Una brutta storia di vicinato finita in tribunale. Siamo in un paesino vicino Varese. Franco e il suo compagno, uniti civilmente dal 2021, comprano una casa che ha un giardino su cui esiste una servitù di passaggio, utilizzata dai vicini per raggiungere una tettoia.
Il giardino del contendere
Inizialmente, come riporta il Corriere della Sera, la serenità trionfa. Poi tutto precipita tra insulti omofobi, querele per violazione di domicilio, violazione della privacy, aggressioni verbali, danneggiamenti. Tutto a causa di quel giardino, che diventa centro del contendere, scatenando ripicche, dispetti, abusi e reazioni scomposte, con “veri e propri atti persecutori che sono sfociati anche in insulti omofobi irripetibili che ci vengono rivolti in continuazione, direttamente o indirettamente, tramite diffamazioni alla presenza di terzi”.
A parlare al Corriere è uno dei due uomini, costretti a presentare 20 denunce in pochi anni, “che a oggi, nonostante diverse richieste da parte del nostro legale, non sono mai diventate un procedimento per stalking“. Uno dei due uomini sostiene di aver un pesante stress emotivo che gli ha causato problemi fisici, tradotti in una grave invalidità, e di natura psichiatrica. Ma in assenza di una legge contro l’omobitransfobia, affossata in Senato nel 2021 tra gli applausi di giubilo della destra, si fa fatica ad arrivare in tribunale.
Parla il legale della coppia
“Solo una delle denunce è diventata un procedimento penale che verrà discusso di fronte al giudice monocratico di Varese a febbraio, ma è per il solo reato di danneggiamenti aggravati“, ha precisato il legale della coppia. Un altro procedimento è stato invece accorpato a uno già archiviato, “col risultato che ora abbiamo 17 denunce che ci auguriamo vengano riunite sotto un unico procedimento per atti persecutori. Per questo ho presentato istanza di riunione dei procedimenti lo scorso mese di settembre: i miei assistiti hanno cambiato persino le loro abitudini di vita, proprio a causa dell’atteggiamento tenuto dai vicini di casa. I reati che denunciano sono pesanti, in più aggravati dall’atteggiamento omofobico nei loro riguardi“, ha concluso il legale.
I precedenti
Non è certamente la prima volta che coppie gay vengono perseguitate dai vicini di casa.
La scorsa estate abbiamo seguito da vicino la storia di Mario e Fabio, coppia gay di Marcon, in provincia di Venezia, che ha dovuto vendere casa perché perseguitati dal vicino omofobo. L’uomo simulava di investirli con l’auto, invitava i propri figli ad allontanarsi dai due perché omosessuali, lanciava epiteti quali “Fr*ci di m*rd*” e ancora “Non mi darò pace finché non ve ne andrete“, e ancora “Vergognatevi”. Mario ci disse di sentirsi psicologicamente provato, in una lunga e straziante lettera. “Con il mio psichiatra siamo d’accordo di mantenere le dosi di anti-depressivo finché saremo in questa casa”. “L’avevamo comprato con tanti sacrifici, ci dispiace lasciarla, ma è per la mia, per la nostra serenità“.
L’anno scorso un 46enne è stato arrestato a Roma con l’accusa di stalking aggravato dalla discriminazione di genere. L’uomo ha perseguitato una coppia gay che abitava nel suo elegante palazzo, in pieno centro nella Capitale, come accertato dal pubblico ministero Vincenzo Barba. Lo stalker omofobo infilava giornaletti e cd pornografici nella cassetta delle poste della coppia, imbrattava i muri con la vernice, gettava il borotalco sul loro tappetino, andava a citofonargli in piena notte, batteva sul muro con la scopa. Tutto pur di infastidirli. Così tutti i giorni, per mesi, fino a ottobre del 2022.
Nel 2020 a Formia Pasquale Galliano e Michele Castelli hanno ottenuto finalmente giustizia, con i loro vicini omofobi che non potranno più avvicinarsi. Dopo mesi di insulti omofobi, atti vandalici contro le auto e lo scooter, minacce di morte e lanci di uova e pietre. Le indagini dei carabinieri, come riportato da LatinaToday, avevano condotto a una denuncia a piede libero nei confronti dei due sessantenni per i reati di violenza privata, molestie, danneggiamento aggravato.
