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Persone portatrici di omobitransfobia nel 2022 in Italia

Abbiamo provato a stilare una classifica delle persone che più di tutte si sono rese "portatrici" di omobitransfobia in questo 2022, con la consapevolezza che tante, troppe altre sono rimaste fuori per limiti di spazio.

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Persone portatrici di omobitransfobia nel 2022 in Italia
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Elena Donazzan

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Assessore Regionale istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità del Veneto e responsabile nazionale lavoro e crisi aziendali di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan non ha fatto un passo indietro dinanzi al suicidio di Cloe Bianco, professoressa da lei attaccata nel 2015 solo e soltanto perché transgender.

“Il movimento LGBT sta usando, e questa è una cosa abbastanza sconvolgente per me, sta usando la morte tragica di una persona, per farne una polemica politica”, ha tuonato a Radio24, continuando a chiamare Cloe al maschile. “Io credo che oggi chi ha lasciato solo il professor Bianco sia proprio il movimento LGBT, perché a sette anni di distanza cercare visibilità attribuendo una responsabilità senza farsi la domanda se forse tutto quel loro clamore, tutto quel loro aver sempre usato in vita quando il professor Blanco fece coming out su qualcosa di diverso, perché dire che si è omosessuali è un’affermazione, presentarsi in classe – perché questo accadde – con una parrucca bionda, un seno finto, una minigonna e i tacchi è un’altra cosa. Venne usato allora come bandiera di grande coraggio e oggi viene usato per fare una polemica tutta politica perché io sono di Fratelli d’Italia”. “Che quella persona fosse un uomo, bene, e decidesse di sentire la propria sessualità in modo suo, diverso, particolare, omosessuale, transessuale bene, non è la scuola il luogo della ostentazione, perché di questo si trattò. Vede ci sono molti insegnanti gay che conosco che si confrontano con me che di certo non usano la scuola per farne una vetrina, che rispettano il luogo della scuola. In queste ore io sono tornata su alcune vicende che hanno aperto un dibattito nazionale dappertutto, non solo in Veneto, i ragazzi sono richiamati a un abbigliamento più consono al luogo istituzionale. Questo vale per i ragazzi e non può valere per il docente, che tipo di messaggio diamo?”.

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Lo scorso ottobre, invece, Donazzan ha definito la carriera alias in un liceo di Treviso come “una cosa fuori dal mondo”. “La carriera alias è un errore ideologico. Una forzatura. I ragazzi nella fase adolescenziale sono pieni di dubbi. La forza di un educatore e di un modello educativo è quella di accompagnarli fuori da questi dubbi. Non di favorirli. E oltre ad accompagnare nella crescita, la scuola deve accompagnare anche nel rispetto delle regole”. “Quando vado a scuola sono Elena Donazzan e ho 50 anni. Non posso dire di chiamarmi Mario Conte e di averne 18. Non è possibile. Se espressa fino in fondo, questa posizione molto ideologica porta solo a uno scontro senza senso, anche di tipo istituzionale“.

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