Il passaggio dei Rainbow Awards 2026 al Teatro Brancaccio, oltre a rappresentare un cambio di sede, rappresenta un salto simbolico e politico che segna una nuova fase per la manifestazione. La quarta edizione dei Rainbow Awards, in programma il 2 febbraio 2026, approda infatti in uno dei luoghi più riconoscibili della scena teatrale romana, sancendo la maturità di un progetto nato dal basso e cresciuto fino a diventare un punto di riferimento nel racconto pubblico delle battaglie per i diritti LGBTQIA+ in Italia.
Il claim scelto per il 2026, We Make History, rivendica con forza l’ingresso di queste storie nella trama viva del presente. Un messaggio che dialoga con l’attualità, con le conquiste ottenute e con le battaglie ancora aperte, in un contesto sociale e politico che rende sempre più urgente mantenere alta l’attenzione sui diritti e sulla rappresentazione delle persone LGBTQIA+. Alla vigilia dell’evento, Adriano Bartolucci Proietti, patron dei Rainbow Awards e Dimitri Cocciuti, direttore artistico dell’edizione 2026, hanno dialogato con Gay.it, media partner ufficiale.
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In questo articolo
- 1 I Rainbow Awards 2026 al Teatro Brancaccio: parla Adriano Bartolucci Proietti
- 2 Una storia che nasce dal basso e cresce con la comunità
- 3 Dimitri Cocciuti alla direzione artistica: linguaggi pop e responsabilità civile
- 4 I preparativi per l’edizione 2026: “Uno show all’altezza del Teatro Brancaccio”
- 5 I premi: televisione, musica, cinema e social
- 6 La giuria
- 7 Ospiti e sorprese: “Rimarrete senza parole”
- 8 We Make History: dieci anni di unioni civili e un presente complesso
- 9 Gay.it media partner e un premio speciale
- 10 Appuntamento al 2 febbraio
I Rainbow Awards 2026 al Teatro Brancaccio: parla Adriano Bartolucci Proietti

A sottolineare il valore di questo passaggio è Adriano Bartolucci Proietti, presidente di GAYCS LGBT+ e fondatore dei Rainbow Awards. Per Bartolucci Proietti, l’arrivo al Teatro Brancaccio rappresenta il compimento di un percorso chiaro: portare i diritti LGBTQIA+ in uno spazio centrale della vita culturale della Capitale, rendendoli sempre più visibili, trasversali e riconosciuti anche dalle istituzioni.
“La funzione dei Rainbow Awards è quella di dare voce a coloro che si sono distinti per attività, iniziative, parole e fatti concreti a favore della rivendicazione dei diritti delle persone LGBTQIA+ in Italia”, spiega. “Noi vogliamo sottolineare quello che c’è di buono, le buone pratiche, quello che la comunità – ma non solo la nostra comunità – tutta la comunità italiana fa a favore dell’uguaglianza”.
Un obiettivo concreto che trova conferma nel patrocinio di Roma Capitale e nella co-produzione dell’evento con il teatro stesso. “Solo facendo, solo mettendoci in discussione e assumendoci le nostre responsabilità possiamo raggiungere il vero obiettivo: l’uguaglianza”, aggiunge Bartolucci Proietti, ribadendo la funzione politica e civile dei Rainbow Awards.
Una storia che nasce dal basso e cresce con la comunità
I Rainbow Awards nascono nel 2022 per celebrare i primi dieci anni di vita di GAYCS, associazione fondata e presieduta da Bartolucci Proietti dal 2012. Inizialmente pensati come un momento di incontro e celebrazione legato alla storia dell’associazione, i premi hanno progressivamente assunto un’identità più ampia e profonda, diventando uno spazio di riconoscimento condiviso per l’intera comunità LGBTQIA+.
“Ci siamo resi conto che i Rainbow Awards avevano assunto una dimensione ancora più vicina alla comunità”, racconta il fondatore. “È per questo che abbiamo deciso di proseguire negli anni successivi, facendo crescere l’evento e il suo significato”.
Dimitri Cocciuti alla direzione artistica: linguaggi pop e responsabilità civile

Alla direzione artistica dell’edizione 2026 troviamo Dimitri Cocciuti, autore televisivo e già showrunner di Drag Race Italia, chiamato a guidare i Rainbow Awards in una fase di espansione del linguaggio e del pubblico. Un nome che porta con sé uno sguardo capace di tenere insieme cultura pop, costruzione narrativa e responsabilità civile.
