Perfino l’algoritmo sembra provare imbarazzo. Certi articoli pubblicati dai gruppi ultracattolici reazionari riemergono in rete come funghi dopo la pioggia: gonfi di indignazione prefabbricata, intossicati da visioni apocalittiche che farebbero venire l’orticaria persino a Papa Leone XIV. Testi che parlano di complotti arcobaleno, di lobby invisibili e di un servizio pubblico britannico piegato al più improbabile dei totalitarismi morali. Ma un fact-checking documentato oggi è possibile in poche decine di minuti grazie alla rete. Per riportare i fatti nel loro perimetro e accompagnare la retorica di odio anti-LGBT dove merita di restare: fuori dal dibattito.
Da alcune settimane circola, in ambienti anti-vita, anti-aborto, anti-LGBTI e anti-gender, la tesi secondo cui la BBC sarebbe al centro di uno “scandalo arcobaleno” tale da aver costretto i vertici aziendali alle dimissioni. Le accuse parlano di censure interne, pressioni ideologiche e un presunto intervento dell’Ofcom, l’autorità indipendente che regola il settore delle comunicazioni nel Regno Unito (come la nostra AGICOM). Il fact-checking mostra però un quadro sensibilmente diverso.

Tim Davie, direttore generale della BBC, e Deborah Turness, CEO di BBC News, si sono effettivamente dimessi, ma non per questioni legate ai temi LGBT. Le loro dimissioni sono state motivate dallo scandalo editoriale legato al video manipolato su Donald Trump, non da presunte pressioni o “propaganda arcobaleno”. Nessuna fonte autorevole, da Reuters al Guardian, collega il cambio ai vertici a un “terremoto LGBT” come scritto dai cecchini armati di tastiera delle fronde fascio-catto-reazionarie.
Nessuna indagine speciale di Ofcom
L’authority effettua, com’è prassi, verifiche periodiche su tutti i broadcaster. Non esistono procedimenti specifici per “imparzialità pro-LGBT”, mentre al contrario Ofcom ha sanzionato negli ultimi anni reti conservatrici come GB News per violazioni in materia di accuratezza.
Le notizie non sono state censurate. BBC Pride, tirata in ballo come presunta arma gender, è un gruppo interno per il personale LGBTQIA+, privo di ruolo editoriale e con finalità rivolte al personale. Le redazioni seguono le linee guida del BBC Editorial Policy. Il fatto che in RAI non esista un gruppo LGBTI non significa che il resto del mondo debba restare al buio delle caverne di Saxa Rubra.
Full Fact e Reuters hanno smentito più volte la narrazione sulle “pressioni interne”. La BBC, anzi, ha prodotto inchieste critiche sulla clinica Tavistock, sul Cass Review e sui casi di detransizione, mostrando una copertura ben più sfaccettata di quanto sostenuto.
Copertura equilibrata su sport e cronaca
La BBC ha dedicato articoli sia all* atlet* trans* sia alle atlete penalizzate, seguendo gli aggiornamenti dei regolamenti internazionali. Ha inoltre trattato ampiamente il caso a più alta risonanza, quello di Isla Bryson in Scozia, insieme al dibattito politico sulla detenzione di persone trans.
Pride e programmi giovanili non costituiscono “propaganda”, come alcuni articoli dei circoli anti-vita e anti-gender vorrebbero far credere. I circa cento articoli pubblicati da BBC sul Pride nel 2024 riflettono la dimensione culturale dell’evento, non un indirizzo ideologico. Le apparizioni di drag performer in programmi per ragazzi sono state episodiche e sempre contestualizzate, con ampio spazio anche alle critiche.
Nessuna omissione sui WPATH Files
BBC Verify ha pubblicato analisi e verifiche sui contenuti trapelati, mentre il dibattito internazionale continua a essere coperto anche in chiave critica. Il calo degli abbonati, che la manipolazione degli anti-aborto e anti-vita ha addossato al presunto eccesso pro-LGBT della BBC, ha in verità altre cause. I dati del National Audit Office collegano la diminuzione non alle politiche LGBT ma alla fine del canone gratuito per gli over 75, introdotta dal governo Johnson.
La critica ai media è legittima e il confronto è utile. Ma le lobby religiose agiscono sulla disinformazione delle masse per esasperare lo spettro di apocalissi gender che nessuno ha mai paventato. E la BBC, certamente criticabile per il recente incidente legato al video su Trump, non ha mai condotto una campagna pro-LGBTIAQ+. E recentemente BBC ha dato ampio spazio alle posizioni anti-trans del governo britannico, senza esprimere giudizi di merito.
