Malta, scagionato il prete che aveva definito l’omosessualità “peggio di una possessione demoniaca”

Il tribunale, presieduto dal magistrato Ian Farrugia, non avrebbe trovato alcun intento dannoso.

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Il paese più tollerante d’Europa ha preso uno scivolone epocale. Un prete maltese è infatti stato scagionato dall’accusa d’incitamento all’odio dopo aver insinuato in un post su Facebook che essere gay è peggio di una possessione demoniaca.

Padre David Muscat, 51 anni, è stato accusato d’incitamento all’odio a gennaio dopo aver pubblicato un post in reazione a un fatto di cronaca che aveva sconvolto la popolazione maltese, ovvero l’omicidio della studentessa polacca ventinovenne Paulina Dembska.

In un post su Facebook, Muscat aveva preso in causa il presunto assassino di Dembska, sostenendo che essere gay o bisessuale sia sinonimo “schizofrenia e malizia”, ​​e far parte della comunità LGBTQIA+ è “anche peggio che essere posseduti”.

Abner Aquilina, sospettato numero e reo confesso, avrebbe detto alla polizia di non essere stato in grado d’intendere e di volere durante l’omicidio perché “posseduto dal demonio”, dichiarazione indegnamente strumentalizzata da Muscat.

Secondo il prete, infatti, Aquilina avrebbe avuto tendenze omosessuali.In una foto, l’assassino indossa abiti sgargianti, e sembra appena tornato da un gay Pride: ancor peggio di una possessione demoniaca”.

Poco dopo la pubblicazione del post, l’arcivescovo Charles Scicluna aveva redarguito privatamente Muscat e si era scusato a nome della Chiesa Cattolica Romana per le dichiarazioni del suo sottoposto.

In una dichiarazione sul sito web dell’arcidiocesi di Malta, a Muscat era stato ordinato di “smettere di pubblicare commenti offensivi in forum pubblici, pena l’estromissione dalla diocesi e la sospensione del suo ruolo e delle sue funzioni”.

L’arcivescovo ha anche ricordato a padre David Muscat che, secondo l’insegnamento cattolico, i membri del clero sono tenuti a mostrare rispetto, compassione e sensibilità verso le persone di ogni ceto sociale.

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Scicluna ha aggiunto: “Voglio scusarmi a nome della chiesa con tutti coloro che sono stati feriti da queste dure parole e con le loro madri e padri che si sentono traditi anche dalla chiesa che amano“.

I post Facebook di Muscat sono stati cancellati, ma niente sparisce davvero sul web, anche perché Muscat ha continuato a dar voce alle sue opinioni anche lo scorso luglio.

Quando a gennaio ho scritto un commento in difesa di questo giovane, che un tempo era stato sia un chierichetto, sia un appassionato membro della banda della parrocchia, sono stato praticamente crocifisso – aveva scritto – apparentemente, puntare il dito verso il vero colpevole, le devianze, oggi è vietato. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del vuoto morale di questi tempi”.

Secondo il Malta Independent, Muscat è stato prosciolto dalle accuse d’incitamento all’odio. Il tribunale, presieduto dal magistrato Ian Farrugia, non avrebbe trovato alcun intento dannoso nei suoi post.

© Riproduzione riservata.

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