Roma Pride 2024, intervista a Mario Colamarino: “Siamo la somma di tutte le lotte, la vera opposizione al governo Meloni”

"Ringrazio Annalisa per aver deciso di essere al nostro fianco. Le nostre madrine partecipano gratuitamente, artiste che decidono di scendere in piazza con noi, per un'idea di mondo diversa da quello in cui viviamo, un mondo migliore".

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Roberto Gualtieri, Patty Pravo e Mario Colamarino
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A pochi giorni dal Roma Pride 2024, che prenderà il via alle ore 15 sabato 15 giugno in piazza della Repubblica, abbiamo intervistato Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli nonché portavoce dell’evento.

Roma Pride 2024, intervista a Mario Colamarino: "Siamo la somma di tutte le lotte, la vera opposizione al governo Meloni" - Pride Croisette - Gay.it

30 anni di Roma Pride, cosa dobbiamo aspettarci?

“Quest’anno il Pride celebra i suoi primi trent’anni, dobbiamo molto al coraggio di quelle persone che nel 1994 scesero in strada. Erano gli anni dell’alone viola, dove la nostra comunità era invisibile, guardata con una certa diffidenza in quella Roma dei primi anni ’90. Loro decisero con grande tenacia di scendere in piazza e fu un grande successo, perché diecimila persone marciarono da piazza Santi Apostoli a Campo dei Fiori, con Ricky Tognazzi e Simona Izzo padrino e madrina improvvisati della manifestazione. C’era anche con noi Claudia Roth, all’epoca eurodeputata che per prima presentò in Europa una proposta di legge per il matrimonio egualitario e che oggi è ministra della cultura del governo federale tedesco. Cosa aspettarsi? Sarà un Pride nuovo anche dal punto di vista del percorso, la fine della parata sarà al villaggio della Pride Croisette a Caracalla, ma partiremo sempre alle ore 15 da piazza della Repubblica. Avremo un numero record di carri, che avranno anche particolari significati, visto il periodo storico che stiamo vivendo, un periodo per la comunità LGBT che definirei molto difficile”.

“In queste due settimane che hanno preceduto il Pride di Roma abbiamo visto il voto europeo, dove le destre hanno trionfato, non solo in Italia ma anche in altri Paesi come Francia e Germania. Bisognerà vedere la ricaduta di questo voto sia sulle sorti dell’europarlamento ma anche su quello che succederà in Italia. Nonostante il PD abbia tenuto e fatto bene, questo voto potrebbe aver rafforzato Giorgia Meloni e questa sua visione di società al contrario, citando Vannacci che è stato uno dei più votati. Sinceramente, un Paese che dà mezzo milione di preferenze al generalissimo mi fa veramente paura. Fa paura il clima che si respira, che ormai da anni, da quando c’è il governo Meloni, è andato ad esasperare questa situazione terribile, soprattutto per alcuni di noi, per la comunità, per le famiglie arcobaleno, per le persone transgender. Sembra che questo governo voglia rendere sempre più difficile la vita alla comunità LGBT. Momenti come il Pride di Roma, che rappresenta un po’ la somma di tutte le lotte, di tutti i corpi che decidono di scendere in piazza, di stare insieme, di combattere per un modello di società alternativo a quello che le destre ci propongono. Credo che nel Pride si riconoscano tante lotte e tante persone, ancora oggi è un valore fondamentale perché c’è bisogno di Pride, c’è bisogno di fare questo esercizio di resistenza collettiva in un momento in cui veniamo oppressi, veniamo marginalizzati, veniamo silenziati. Saremo tanti in piazza il quindici giugno”. “Il 2024 è stato un anno complicato, perché tutto quello che sta succedendo nel mondo, con le sue guerre, si riversa anche nella comunità LGBTQIA+. Vorrei però fosse chiaro che tutte le persone LGBTQIA+ devono poter partecipare al Pride. Nessuno deve avere paura di scendere in piazza e/o sentirsi discriminato”.

