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Torino Pride 2024, i 150.000 volti della lotta intersezionale: ecco com’è andata – GALLERY

Annunciata da Vladimir Luxuria la candidatura di Torino, città dei diritti, per Europride 2027.

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Torino Pride 2024, i 150.000 volti della lotta intersezionale: ecco com'è andata - GALLERY - torino pride 2024 17 - Gay.it
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Non è bastato il cielo baragnuto – per usare un’espressione piemontese – a dissuadere le oltre 150.000 persone che sabato 15 giugno hanno sfilato per le vie di Torino in occasione della diciottesima edizione del Torino Pride.

Un fiume di colori e musica, scandito da ben 18 carri, è partito verso le 17:00 da Corso Principe Eugenio, poco lontano da Piazza Statuto, per invadere il centro storico e culminare in Piazza Vittorio Emanuele, dove si sono tenuti vari interventi istituzionali e dell’associazionismo.

Ad aprire il corteo, lo staff del coordinamento Torino Pride insieme all’attivista e direttrice del Lovers Film Festival, Vladimir Luxuria, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, reggendo lo striscione del coordinamento con lo slogan “D’amore e di lotta”. Il motto di quest’anno ha ben rappresentato il connubio che da sempre caratterizza i movimenti per i diritti civili nella loro lotta intersezionale, resa ancora più significativa dal delicato contesto storico in cui si sta svolgendo l’Onda Pride, non solo in Italia, ma anche su scala globale.

Non sembra un buon tempo per noi – ha dichiarato Luca Minici, presidente del coordinamento Torino PrideNo, non parlo del meteo che quest’anno ci fa sorprese ogni giorno. Mi riferisco ai venti di tempesta che soffiano in mezza Europa portando nuvole nere cariche delle destre più estremiste pronte a grandinare su di noi.

Ormai i fascisti non si nascondono più, i discorsi d’odio vanno in onda in prima serata e quando esci da casa per manifestare non sai mai se un manganello ti spaccherà la testa. Fortuna che ci siamo noi che siamo resistenti e siamo ancora qui, 50 anni e passa da Stonewall, ancora costrettə a marciare e sperare, con amore e con rabbia, col fiato nel petto e il megafono in mano!

L’anno scorso ci hanno rotto i tacchi, quest’anno i tacchi li usiamo per difenderci da chi ci vorrebbe cancellare. Perché è proprio da un tacco lanciato in testa alla polizia che è nato il Pride, dalla resistenza all’oppressione della nostra comunità e da allora di strada ne abbiamo fatta tanta nel mondo. Qui da noi ce n’è ancora molta da fare, perché si sa, il nostro paese vive nella nostalgia, adesso vanno forte gli anni venti, sì, ma del ‘900. Noi non ci stiamo.”

La manifestazione ha visto la partecipazione di una moltitudine di persone di tutte le età e provenienze, unite dalla volontà di celebrare l’orgoglio LGBTQIA+ e di rivendicare le vittorie del movimento, ma anche le lotte ancora da compiere. Tra i partecipanti, numerose associazioni e gruppi locali hanno sfilato con i propri carri, ognuno con un tema diverso, ma tutti accomunati dal desiderio di rimanere visibili e resistenti.

Grandi assenti i Radicali Italiani, +Europa Torino, Italia Viva Torino, Associazione Marco Pannella di Torino, Associazione Italia Israele, e Gruppo Sionistico Piemontese, in solidarietà alla protesta dell’associazione Keshet Italia contro la connotazione “filopalestinese” dell’evento.

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L’arcobaleno ha dominato la scena, accompagnato da bandiere, striscioni e cartelli, molti dei quali caratterizzati da una spietata e dissacrante satira verso vari esponenti dell’attuale governo. In contrasto, la musica, elemento centrale della parata, ha creato un’atmosfera festosa e coinvolgente, capace di attrarre e unire persone di diversi background e sensibilità.

Il momento degli interventi, svoltisi in Piazza Vittorio Emanuele, ha rappresentato le molteplici sfaccettature della lotta intersezionale. Ad aprire, Vladimir Luxuria, con l’annuncio della candidatura di Torino per Europride 2027.

Mamma mia quanta frociaggine c’è oggi! I seminaristi avevano tutti il giorno libero?! […]

Di fronte a governi che ci promettono cose e spesso non le mantengono e a governi che ci minacciano, rispondiamo allo stesso modo: esistiamo e continueremo ad esistere. Fatevene una ragione. Lotteremo sempre per essere ciò che siamo. […] Mi spenderò personalmente per portare nel 2027 il Pride europeo qui a Torino, nella città dei diritti. Dobbiamo portare il Pride, più pride, in Europa! […]

Si festeggiano 30 anni dal primo Pride italiano. Mentre, il prossimo anno, saranno 40 anni dalla nascita del Lovers Film Festival, che quest’anno sarà più lungo: dal 10 al 17 aprile 2025“.

Accanto ai rappresentanti dell’associazionismo, diverse autorità locali hanno ribadito il loro impegno a sostenere la comunità LGBTQIA+ e a lavorare per un’Italia più aderente ai valori costituzionali di inclusività e accettazione.

