L’amministrazione Trump non celebrerà la Giornata Mondiale contro l’Aids

Dal 1988 ad oggi non era mai successo.

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L'amministrazione Trump non celebrerà la Giornata Mondiale contro l'Aids
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La Giornata Mondiale contro l’AIDS si celebra ogni 1° dicembre dal lontano 1988. In quasi 4 decenni organizzazioni, aziende e governi di tutto il mondo l’hanno ampiamente riconosciuta, così come Presidenti statunitensi di ogni tipo, che fossero repubblicani o democratici, hanno sempre organizzato eventi o espresso dichiarazioni pubbliche. Da George W. Bush a Barack Obama passando per il primo mandato di Donald Trump, sebbene il tycoon si “dimenticò” di menzionare le persone LGBTQ+. Lo scorso anno Joe Biden ospità la prima esposizione di pannelli dell’AIDS Memorial Quilt alla Casa Bianca.

La mail con cui la Casa Bianca cancella la Giornata Mondiale contro l’AIDS

Quest’anno, invece, con l’amministrazione Trump che ha tagliato miliardi di dollari nei confronti della ricerca e della sussistenza, vigerà il silenzio più assoluto, l’ennesimo atto di cancellazione delle persone più emarginate e bisognose. Ne dà notizia The Advocate.

Il Dipartimento di Stato ha ordinato ai dipendenti e ai beneficiari di sovvenzioni di non utilizzare fondi del governo federale per celebrare la Giornata Mondiale contro l’Aids, secondo un’e-mail visionata dal New York Times e dall’editorialista di Substack Emily Bass. Dipendenti e beneficiari dovranno “astenersi dal promuovere pubblicamente la Giornata Mondiale contro l’AIDS attraverso qualsiasi canale di comunicazione, inclusi i social media, gli impegni con i media, i discorsi o altri messaggi rivolti al pubblico“, si legge nell’e-mail, dove si precisa che la politica del governo è “di astenersi dall’inviare messaggi in qualsiasi giorno commemorativo, inclusa la Giornata Mondiale contro l’AIDS”.

Sarà ancora consentito “promuovere il lavoro” svolto per contrastare l’aids e partecipare agli eventi della Giornata mondiale, si legge nell’email, ma il messaggio “ha perso di sfumature man mano che passava attraverso le varie agenzie sanitarie governative”, riporta il Times. “Un’email che i Centers for Disease Control and Prevention hanno inviato ai propri uffici nazionali ha ribadito i divieti, ma ha omesso che i dipendenti possono ancora parlare del lavoro svolto e della caratterizzazione dell’hiv come malattia pericolosa da parte del Dipartimento di Stato”.

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Il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Piggott ha dichiarato al Times: “Una giornata di sensibilizzazione non è una strategia. Sotto la guida del Presidente Trump, il Dipartimento di Stato sta lavorando direttamente con i governi stranieri per salvare vite umane e aumentare la loro responsabilità e la condivisione degli oneri”.

Peccato che negli ultimi 10 mesi Trump abbia proclamato molte altre giornate di sensibilizzazione, tra cui celebrazioni per l’autismo e per il settore manifatturiero. La sua amministrazione ha inoltre tagliato i programmi di aiuti esteri per combattere l’hiv e l’aids, smantellato le risorse per la prevenzione e limitato i finanziamenti nell’ambito del Piano di Emergenza Presidenziale per l’aids, o PEPFAR, programma globale avviato dal repubblicano George W. Bush. È stato riferito che l’amministrazione potrebbe porre fine al PEPFAR, sostituendolo con un programma a beneficio principalmente degli Stati Uniti. La Giornata Mondiale contro l’aids è solitamente il giorno in cui il Dipartimento di Stato condivide i dati del PEPFAR con il Congresso, e non è chiaro se quest’anno il dipartimento li invierà o meno.

La notizia che l’amministrazione non celebrerà la Giornata Mondiale contro l’Aids ha suscitato sconcerto e non poche critiche. “Sembra semplicemente meschino e ostile, francamente“, ha detto al Times l’attivista e co-fondatore di PrEP4All Peter Staley: “Mi ha ricordato molto l’amministrazione Reagan“, che ignorò l’epidemia pensando che riguardasse solo la comunità gay, le prostitute e i drogati. Il deputato del Wisconsin Mark Pocan, gay dichiarato, ha definito l’azione dell’amministrazione Trump come “vergognosa e pericolosa”. “Il silenzio non è neutralità; è danno”. “Chiedo all’amministrazione di revocare immediatamente questa decisione e di impegnarsi nuovamente nella lotta contro l’hiv/aids“.

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