Mai come in questi ultimi anni si percepisce una reale sintonia tra le associazioni LGBTQIA+ capitoline e l’amministrazione comunale. C’è mai stato un sindaco tanto concretamente vicino alla Comunità come Roberto Gualtieri?

“Io credo che l’amministrazione Gualtieri stia facendo molto bene, a partire dall’istituzione dell’ufficio per i diritti LGBT guidato da Marilena Grassadonia, fino ad arrivare a progetti, bandi, iniziative della comunità, oltre al fatto che il sindaco è sempre presente, è disponibile nei nostri eventi, al Pride, è molto significativo il fatto che continui anche le trascrizioni di figli con due mamme. Questo impegno, questa sintonia tra l’amministrazione e le associazioni LGBT lo vedo vero, reale. In passato abbiamo avuto sindaci che troppo spesso ci hanno guardato con indifferenza, dicendo che avevano impegni all’estero e non potevo venire al Pride, quando l’estero era la Città del Vaticano. Questo è successo in tempi recenti. Sicuramente con le amministrazioni di sinistra abbiamo lavorato meglio rispetto alle altre, tuttavia ci sono stati anche una serie di casi anomali, vedi quando era sindaco Gianni Alemanno, con cui abbiamo dovuto lavorare assieme, basti pensare a quando Lady Gaga arrivò al Circo Massimo e si mise in moto una grande macchina organizzativa. L’amministrazione Gualtieri ha da subito messo al centro i bisogni delle persone. Quindi anche proprio noi come mondo, come comunità, che troppo spesso ha preso schiaffi. Il fatto che un sindaco venga all’apertura della Pride Croisette, partecipi al Pride, realizzi azioni concrete verso di noi, è davvero importante perché in politica la differenza la fanno le persone. Un ruolo fondamentale lo sta giocando proprio la macchina amministrativa, nel dare una mano a tutte noi nell’organizzare il Pride e tutti i progetti che portiamo avanti”.

Roma Pride 2024, intervista a Mario Colamarino: "Siamo la somma di tutte le lotte, la vera opposizione al governo Meloni" - Marilena Grassadonia Nicola Fratoianni e Mario Colamarino alla Pride Croisette di Roma - Gay.it
Marilena Grassadonia, Nicola Fratoianni e Mario Colamarino alla Pride Croisette di Roma

Dopo il circo del 2023, quest’anno avete deciso di non chiedere il patrocinio alla regione Lazio guidata da Francesco Rocca. Perché?

Diciamo che Rocca ha fatto tutto da solo. Lo scorso dicembre l’ho incontrato per puro caso ad un evento LUISS, dove dovevamo intervenire entrambi. Lui ha parlato prima di me, fatto dei saluti istituzionali e inaspettatamente nel suo discorso mi ha citato cinque volte, indicandomi, dicendo che l’anno scorso non ci eravamo capiti, che a lui dispiaceva quello che era successo perché in realtà era interessato ai diritti LGBTQIA+. Passato qualche mese, da solo senza essere sollecitato, senza che nessuno avesse chiesto nulla, senza neanche aver ancora ancora fatto il nuovo manifesto politico, Rocca ha iniziato a dire che il patrocinio del 2024 ce lo avrebbe dato, dicendosi comunque contrario alla GPA. Poi dopo una settimana, sempre da solo, è tornato sull’argomento dicendo “no, mi dispiace. Non lo avrete perché comunque questa amministrazione è contraria alla GPA”. Ovviamente il tema è politico, perché qualcuno gli avrà fatto notare che c’erano le europee alle porte e che noi tutti saremmo stati di nuovo terreno di scontro politico, con i nostri corpi, le nostre istanze. Con il DDL Varchi prossimo a tornare in parlamento non si poteva fare un passo in avanti verso la comunità, così Rocca, da pavido, ha fatto un altro passo indietro. A quel punto ho fatto una battuta, dicendo che il patrocinio non l’avremmo chiesto ma l’avremmo messo capovolto sulla pagina del Roma Pride. Era una semplice battuta, forse un po’ cattiva, e l’assessora Baldassarre ci ha accusato di vilipendio alla Regione Lazio“.

