Alla fine la maschera è caduta, nel corso di un lungo intervento video pubblicato su Facebook in cui ha seminato le solite menzogne sul DDL Zan. Simone Pillon, senatore leghista, ha esplicitamente scoperto le carte della Lega in commissione giustizia al Senato, con il collega Andrea Ostellari presidente che ieri ha ancora una volta rinviato l’eventuale calendarizzazione del DDL, chiedendo inutilmente l’opinione dei capigruppo di maggioranza in Senato.
Pillon, dopo aver per l’ennesima volta gratuitamente tirato in ballo la gestazione per altri, già vietata per legge in Italia e che nulla c’entra con il DDL Zan, ha infatti sentenziato: “Noi non accettiamo che questo DDL sia neppure calendarizzato. Quelli di sinistra se lo mettano nel programma politico, vadano dagli italiani a chiedere i voti su questa roba qua alle elezioni. Se la maggioranza degli italiani gli darà ragione e dirà che loro tutti vogliono il DDL Zan vorrà dire che passerà in Parlamento. Ma fino ad allora quella legge non può essere discussa. Noi ci metteremo di traverso tutte le volte che potremo”.
Peccato che Andrea Ostellari, ancor prima che senatore leghista, sia presidente di commissione, e in quanto tale dovrebbe essere super partes. E dinanzi ad una maggioranza parlamentare che chiede a gran voce la calendarizzazione della discussione di un DDL già approvato a larga maggioranza alla Camera, quel ddl DEVE essere discusso. Questo dice il regolamento del Senato e questo dovrà ricordare ai Pillon di turno la presidente Casellati, chiamata in causa da tutte le altre forze politiche della maggioranza ad intervenire nel più breve tempo possibile, affinché finisca questa indecenza leghista che va ben oltre il consentito ostruzionismo.
