Il 10 gennaio del 2026 la Corte d’Appello del Quarto Circuito degli Stati Uniti è diventata la prima corte d’appello federale ad applicare il divieto per le cure di affermazione di genere per le persone transgender. La decisione segue la sentenza della Corte Suprema del giugno 2025 nel caso Stati Uniti contro Skrmetti, che vide i giudici a maggioranza conservatrice respingere un ricorso contro il divieto del Tennessee relativo ai trattamenti di gender-affirming per i minori. Adesso è arrivato il via libera al West Virginia, autorizzato di fatto a vietare la copertura Medicaid per gli interventi chirurgici di gender affirming.
Comunità trans sotto attacco
Più di una dozzina di stati degli Stati Uniti vietano o limitano la copertura Medicaid per l’assistenza sanitaria di genere. Medicaid è il programma di assicurazione sanitaria congiunto federale-statale per le persone a basso reddito. Trump e i repubblicani stanno facendo di tutto per tagliare finanziamenti e limitarne l’uso per le persone trans.
La decisione unanime è stata presa da un collegio di tre giudici della Corte d’Appello del 4° Circuito degli Stati Uniti a Richmond, in Virginia, ribaltando la sentenza di un precedente giudice del 2024 secondo cui la legge violava le tutele antidiscriminatorie previste dal diritto federale e dalla Costituzione. A difesa della sentenza, la prima del suo genere, il collegio del 4° Circuito ha affermato che, poiché la legge si applica a procedure specifiche e non a individui specifici, non discrimina illegalmente le persone transgender.
I tre giudici del collegio – tutti nominati da presidenti repubblicani (due da Trump e uno da George Bush Sr.) – avevano espresso dissenso nel 2024, quando la maggioranza del 4° Circuito dichiarò discriminatoria la legge del West Virginia. Nel 2025 la Corte Suprema ha ordinato di riesaminare il caso, alla luce della sua decisione della sentenza relativa al Tennessee. Non a caso i tre giudici hanno citato l’ormai celebre sentenza della Corte Suprema per ben 70 volte in 35 pagine di sentenza.
“Non è irrazionale che un’assemblea legislativa incoraggi i cittadini ad apprezzare il proprio sesso e a non disprezzarlo rifiutandosi di finanziare procedure sperimentali che potrebbero avere l’effetto opposto“, ha scritto il giudice Julius Richardson, nominato da Trump.
I tipi di interventi chirurgici che la legge del West Virginia ha rimosso dalla copertura Medicaid includono l’alterazione delle caratteristiche fisiche per allinearle all’identità di genere, tra cui la ricostruzione del torace, l’alterazione dei genitali e le procedure facciali. Il procuratore generale repubblicano della Virginia Occidentale, John McCuskey, ha aggiunto che lo Stato non dovrebbe dover pagare il conto per “procedure mediche non comprovate e non essenziali”. “Ogni dollaro speso per queste procedure non comprovate sottrae fondi che potrebbero essere utilizzati per curare il cancro, le malattie cardiache e il diabete“, ha affermato McCuskey. Lambda Legal, organizzazione per i diritti LGBT che ha rappresentato la querelante Shauntae Anderson, non ha rilasciato commenti. Il giudice distrettuale statunitense Robert Chambers, nominato dall’ex presidente democratico Bill Clinton, si era pronunciato a favore di Anderson nel 2022.
Sebbene attualmente più di una dozzina di Stati USA vietino o limitino la copertura Medicaid per le cure di affermazione di genere, secondo quanto riportato da Reuters la Corte d’Appello del Quarto Circuito è diventata la prima corte d’appello federale d’America ad autorizzare questo tipo di divieto. Almeno altri sette Stati, tra cui Florida, Georgia e Arizona, hanno dovuto affrontare cause legali per aver vietato o limitato la copertura assicurativa per l’assistenza sanitaria di genere.
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