Siamo in provincia di Asti, in Piemonte, e precisamente a Moncalvo. Qui si trova un hotel con piscina. E a divertirsi, l’altro giorno, c’era un uomo con la compagna. Quest’uomo, irrispettoso di tutto e tutti (e omofobo, scopriremo più avanti), continuava ad appoggiare il bicchiere a bordo piscina, a tuffarsi, a urlare, nonostante tutte queste cose fossero vietate dal regolamento.
La bagnina non sa più cosa fare, i suoi richiami non sono serviti a nulla e davanti alla prepotenza e alle prese in giro dell’uomo, si è messa a piangere. A quel punto arriva anche la direzione, che lo invita ad andarsene dalla piscina. Ma a intervenire è anche Angelo Mazzone, social media manager di Milano Segreta, chiedendogli di smetterla.
E l’omofobo se le prese dal finocchio
E qui, lo sbruffone irrispettoso si dimostra anche omofobo. Di tutta risposta, dice “non mi va che un fin*cchio venga a dirmi quello che posso fare“, rivolto alla direttrice dell’hotel. A questa frase, Angelo gli chiede di uscire dalla piscina e di dirglielo in faccia, l’omofobo codardo glielo ripete, ma senza uscire dall’acqua. La frase l’ha sentita anche il compagno di Angelo, Luca, che decide di farla finita. Entra in piscina e inizia a picchiare l’uomo, che si prende tre pugni piagnucolando un “che fai mi meni?”.
Insomma, l’omofobo viene cacciato dalla struttura, dopo che in tre hanno fermato il ragazzo che gliele stava di santa ragione.


luigi19, se ogni giorno qualcuno insulta la tua dignità e addirittura alcuni rappresentanti dello Stato alimentano l'odio contro il tuo essere, alla fine non trovi altro modo che reagire in egual misura per mettere fine alle continue minacce e al bullismo che subisci. La violenza è sbagliata, ma difendersi diventa un diritto sacrosanto quando l'ignavia e la connivenza delle istituzioni alimentano la rovina morale del Paese.