Omicidio Renee Good, la famiglia sarà rappresentata dagli stessi avvocati della famiglia di George Floyd

Via ad un'indagine civile con denunce contro l'ICE e il governo federale. Il poliziotto assassino di Floyd venne condannato a 22 anni di carcere, con la sua famiglia risarcita con 27 milioni di dollari.

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Se dalla Casa Bianca continuano a diffamare Renee Good, etichettandola come ‘pazza estremista di sinistra’, la sua famiglia ha deciso di affidarsi ai legali di George Floyd, per contrastare le menzogne presidenziali e condurre a processo l’agente ICE che ha ucciso a sangue freddo la 37enne poetessa queer.

L’avvocato italo-americano che lotterà per Renee Good

Lo studio legale Romanucci & Blandin, con sede a Chicago, è stato ufficialmente incaricato dalla moglie di Renee, dai suoi genitori e dai quattro fratelli, in modo tale da contrastare le continue pressioni sull’indagine federale da parte del Dipartimento di Giustizia che hanno costretto alle dimissioni sei procuratori e ad un’azione investigativa nei confronti della compagna della vittima, Becca Good, e non sul comportamento dell’agente ICE che l’ha uccisa la settimana scorsa a Minneapolis. Lo studio ha dichiarato al Washington Post che “la comunità non riceve trasparenza su questo caso, quindi il nostro team la fornirà al Paese”.

Le persone a Minneapolis e in tutti gli Stati Uniti d’America hanno davvero a cuore quello che è successo a Renée Good e sono impegnate a capire come sia potuta essere uccisa per strada dopo aver lasciato suo figlio a scuola“, ha precisato Antonio M. Romanucci, avvocato per i diritti civili di origini ascolane e tra i soci fondatori dello studio. “Vogliono sapere cosa si sarebbe potuto e dovuto fare per permettere a Renée di vivere e di andare a prendere suo figlio a scuola sano e salvo quel pomeriggio. Il nostro team fornirà aggiornamenti tempestivi e trasparenti su ciò che scopriremo“, ha aggiunto Antonio, figlio di Dino Romanucci, che lasciò l’Italia per dare vita ai suoi progetti imprenditoriali negli USA.

Il precedente George Floyd

George Floyd è stato assassinato dalla polizia il 25 maggio del 2020 a Minneapolis, scatenando proteste in tutto il Paese e una rinnovata attenzione verso la brutalità delle forze dell’ordine contro la comunità nera.  Aveva 46 anni. Il filmato dell’arresto di Floyd, in cui l’agente di polizia Derek Chauvin lo tiene immobilizzato premendogli per nove minuti il ginocchio sul collo, facendolo morire soffocato, ebbe risonanza mondiale ridando forza al movimento Black Lives Matter. L’assassino di Floyd, l’agente Derek Chauvin, è stato condannato a 22 anni e mezzo di carcere. La famiglia di Floyd ha poi intentato una causa contro la città e i quattro agenti che quel 25 maggio del 2020 arrestarono George in seguito alla chiamata di un negoziante correlata ad un’overdose di Fentanyl, ottenendo un risarcimento di 27 milioni di dollari.

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Giustizia per Renee Good

6 anni dopo Floyd a morire per mano di un agente è stata Renee Good, donna queer, bianca, moglie e madre. Good è stata uccisa il 7 gennaio 2026 in quelle che la Segretaria del Dipartimento della Sicurezza Interna Kristi Noem ha definito “operazioni mirate”, nei pressi di East 34th Street e Portland Avenue, a Minneapolis.

L’assassinio di Good è avvenuto dopo che il DHS ha dispiegato circa 2.000 agenti federali in tutto lo Stato. In una ricostruzione da più parti contestata Noem ha affermato che “i rivoltosi hanno iniziato a bloccare gli agenti dell’ICE“, miliazia trumpiana che nell’ultimo anno si è resa protagonista di inaudite violenze, sostenendo che Good avrebbe “armato” il proprio veicolo tentando di investire gli agenti. Noem ha definito le azioni di Good come “terrorismo interno” e quelle degli agenti come “autodifesa“, se non fosse che video e testimonianze oculari la contraddicono ampiamente. I filmati dimostrano che Good stava provando ad andarsene, a bordo della propria auto, svoltando a destra, quando un agente, identificato come Jonathan Ross, 43 anni con tanto di raccolta fondi a suo favore che ha superato i 740.000 dollari, ha aperto il fuoco e l’ha uccisa, chiamandola persino “fottuta stron*a” dopo aver sparato.

Lo studio legale incaricato dalla famiglia Good sta avviando un’indagine civile sull’omicidio, presentando denunce contro l’ICE, il governo federale e altri responsabili. Gli avvocati si sono inoltre impegnati a “condividere le informazioni apprese durante l’indagine in modo continuativo, in modo che sia i funzionari pubblici che le persone interessate nelle nostre comunità possano vedere e comprendere i fatti man mano che li apprendiamo”. “Siate buoni. Questo è tutto ciò che Renée voleva essere. Buona con la sua compagna, la sua famiglia, i suoi figli e la sua comunità. Voleva vedere un mondo migliore per i suoi figli“, ha continuato Romanucci. “Come cristiana, pregava affinché tutti noi facessimo meglio, fossimo migliori. Onoreremo la sua memoria chiedendo responsabilità e un cambiamento in suo nome“.

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