“I Rainbow Awards non sono solo un premio, ma rappresentano prima di tutto uno strumento fondamentale per tenere alta l’attenzione sulla comunità LGBTQIA+ italiana”, sottolinea Cocciuti. Una dichiarazione che chiarisce subito la direzione di questa edizione: uno show capace di intrattenere, ma soprattutto di lasciare un segno.
I preparativi per l’edizione 2026: “Uno show all’altezza del Teatro Brancaccio”
L’approdo in una location così prestigiosa comporta anche una grande responsabilità organizzativa e artistica. “I preparativi stanno procedendo con grande entusiasmo e con un grande senso di responsabilità”, racconta Cocciuti. “Siamo in una location nuova, molto importante, e vogliamo farci trovare prontissimi per questo upgrade, con uno show che vi posso garantire sarà assolutamente all’altezza”.
Un’attenzione che si riflette anche nella struttura della serata e nella scelta dei contenuti, pensati per dialogare con un pubblico sempre più ampio e trasversale.
Senza anticipare i vincitori, Cocciuti fornisce qualche indicazione sulle categorie che verranno premiate: “I premi abbracciano tante realtà: la televisione, la musica, il cinema, le fiction, il mondo della cultura e uno sguardo molto attento anche ai social”. Un panorama ampio, che riflette la pluralità dei linguaggi attraverso cui oggi passa la rappresentazione e la visibilità LGBTQIA+.
Tutte le categorie e i riconoscimenti verranno svelati nel corso della serata del 2 febbraio, confermando i Rainbow Awards come uno spazio di racconto collettivo delle buone pratiche e delle storie che hanno inciso sul presente.
La giuria
A valutare candidature e premi della quarta edizione dei Rainbow Awards sarà una giuria eterogenea, composta da figure provenienti dal mondo della cultura, dell’attivismo, dei media e della comunicazione. Ne fanno parte la regista e attrice Michela Andreozzi, Rosario Coco, presidente di Gaynet, lo sceneggiatore e regista Furio Andreotti, la stand up comedian Simonetta Musitano, il social media expert Riccardo Pirrone, il booktoker Andrea Amadio, Marilena Grassadonia, coordinatrice delle politiche per i Diritti LGBT+ di Roma Capitale, lo sceneggiatore e scrittore Luca De Santis, Mattia Di Tommaso, presidente di Idea Europa, e Federico Boni, giornalista di Gay.it.
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Ospiti e sorprese: “Rimarrete senza parole”
Sui nomi degli ospiti, Cocciuti mantiene il riserbo, ma promette grandi sorprese: “Devo ancora tenere la bocca cucita, ma solo per qualche giorno. Fra pochissimo, proprio su Gay.it, scoprirete i nomi che faranno parte del cast del Rainbow Awards 2026. Sono pazzeschi”.
Un’attesa che contribuisce a costruire l’aspettativa attorno a un evento che punta a coniugare spettacolo e impegno.
We Make History: dieci anni di unioni civili e un presente complesso
Il claim We Make History racchiude il senso più profondo dell’edizione 2026. “Sono passati dieci anni dalle unioni civili”, ricorda Cocciuti, “e viviamo un momento storico, sociale e culturale complesso. È fondamentale ricordarci che tutte le battaglie fatte nel corso degli ultimi decenni hanno portato a risultati importanti. Non dobbiamo dimenticare che siamo prima di tutto noi a fare la storia, soprattutto adesso”.
Un messaggio che dialoga con la memoria, ma guarda al futuro, ribadendo il ruolo attivo della comunità LGBTQIA+ nella costruzione del cambiamento.
Gay.it media partner e un premio speciale
Cocciuti non manca di ringraziare Gay.it per il ruolo di media partner ufficiale: “Per noi è un onore avervi al nostro fianco”. E anticipa una novità che riguarda direttamente il nostro giornale: ci sarà anche un Gay.it Award, che sarà svelato nei prossimi giorni sulle piattaforme digitali del nostro giornale.
Un riconoscimento che rafforza ulteriormente il legame tra i Rainbow Awards e il racconto quotidiano delle tematiche LGBTQIA+.
Appuntamento al 2 febbraio
L’appuntamento è fissato: 2 febbraio 2026, ore 18:30, al Teatro Brancaccio di Roma. Una serata che si annuncia come un momento di celebrazione, ma anche di riflessione collettiva, in cui spettacolo e diritti tornano a incontrarsi in uno dei luoghi simbolo della cultura romana. I Rainbow Awards continuano così a crescere, portando le storie LGBTQIA+ sempre più al centro della scena.
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