Una grande festa dei dirittiha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo –. Torino è all’avanguardia su questo tema e abbiamo bisogno di continuare a riaffermare la centralità dei diritti, che non sono un privilegio ma una condizione che caratterizza l’essere cittadini europei. In Italia purtroppo non tutti questi diritti sono ancora garantiti e quindi siamo oggi in piazza come città per testimoniare non solo la nostra vicinanza, ma il fatto che, soprattutto in un momento politico come questo, è fondamentale continuare a tenere il punto.

Anche per l’assessore ai Diritti, Jacopo Rosatelli, “il ruolo delle città progressiste come Torino è ancora più rilevante nel momento in cui in altre zone d’Italia e d’Europa si alza invece il vento reazionario. Torino dimostra che è possibile far crescere la consapevolezza sui diritti in tutte le fasce sociali e in tutti i settori. Il contrasto alle discriminazioni e la promozione delle pari opportunità è un punto condiviso e qualificante“.

Particolare rilievo è stato dato ai temi dell’intersezionalità e della lotta contro ogni forma di discriminazione. Divers* oratori hanno evidenziato come la battaglia per i diritti LGBTQIA+ sia strettamente legata a quella per i diritti di tutte le minoranze e delle persone più vulnerabili, sottolineando l’importanza di unire le forze per combattere l’ondata ultraconservatrice e riaffermare il diritto all’autodeterminazione delle identità non conformi. Tra loro, anche Lara Vodani, presidentessa di Arcigay Torino.

Senza vergogna, oggi e tutti gli altri giorni dell’anno, rivendichiamo l’essere froce, trans, grasse, disabili, razzializzate, troie, poliamorose, neurodivergenti, antifasciste e transfemministe. Perché se questo è il margine noi abbiamo scelto da che parte stare e, come dice una compagna di Torino, ci vuole tanto amore quanto dolore per vivere sulla propria pelle e lottare per il ribaltamento della norma, ma sempre qua ci troveranno.

Al Torino Pride erano presenti anche genitori, bambini e anziani: l’evento ha saputo coinvolgere e sensibilizzare un pubblico ampio e diversificato, portando avanti le istanze di quelle famiglie che – secondo l’attuale governo – non esistono.

Per quanto non ci fermeremo mai, siamo stanche di lottare e di dover ribadire sempre che un diritto è di tutte altrimenti è un privilegio” ha gridato dal palco Stefania di Famiglie Arcobaleno.Siamo stanche di attendere sentenze dei tribunali, parole di ministri ed esponenti vari e visite domiciliari di psicologhe e assistenti sociali che ancora vogliono entrare nelle nostre case e vite per dirci SE siamo famiglia e COME fare famiglia.

Soprattutto da chi si fregia di promuoverla e sostenerla. Non vorremmo più sentirci dire con ammirazione che siamo persone coraggiose a lottare e a vivere le nostre vite, bensì vorremmo semplicemente vivere le nostre vite con le difficoltà che già la vita presenta senza che si mettano di traverso le istituzioni.

Quanto tempo in più avremmo per le nostre figlie e figli e famiglie se non dovessimo occupare il nostro tempo libero con riunioni e azioni per chiedere il diritto a quel tempo insieme? La verità è che siamo tutte famiglie: variegate, colorate, arcobaleno.

Lottiamo ogni giorno per promuovere il benessere di tutte le famiglie, anche di quelle che non si sentono coinvolte, anche di chi ci giudica e perseguita. Invitiamo quindi oggi le istituzioni presenti a rendersi coraggiose, per poter dire loro con la nostra ammirazione di aver fatto il minimo che ci si aspetta da chi amministra e governa città e Stato: essersi esposte davvero con i mezzi di competenza e aver agito davvero – non solo parlando dai palchi – per le vite nostre e delle nostre figlie”.

Il Torino Pride 2024 ha così confermato la sua importanza come momento di celebrazione e riflessione, dando ampio spazio soprattutto a quello che oggi è diventato tra i target preferiti di questo governo: le persone trans. Tra gli interventi più emotivamente carichi, quello di Alessandra – donna trans che, insieme alla madre e alla sorella lesbica, sono intervenute per AGEDO.

Invito chi pensa che la nostra sia una scelta a fare un viaggio nelle nostre vite trans: stremati dalle attese lunghissime, per alcune sorelle e fratelli, un limbo di ‘’non vita’’ così estenuante da non lasciarli via di scampo. Ho capito sulla mia pelle quanto i nostri corpi siano perennemente e morbosamente analizzati, quanto sia forte la pressione di doversi adattare a dei canoni sociali cis-normativi per poter vivere una vita degna.

Ripudio il fatto che una donna trans sia socialmente accettata solo se è considerata sessualmente attraente, perché quello che noi siamo parte dalla nostra anima e non dall’immagine che riflette il nostro corpo. Per me nascere trans è stata una benedizione perché mi ha insegnato a vedere tutte e tutti per ciò che sono e non per il loro contenitore di carne.

Noi siamo anime prima che corpi, siamo pensieri prima che parole, siamo fratelli e sorelle nati dalla stessa terra e illuminati dalla stessa luce e meritiamo di splendere indifferentemente dalla nostra apparenza!

Chiunque tu sia, qualunque sia il modo in cui ti senti o ti identifichi o scegli di non farlo, io ti riconosco, ti rispetto e oggi la tua, la mia e la nostra luce è così potente da abbagliare chi ci vuole invisibili!

A chiusura degli interventi, l’esibizione di Michele Bravi, cantautore e attore vincitore della settima edizione di X Factor, scelto come ambassador del Torino Pride 2024.

 

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