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Torino si è candidata per ospitare l’EuroPride 2027, con Roma orgogliosamente al suo fianco nel sostenere la candidatura. Possiamo dire che mai come in questo momento il movimento Pride nazionale è più unito che mai?

Ci sono tanti modi nel fare Pride e scendere in piazza, ognuno è legittimo e ognuno merita rispetto. I Pride del 2024 saranno più di cinquanta, sarà un grande onda arcobaleno da sud al nord, una vera opposizione al governo Meloni perché nei Pride c’è di tutto. Noi siamo molto uniti come rete dei Pride, soprattutto gli iscritti alla famiglia EPOA, penso a Roma, Milano, Torino Napoli, Perugia, lavoriamo bene insieme, c’è grande spirito di squadra. Torino è una candidatura molto valida, noi la sosteniamo dal primo giorno, l’abbiamo anche un po’ immaginata insieme, speriamo adesso di riuscire a portare casa il risultato i primi di novembre. Spero poi che poi prima o poi riusciremo anche a riportare qualche grande evento internazionale a Roma, perché questo grande percorso che abbiamo iniziato, di cambiamento, è evidente. Il Roma Pride abbraccia ormai tutta la città. Questa è stata un po’ la nostra idea, anche con il villaggio di Caracalla, di non parlare solo alla comunità ma di farci conoscere, uscire dai nostri spazi, andare a invadere vari luoghi della città. Abbiamo fatto eventi a Capannelle, al parco degli Acquedotti, presidiato anche posti più lontani dal centro storico di Roma“.

Una Pride Croisette che è stata un grande successo, con due settimane di eventi gratuiti, dibattiti, concerti, spettacoli. È possibile immaginare un’edizione futura più ampia, che riesca a coprire l’intera estate?

Sono molto fiero e contento della Pride Croisette, del lavoro che abbiamo fatto in questi ultimi tre anni. Questo è un lavoro di squadra, ognuno mette a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze, il proprio impegno, per regalare a Roma e alla comunità LGBTQIA+ sempre maggiori spazi, confronto di condivisioni, di festa, di lotta. La Croisette vuole essere questo, uno spazio per tutti e tutte al centro di Roma. L’anno scorso siamo capitati lì un po’ per caso, perché ci avevano fregato lo spazio dell’anno prima. Non sapevamo bene dove andare, con l’amministrazione comunale mi sono intestardito e ho chiesto Caracalla, perché centrale, in uno spazio bellissimo. Bisognava crescere e abbiamo avuto ragione nello scommetterci perché quest’anno è stato incredibile. Merito del lavoro del direttore artistico, del direttore tecnico, delle tante persone che dietro le quinte ogni giorno lavorano per quel villaggio. Sono convinto che se noi riuscissimo a fare un progetto che in qualche modo sia più diluito, perché i ritmi della Croisette sono insostenibili nel lungo periodo, potremmo ampliarne la durata. Bisogna capire un po’ come fare“.

locali gay a roma, manifestazioni

Il 1 giugno è andato in scena il Priot Pride, nato da una rete di collettivi queer e transfemministi che hanno portato in strada un Pride radicale e dal basso come replica ad un evento che a loro dire si sarebbe piegato a sponsor e istituzioni. Esiste e/o potrà mai esistere un qualunque tipo dialogo tra il Roma Pride e il coordinamento Priot?

