attivismo. La sua abitazione a Londra, descritta come una “fortezza“, riflette le minacce costanti alla sua sicurezza dovute alla sua visibilità e al suo impegno contro figure potenti e gruppi oppressivi. Ha espresso in più occasioni il peso di questa esistenza:

Io vivo ogni giorno con la minaccia di attacchi e violenze. Ho dormito con un estintore e una corda accanto al mio letto nel caso in cui avessi bisogno di fuggire rapidamente attraverso la finestra” ha detto Peter Tatchell, evidenziando la tensione costante che caratterizza la sua vita quotidiana.

Nonostante le difficoltà, Peter Tatchell non ha mai vacillato nel suo impegno. “Nonostante le minacce, gli attacchi e la paura, non ho mai pensato di smettere. Questo è il lavoro che amo, difendere i diritti umani e combattere per l’uguaglianza,” ha dichiarato.

L’intensa dedizione di Tatchell all’attivismo ha avuto un impatto significativo sulla sua vita personale, lasciandogli poco tempo per relazioni o una vita sociale convenzionale. “La mia vita personale ha sicuramente sofferto. Ho poco tempo per amicizie o relazioni. La mia priorità è sempre stata la lotta per i diritti umani“, ha ammesso Tatchell. Questa scelta di vita ha portato a sacrifici personali, ma ha anche dimostrato il suo incondizionato impegno verso la causa dell’uguaglianza e della giustizia.

“Hating Peter Tatchell”: il doc Netflix sulla vita dell’attivista

Il documentario “Hating Peter Tatchell” è disponibile su Netflix e offre uno sguardo approfondito sui 54 anni di attivismo per i diritti LGBTIQ+ e altri diritti umani di Peter Tatchell. Il film è stato prodotto da Wildbear Entertainment in Australia e vanta tra i suoi produttori esecutivi nomi noti come Elton John e David Furnish.

“Hating Peter Tatchell” esplora la vita e le molteplici campagne di Tatchell, un personaggio spesso controverso le cui proteste hanno scosso l’establishment, rivoluzionato atteggiamenti e leggi sulla omosessualità e messo in luce tiranni e ingiustizie in tutto il mondo. Il documentario include interviste con celebrità come l’attore Ian McKellen, l’ex arcivescovo di Canterbury George Carey, l’attore Stephen Fry, e altri.

Il film segue Peter Tatchell anche durante la sua partecipazione alla protesta alla Coppa del Mondo FIFA a Mosca nel 2018, dove ha cercato di attirare l’attenzione sulla persecuzione delle persone LGBTIQ+ in Russia e Cecenia, evento che lo ha visto arrestato vicino alla Piazza Rossa e al Cremlino.

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