Cosa combina Vittorio Menozzi? Il gentile ragazzo che tanto piacque ad Alfonso Signorini e al nuovo corso del Grande Fratello voluto da Piersilvio Berlusconi (e tanto piacque e piace anche a noi), gioca a fare l’influencer, ma si capisce che qualcos’altro sta covando sotto la cenere. E no, non stiamo parlando di Arnold (ve lo ricordate quel siparietto?).
Intanto il Menozzi, classe 2000 da Parma, è stato in Portogallo, pagato – si immagina – dall’ente turistico portoghese per promuovere Lisbona e Oporto. Da quelle meravigliose città affacciate come colonne di Ercole ai confini del fu mondo conosciuto, Vittorio ha raccontato attraverso Instagram le sue passeggiate, le sue serate a zonzo, le sue notti solitarie (?) in alberghi caratteristici, colazioni-pranzo-snack-cene con pietanze locali, bagni nell’oceano. Mai che si sia visto chi l’abbia accompagnato, mai che si sia capito chi tenga in mano la camera (pardon, il telefonino) quando Vittorio esce come un sirenetto dalla gelida schiuma dell’Atlantico, ma insomma: non faceva parte del pacchetto. All’ente turistico portoghese piaceva l’idea di un viaggio da single. C’era da sponsorizzare quella storia là. Vittorio, infatti, è single. Vittorio è single? Eh quante ne volete sapere. Non basta la storia del questioning?
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Qualche mese fa, a Palazzo Reale a Milano, Vittorio si è spupazzato la mostra “Dal cuore alle mani“, quella dei DolceGabbana (magnifica, pazzesca, curata nientemeno che da Florence Müller e prodotta dal IMG). Tra abiti barocchi, stampe di Caltagirone, madonne, veli, sangue, amore e colore e anche crocefissi, e quindi look da red carpet e quindi tutto l’immaginario traboccante d’ogni italianità da cartolina di Domenico e Stefano, Vittorio – da bravo ragazzo di provincia – non ha risparmiato il proprio stupore. Le sue immagini attraverso le storie social si soffermavano su limoni di ceramica e pizzi come non ci fosse un domani. Lui, che per i Dieggì ha pure sfilato.

Perché quello che sta accadendo a Vittorio, dopo le sbornie granfratellesche, è che egli pare riuscire a conservare il suo candore di provincia, la propria noncurante predisposizione alla me ne frego di tutto. Tanto per lasciarci sempre nel dubbio se non siamo davanti a una gattamorta, come si dice in gergo, o a un vero e proprio pezzo di pane gettato in pasto alle fauci dell’industria mediatica di oggi (in tal caso, non saprei quanto possa durare, sicché propenderei per la prima: e insomma Vittorio ci sbranerà tutti).

E l’amicizia quasi-amore con Federico Massaro? Pare che a Vittorio non sia poi infine piaciuto come Massaro abbia gestito la questione di suo fratello trans. E la non proprio cristallina amicizia con Mirko Brunetti? E perché alla festa di compleanno di Vittorio (quella che avete visto su tutti i giornali, inutile dunque parlarne) c’erano ben 19 assenti? E le allusioni di Beatrice Luzzi? E la storia del programma tv? Per saperne di più bisogna indagare e – all’occorrenza – spiare.
Come quando abbiamo avvistato Menozzi al Circo Loco di Milano, la serata ultra-house, sballonissima e magica, tenutasi al Carroponte lo scorso 18 Maggio. Questa Vittorio non l’ha raccontata nelle storie, ma noi abbiamo visto tutto. Confesso, avevo fumato qualche cannetta e trangugiato almeno tre shot di tequila, ma l’ho spiato come una spudorata paparazza (no, non ho fatto foto, vi pare?). Per la cronaca: abbiamo visto Vittorio bere un solo drink e non l’abbiamo visto assumere sostanze stupefacenti.