Il Priot è nato lo scorso anno, alcune realtà venivano al Roma Pride e si sono staccate. È una forma di manifestare e di fare Pride legittima, che raccoglie delle istanze e dei modi di scendere in piazza che fanno parte di un pezzo di comunità, che rispetto, che è importante avere perché la comunità è molto ampia e sfaccettata. Così come esiste il Roma Pride anche il Priot deve poter scendere in piazza. Un dialogo già esiste, l’anno scorso il Priot aveva un carro al Roma Pride. Ci conosciamo, c’è rispetto reciproco, sono due forme e due modi di scendere in piazza diverse, legittime, che rappresentano idee diverse di Pride allo stesso modo funzionali, valide, perché ci sono pezzi della comunità che vogliono manifestare e fare Pride in modo diverso. L’importante è che questi due percorsi si rispettino a vicenda, senza andare a fare opposizione nei confronti di qualcuno. Che si faccia Pride nel massimo del rispetto“.

Prima parlavi di un numero record di carri, ma sul fronte rainbow washing il Roma Pride come si sta tutelando?

“Noi da tempo lavoriamo con brand e sponsor che abbracciano pubblicamente la causa LGBT. Abbiamo una carta etica dei valori, cerchiamo di condividere un progetto con sponsorship che siano vicine alla comunità, che abbiano all’interno dei programmi di diversity, di inclusion, che rispettino una serie di canoni che si avvicinino a quelli che sono i nostri standard di partecipazione. C’è un filtro, non si accetta tutto. Poi è chiaro, il tema a volte è anche ideologico. C’è chi proprio non vorrebbe sponsor e partnership all’interno di un Pride. Io la penso diversamente, credo che gli sponsor, le collaborazioni, le madrine, siano molto importanti perché grazie anche a tutto questo possiamo realizzare l’evento Pride Croisette, in cui per due settimane abbiamo ospitato leader politici, intellettuali di primo ordine, abbiamo parlato di antifascismo, di donne, di violenza di genere. Purtroppo senza investimenti economici questi grandi eventi non si potrebbero fare, c’è bisogno degli sponsor, grazie ai quali riusciamo anche a parlare a chi non appartiene alla comunità LGBTQIA+”.

Madrina del Roma Pride 2024, Annalisa. Perché proprio lei e cosa rispondi a chi punta il dito contro la reiterata scelta di volti esageratamente pop?

Annalisa ci è sembrata da subito la scelta più giusta, ci siamo sentiti, lei era entusiasta, è inoltre amatissima dalla comunità e non solo, perché piace a tuttə in questo periodo. Noi abbiamo fatto una scelta, io l’ho definita una tripletta. Prima Elodie, poi Paola e Chiara e oggi Annalisa. Se a qualcuno non piacciono queste cantanti o non piace la musica pop, non è un problema nostro. Sul ruolo della madrina, sono consapevole che ci siano persone che dicono “ma come mai la madrina non è mai interna alla comunità”, ma in realtà in qualsiasi Pride l’argomento madrina ha sempre suscitato chiacchiere. E io mi chiedo, ma se un’artista come Annalisa, con un bacino di pubblico enorme, che piace a tante persone molto diverse, decide di abbracciare una causa come la nostra, farsi ambasciatrice del nostro messaggio sostenendo un Pride così grande, noi tutti non dovremmo essere contenti perché ci aiuterà a veicolare meglio i nostri messaggi? Vedo nel ruolo della madrina un valore aggiunto e ringrazio Annalisa per aver deciso di essere al nostro fianco. Ricordo tra le altre cose che questi artisti vengono gratis,  che decidono di scendere in piazza con noi proprio perché vogliono testimoniare la loro vicinanza e il loro impegno per la comunità LGBT, ma non solo per il Pride bensì per un’idea di mondo diversa da quello in cui viviamo, un mondo migliore“.

Roma Pride 2024, intervista a Mario Colamarino: "Siamo la somma di tutte le lotte, la vera opposizione al governo Meloni" - ANNALISA MADRINA DEL ROMA PRIDE 2024 foto - Gay.it

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