Quella sera il dolcissimo Vittorio si è presentato all’evento house più alterato e godurioso del pianeta (in console, tra gli altri, tre giganti come Sossa, Honey Dijon e The Blessed Madonna) indossando uno spettacolare look camicia-pantalone nero-Prada e con una shopping bag in mano, contenente non si sa bene cosa. Pareva dovesse consegnare qualcosa a un qualcuno che non si è mai palesato davanti ai nostri occhi. Vittorio è da subito entrato nel backstage – così si chiamava l’area priveè per noi persone inserite (LOL) in quella stupenda serata di clubbing, ché poi in verità era tardo pomeriggio – e lì si è attardato, con la sospesa espressione tipicamente menozziana di chi non sa perché sia lì e cosa stia facendo. E no, non l’abbiamo mai capito neanche noi cosa facesse Vittorio Menozzi da solo nel privé del Circo Loco. Era così solo che a un certo punto, seduto su una panchina tra i tavoli di ristoro vicino al bar, proprio dietro al palco dove ballavano ondate di persone inserite dietro la console dei dj, Vittorio si è amabilmente concesso a un gruppetto di sconosciuti curiosi che fingevano di non sapere chi egli fosse. Qualche convenevole (io spiona ero lì accanto) ed ecco che parte la chiacchiera. Ah ma tu sei quello del Grande Fratello, ah ma non te la tiri per niente, ah ma dai che ci fai qui eccetera. La chiacchiera è proseguita, Vittorio ha anche sbottonato la camicia per il caldo e guardato il tramonto con gli occhiali da sole anch’essi Prada, Vittorio ha spesso inumidito le labbra e fatto letteralmente sbavare questo gruppetto di sconosciuti (un ragazzo visibilmente gay e tre ragazze stupend) e tutto era meravigliosamente inutile in quel tardo pomeriggio che non sai perché sei lì (confesso: a un certo punto non sapevo neanch’io cosa ci facessi).

Mentre scriviamo, invece, Vittorio sta suonando come Dj in un negozio di Roma, roba sponsorizzata per la profumeria Naima con tanto di tag adv, e lo si può vedere assai ingaggiato nei suo scratching mentre fuori alcune presenze non identificabili fanno una specie di merenda sul marciapiede. In quel di Roma, ancora una volta, Menozzi ci ha deliziato con racconti di magnifiche camere d’albergo e ristoranti di assoluto livello e una mostra fotografica di grandi scatti dedicati al cinema. Ah, il cinema.
A tal proposito: chiedendo qua e là, tra una canzonetta e una strimpellata al piano (il ragazzo canta benissimo, suona pianoforte e chitarra, oltre ad essere quasi-ingegnere e oltre ad avere la stupenda capacità di piangere quando si fanno insinuazioni su mutande e contenuti), ho indagato su quali possano mai essere i piani di Vittorio in questa scoppiettante industria che genera divi e li divora nello stesso istante. Spiando e chiedendo, indagando e curiosando, parrebbe credibile il rumor – più romano che milanese – che vedrebbe Menozzi all’inizio di una potenziale carriera da attore di fiction. Roba da soap-opera? Sì, ma quale? In attesa di un Guadagnino innamorato (attenzione a questa ipotesi)? Uno sceneggiato tv – come si diceva una volta, o per meglio dire una serie tv Mediaset?

Di sicuro Vittorio non sarà opinionista di questo Grande Fratello nuovo che sta arrivando, a proposito del quale Signorini ha spifferato ai venti una tracotante partecipazione di gays ai casting. No, nessuno vede di buon’occhio il gentil Vittorio nel generoso atto di sforzarsi a sputare cattiverie addosso ai prossimi reclusi nella casa. Il cinema (o la fiction, o una serie tv, o uno sceneggiato o come volete chiamarlo) sarebbe la casa verso cui Menozzi starebbe indirizzando le proprie intenzioni artistiche. Ma attenzione, nella nostra indagine spiona, c’è anche chi ha detto (fonte: un* booker di agenzia milanese): “Tesoro Vittorio ha la testa sulle spalle e farà l’ingegnere e si godrà una vita tranquilla, ora va solo curiosando e ottimizzando“. Il che farebbe il paio perfetto con quel Vittorio dall’aria me ne fotto che ho visto al Circo Loco.

Infine, occorre raccontare anche quell’altro Vittorio. Quello forse un po’ più vero. Tra un Portogallo e una Roma, tra una Milano e un Circo Loco, Vittorio non ci ha risparmiato alcuni squarci di amatissima provincia. E i tetti di Parma, e le gioie della sua collezione di vinili (fiero, Vittorio qualche giorno fa ha appeso l’involucro di una special edition di The Dark Side of the Moon regalato dai fan sul suo muro dove tiene pezzi di vinile d’un certo calibro), e le corse alla sera, e il suo amore per i dolci, e i mazzi di fiori regalati da non si sa bene chi, e gli amici di sempre (più amiche, a quanto si vede) e quella persistente sospensione davanti alla domanda: ma Vittorio scusa, ma chi c’è lì con te? E no, questi non sono affari nostri.

